Friday, 06 February 2026
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Pubblicato il 06 February 2026 alle 07:00
Olbia. Eppur si muove: è una frase attribuita a Galileo che oggi potremmo attribuire a qualsivoglia amministratore olbiese in tema di rischio idrogeologico. Stiamo parlando del piano di mitigazione del rischio, altre volte definito come "Piano Nizzi" o "Piano Technital", che dal punto di vista amministrativo è pomposamente noto come "Olbia e le sue acque". Ebbene, quest'anno l'alluvione del 2013 compirà la bellezza di 13 anni e no, non vedremo abbattuto il rischio prima delle elezioni comunali. Forse riusciremo a vedere un bando in itinere, forse una consegna di lavori last minute di fronte al seggio, ma la città al sicuro non la vedremo neanche nei nostri migliori sogni.
Eppur simuove, dicevamo in apertura, e non lo dicevamo ironicamente: l'iter per il piano di mitigazione del rischio va avanti, piano e inesorabile come si confà a una grande opera il cui iter è partito con ritardo, enorme ritardo. Se invece del nuovo piano, avessimo continuato con il Piano Mancini - qua non si discute cosa è meglio o peggio - a quest'ora avremmo avuto i cantieri attivi perché quel progetto era cantierabile (o per lo meno, quando è stato cassato ci era molto vicino). Invece, allo stato attuale, ci tocca aspettare perché il piano Nizzi è ancora allo stato di progetto di fattibilità. Vero è che nel nuovo codice degli appalti non esiste più il secondo step (il progetto definitivo), ma rimaniamo ai dati di fatto: il PFTE (progetto di fattibilità tecnico economica) non è ancora concluso.
Lo si legge in una delle ultime determinazioni del Settore Ambiente e Lavori Pubblici. In base alle osservazioni fatte durante le tante Conferenze di Servizi, serve ulteriore documentazione tecnica che deve essere redatta per completare il PFTE. Ad agosto, il Comune di Olbia ha chiesto una proroga di 180 giorni: a settembre, il Servizio Valutazione impatti e incidenze ambientali della Regione Sardegna ha accolto questa richiesta di proroga. Entro il 4 marzo, il Comune di Olbia deve inoltrare la documentazione richiesta e per redigere questa documentazione è necessario fare altre indagini geotecniche.
Il progetto per queste indagini è stato approvato il 16 ottobre 2025, mentre il 15 gennaio 2026 è stata approvata l'aggiudicazione dei lavori (a gara vi erano circa 124.000 euro). Insomma, si tratta di un iter complesso, ma questo non giustifica 13 anni di ritardo e questo è un problema prettamente politico (e non burocratico). Come di natura politica è il disinteressamento generale alla tematica. Almeno fino alla prossima pioggia.
(Immagine di copertina: AI)
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