Sunday, 08 February 2026
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Pubblicato il 08 February 2026 alle 18:03
Olbia. A qualche settimana dal passaggio del ciclone Harry, che non ha risparmiato neppure le spiagge di Olbia riversando rifiuti trasportati da vento e mare, Pittulongu e gli arenili limitrofi tornano a respirare. Ieri mattina, sabato 7 febbraio, dalle 9.15 alle 12.15, grazie all'evento ambientale organizzato da Plastic Free Olbia oltre 70 volontari si sono ritrovati uniti da un unico obiettivo: restituire dignità e futuro al litorale.
Il risultato parla chiaro: circa 600 chilogrammi di rifiuti raccolti, di cui oltre 200 kg solo di vetro e lattine, oltre a ombrelloni rotti, sdraie, batterie d’auto e materiali ingombranti liberati dai cespugli. Numeri importanti, ma ancora più forte è stato il segnale umano e civico di una partecipazione straordinaria. Un’energia che ha superato ogni confine geografico: quattro referenti di Plastic Free sono arrivati da La Maddalena, Palau, Budoni e Sorso. Tantissimi anche i volontari giunti da San Teodoro, Monte Petrosu, Calangianus, Monti e San Giovanni. Un messaggio potente: quando si parla di ambiente, le distanze non contano.
La referente di Olbia e regionale di Plastic Free, Maria Francesca Carone, ha spiegato che, nel complesso, la situazione delle spiagge non presentava condizioni critiche: "È trascorso del tempo dal passaggio del ciclone e questo può aver inciso sia per l’azione spontanea di cittadini che, passeggiando, hanno raccolto parte dei rifiuti in spiaggia, sia per le successive mareggiate che possono aver riportato in mare ciò che era arrivato sulla battigia". Durante l’intervento sono tuttavia riemersi rifiuti ormai ricorrenti nel periodo invernale: "Abbiamo rinvenuto soprattutto i puntali degli ombrelloni, che rappresentano una costante. In inverno le mareggiate erodono progressivamente la sabbia e questi elementi affiorano dal fondale".
Particolarmente significativa è stata la presenza di numerose famiglie con bambini, segno di una crescente sensibilità ambientale che coinvolge anche le nuove generazioni. Un contributo prezioso è arrivato anche dal mondo della scuola, con la partecipazione attiva della professoressa Cristina Oggiano, da tempo sostenitrice delle iniziative Plastic Free. La docente ha dichiarato: "Sono volontaria da anni e coinvolgo i miei studenti perché credo fortemente nell’educazione ambientale come strumento di cambiamento. Durante gli open day, i ragazzi propongono da tempo il laboratorio Plastic Free e i più grandi fanno da ciceroni ai più piccoli. Gli studenti, a partire dagli undici anni, non sono semplici spettatori ma diventano attori attivi. La mattinata è iniziata con una lezione sulla Posidonia, un momento fondamentale per comprendere il valore reale delle nostre spiagge".
La nuova iniziativa di Plastic Free a Olbia è stata un nuovo successo di squadra e Maria Francesca Carone ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione registrata: "Sono veramente entusiasta non solo per la risposta dei cittadini di Olbia, ma anche per la presenza dei referenti e dei volontari provenienti da altre località, che hanno scelto di essere con noi e di prendere parte attivamente a questa iniziativa. È un segnale forte di collaborazione e di condivisione di valori che va oltre i confini territoriali". Carone ha inoltre sottolineato il valore dell’approfondimento scientifico che ha accompagnato la raccolta, affidato al biologo marino e professore Benedetto Cristo. "Il suo intervento è stato molto interessante e partecipato. Parlare dell’importanza della Posidonia direttamente sulla spiaggia aiuta a comprendere davvero il ruolo che questa pianta svolge nella protezione del nostro litorale".
Nel corso del suo contributo, Benedetto Cristo ha illustrato con dati scientifici l’importanza della Posidonia oceanica: "La scomparsa di un solo metro quadrato di posidonieto può comportare, nel tempo, la perdita fino a quindici metri di spiaggia. Un metro quadrato di Posidonia, a circa dieci metri di profondità, può produrre fino a quattordici litri di ossigeno al giorno. Ancora più significativo è il fatto che un ettaro di Posidonia produce fino a cinque volte più ossigeno di un ettaro di foresta amazzonica". Il noto biologo olbiese ha poi chiarito un aspetto spesso frainteso:
"La Posidonia spiaggiata non è sporcizia. In inverno deve essere lasciata sulla battigia perché svolge una funzione essenziale: attenua la forza delle onde, contrasta l’erosione e trattiene la sabbia. La normativa prevede eventuali rimozioni solo nel momento corretto, non nei mesi invernali, quando la sua presenza è fondamentale per proteggere la costa".
Una mattinata intensa, che ha restituito respiro alle spiagge olbiesi e lasciato un messaggio chiaro: ambiente, educazione ed economia possono convivere, ma solo attraverso la conoscenza, il rispetto dei tempi della natura e l’impegno concreto delle comunità e tutta Pittulongu, ieri, ha respirato un po’ di più.
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