Sunday, 08 February 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 08 February 2026 alle 09:00
Olbia. La scuola primaria Terzo Circolo Didattico – plesso Santa Maria, in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbulismo, ha realizzato un flashmob con un titolo che dice più di mille parole: “RISPETTO”. Coinvolti tutti gli alunni delle classi quinte che hanno eseguito una coreografia sulle note del brano “Esseri umani” di Marco Mengoni. I bambini, provvisti di foulard colorati, hanno danzato rappresentando un arcobaleno, simbolo della diversità che si unisce nel “rispetto”, unico modo per stare bene insieme. All’evento hanno partecipato anche i genitori.
“Il flashmob rappresenta un’iniziativa innovativa, coinvolgente e uno strumento educativo efficace per affrontare le tematiche del bullismo e del cyberbullismo – spiega Manuela Dulcis, referente scolastica del progetto - L’evento si inserisce nel più ampio quadro delle azioni di prevenzione universale promosse dalla nostra scuola, ovvero quell’insieme di interventi che coinvolgono tutte le persone che, a vario titolo, fanno parte della comunità scolastica”.
Giunto al suo secondo anno di realizzazione, il progetto ha registrato un entusiasmo significativo da parte degli studenti, che si sono dimostrati pronti a partecipare attivamente, sostenendo con convinzione un messaggio di unità, rispetto e inclusione. Il flashmob – insieme a tutto ciò che la scuola ha messo in campo per realizzarlo - ha consentito infatti agli alunni di apprendere in modo attivo, rafforzando il senso di comunità e di appartenenza, elementi essenziali per contrastare le dinamiche relazionali disfunzionali. L’educazione, attraverso l’esperienza concreta, ha aiutato i bambini a comprendere come il proprio comportamento influisca sugli altri e favorendo l’interiorizzazione di valori quali il rispetto, la solidarietà e la responsabilità.
“Sono una convinta sostenitrice del concetto che “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, ma se faccio imparo” – ha dichiarato Dulcis, sottolineando l’importanza di un approccio esperienziale per l’interiorizzazione di tematiche complesse - Per questo motivo, quando i bambini sono chiamati a confrontarsi con argomenti così delicati, è essenziale che realizzino sempre qualcosa di concreto che li aiuti a confrontarsi e a interiorizzare valori prosociali positivi e a diventare maggiormente consapevoli delle proprie emozioni. Apprendere, infatti, non é solo un atto mentale, ma è un’esperienza che coinvolge corpo ed emozioni. Il fare associato ad eventi emozionanti attiva quella che le neuroscienze chiamano memoria emozionale essenziale affinché l’apprendimento sia efficace e significativo”.
Il flashmob non è stato un evento isolato, ma arriva come compimento di un lungo percorso, costituito da incontri preparatori durante i quali gli studenti sono stati stimolati alla riflessione attraverso attività psicomotorie funzionali, finalizzate a promuovere la consapevolezza del proprio modo di relazionarsi con gli altri. Attraverso il corpo e il movimento, i bambini hanno potuto sperimentare la fiducia, la distanza, la vicinanza e il mettersi nei panni degli altri. L’attenzione alla dimensione emotiva si è rivelata centrale per promuovere un’autentica inclusione, intesa non come semplice tolleranza della diversità, ma come capacità di stare nella diversità e nell’integrazione reciproca con l’altro. Il percorso ha così offerto l’opportunità di sviluppare l’intelligenza emotiva, incoraggiando gli alunni a riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni e a comprendere quelle altrui. Questo ha richiesto apertura, ascolto e disponibilità ad accogliere la complessità dell’altro, con i suoi valori, le sue fragilità e la sua propria e unica visione del mondo. Nel progetto educativo ed emozionale sono stati coinvolti anche i genitori, invitati a partecipare attivamente attraverso esperienze di confronto e riflessione, al fine di accrescere la consapevolezza delle proprie dinamiche relazionali e di quelle dei figli. Ne è scaturita una preziosa alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata sulla condivisione di valori e responsabilità.
La scelta di realizzare il flashmob attraverso una semplice coreografia sulle note del brano “Esseri umani” di Marco Mengoni assume poi un forte valore simbolico. La musica è infatti diventata veicolo di un messaggio universale: il riconoscimento dell’altro come essere umano, portatore di unicità e dignità. Il movimento corale, sincronizzato ma non uniforme, ha restituito visivamente l’idea che ciascuno può esprimere sé stesso all’interno di un insieme accogliente, in cui nessuno è escluso o invisibile. La disposizione degli alunni in semicerchio, davanti alla grande scritta RISPETTO, da loro stessi realizzata, richiama d’altro canto l’idea di apertura, dialogo e accoglienza. Ulteriore elemento di grande valore educativo è stato infine l’utilizzo della parola “RISPETTO”. Ogni bambino ha incollato il ritratto di un compagno. Questo gesto ha stimolato i bambini a spostare il focus da sé all’altro, imparando a vedere non solo ciò che appare, ma ciò che l’altro è, trasformando il rispetto in qualcosa di concreto e tangibile: il rispetto ha un volto, una storia, uno sguardo. Lo stesso gesto è stato compiuto dai genitori che hanno apposto il loro nome con l’impronta della loro mano come atto di corresponsabilità. L’opera collettiva che è stata realizzata diventa così la rappresentazione visiva di una comunità in cui ogni individuo è riconosciuto e valorizzato. Il momento conclusivo, in cui i bambini hanno alzato i foulard creando un arcobaleno di colori, ha rappresentato l’apice emotivo dell’esperienza. L’arcobaleno è metafora della diversità che, grazie al rispetto, può convivere in armonia: colori diversi che insieme generano bellezza. Un arcobaleno che brilla nel cielo rappresentato dai genitori che hanno realizzato la scritta “GLI ALTRI SIAMO NOI”.
“In un tempo in cui le relazioni sono spesso fragili e mediate da uno schermo, iniziative come questa ricordano che l’educazione alle emozioni, al rispetto e alla solidarietà è la forma più autentica di prevenzione – commenta con orgoglio la referente del progetto andando in chiusura - Educare al rispetto significa seminare futuro. In questo modo il flashmob ha reso visibile quell’essenziale che, come scrive Antoine de Saint-Exupéry, è “invisibile agli occhi”, costruendo legami, consapevolezza e speranza in una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte, ma di danzare insieme contro ogni forma di violenza ed esclusione. Un sentito ringraziamento va alla dirigente scolastica Caterina La Rosa, che sempre sostiene questi progetti di grande valore sociale, facendo sì che la nostra scuola si contraddistingua per essere autenticamente inclusiva”.
07 February 2026
07 February 2026
07 February 2026
07 February 2026
06 February 2026
06 February 2026
05 February 2026