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Cronaca, Giudiziaria

Tragedia al campo sportivo: chiesto il rinvio a giudizio per la morte del piccolo Gioele Putzu

Chiesto il rinvio a giudizio per il gestore dell'impianto sportivo

Tragedia al campo sportivo: chiesto il rinvio a giudizio per la morte del piccolo Gioele Putzu
Tragedia al campo sportivo: chiesto il rinvio a giudizio per la morte del piccolo Gioele Putzu
Olbia.it

Pubblicato il 04 February 2026 alle 15:29

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Sassari. Ha preso il via oggi, 4 febbraio, davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Sassari la fase processuale che dovrà stabilire eventuali responsabilità per la tragedia avvenuta il 14 settembre 2024 nel campo di calcio “Raimondo Meledina”, a Ozieri, dove perse la vita il piccolo Gioele Putzu. 

Il pubblico ministero Maria Paola Asara ha chiesto il rinvio a giudizio del dirigente della società calcistica giovanile che aveva in gestione l’impianto sportivo. L’ipotesi di reato formulata è quella di omicidio colposo. Il bambino, di soli 10 anni, fu travolto da una porta da calcio mentre stava giocando con altri coetanei.

Nel corso dell’udienza odierna, il giudice ha disposto il rinvio della discussione per consentire alle parti di approfondire le rispettive posizioni. Il procedimento entra così in una fase delicata, che dovrà chiarire se e in che misura vi siano state negligenze o carenze nella gestione della sicurezza della struttura sportiva.

Era un pomeriggio ancora caldo, di quelli che per i bambini significa solo gioco e spensieratezza. Invece, in pochi istanti, quel campo da calcio si trasformò nel luogo di una tragedia che avrebbe segnato per sempre una famiglia e un’intera comunità.

Gioele stava giocando con gli amici quando, per cause che le indagini hanno dovuto ricostruire nel dettaglio, una porta da calcio si ribaltò travolgendolo. I soccorsi furono immediati: ambulanza medicalizzata ed elisoccorso intervennero nel tentativo disperato di salvarlo, ma ogni manovra di rianimazione si rivelò purtroppo inutile. La Procura dispose l’autopsia, mentre carabinieri e ispettori dello Spresal avviarono gli accertamenti per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e le condizioni dell’impianto sportivo. 

La notizia della morte di Gioele sconvolse profondamente non solo Ozieri, ma anche Olbia dove Gioele viveva con i genitori. Figlio unico, il bambino era descritto da tutti come solare, vivace, pieno di energia. Frequentava la scuola di San Simplicio ed era un promettente judoka, già molto apprezzato per l’impegno e il talento dimostrati sul tatami. La tragedia si consumò sotto gli occhi dei genitori, presenti al campo per accompagnarlo in una giornata che avrebbe dovuto essere soltanto di svago. Da quel momento, il dolore si trasformò in commozione collettiva: silenzi, messaggi, momenti di raccoglimento e un’intera comunità stretta attorno alla famiglia. Ora, a distanza di oltre un anno dalla tragedia, l’apertura dell’udienza preliminare riporta alla memoria quel pomeriggio che nessuno ha dimenticato. La giustizia dovrà fare il suo corso, mentre resta intatto il ricordo di una giovane vita spezzata troppo presto, diventata simbolo della necessità di garantire sicurezza anche nei luoghi dedicati al gioco e alla crescita dei più piccoli.