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Olbia, San Simplicio presidio attivo a tutela dell’infanzia

Tecnologia, protocolli giudiziari e alta psicologia contro l’ombra degli abusi

Olbia, San Simplicio presidio attivo a tutela dell’infanzia
Olbia, San Simplicio presidio attivo a tutela dell’infanzia
Laura Scarpellini

Pubblicato il 05 February 2026 alle 07:00

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Olbia. Non è solo un incontro pastorale, ma una vera e propria chiamata a raccolta per la tutela della vita. Il prossimo 19 febbraio, alle ore 18:30, la Basilica di San Simplicio si trasformerà in un’aula accademica per affrontare uno dei temi più urgenti e delicati del nostro tempo: la pedofilia e la violenza sui minori.

L’iniziativa accende i riflettori su un’eccellenza del territorio nata dalla lungimiranza della Chiesa diocesana già nel 2016: il Centro “Dimmi, ti ascolto”. Fondato ben prima che i servizi di tutela dei minori diventassero un obbligo normativo, questo presidio ha saputo costruire in un decennio una rete di protezione che oggi coinvolge scuole, comuni e istituzioni, diventando un punto di riferimento imprescindibile per l’intera Gallura.

La forza del Centro risiede in una scelta di campo rigorosa: la competenza tecnica. Le professioniste che operano nella struttura sono state individuate attraverso una selezione d’eccellenza nel Nord Italia, portando a Olbia competenze specifiche in criminologia, psicoterapia e formazione in tecniche avanzate come l'EMDR e il FACS (analisi della mimica facciale). Tra loro figurano esperte con trascorsi peritali nei tribunali e persino ex giudici onorari.

Una preparazione profonda, necessaria per gestire il confine sottilissimo tra il trauma e la rinascita di un bambino. Il Centro, pur nato per volontà ecclesiale, è oggi un'isola laica di alta specializzazione: è diretto esclusivamente dalle psicologhe, non ospita membri del clero al suo interno e opera in stretta sinergia con la Procura della Repubblica, grazie a un protocollo d'intesa siglato con il Procuratore Capasso.

L’incontro del 19 febbraio avrà un approccio strettamente scientifico. L’obiettivo è fare chiarezza su concetti spesso confusi dall’opinione pubblica:

  • Diagnosi e Normative: Distinguere con rigore clinico tra pedofilia e violenza su minore.

  • Metodologia d'ascolto: Presentare le tecnologie del Centro, dotato di camere per ascolti protetti e specchi unidirezionali per evitare errori in fase di deposizione.

  • Etica e Prevenzione: Analizzare i contesti a rischio e gli errori più comuni nella narrazione dei fatti, che possono compromettere l'iter giuridico e la dignità delle vittime.

A conclusione dei lavori, sarà annunciata un’ulteriore novità per la comunità diocesana. È in fase di apertura un nuovo centro, fondato da un sacerdote locale, dedicato specificamente alla cura delle fragilità del clero. Non si tratterà di un luogo legato agli abusi, ma di un presidio di sostegno psicologico e spirituale per sacerdoti in crisi, affaticati dal ministero o colpiti dalla malattia, affinché la stanchezza non comprometta la loro missione.

Olbia si conferma così un laboratorio sociale d'eccezione, dove la Chiesa non si limita alla preghiera, ma mette in campo professionalità di massimo livello per difendere i più fragili e sostenere chi è chiamato a servire.