Wednesday, 04 February 2026
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Pubblicato il 04 February 2026 alle 13:30
Olbia. Il 2026 segna un punto di svolta per la cultura gallurese. Per la prima volta nella sua storia, la Scuola Civica di Musica di Olbia apre ufficialmente una cattedra di Canto Lirico, affidandone la guida a un artista che ha fatto della musica la propria missione: Gabriele Barria.
Originario di Monti, laureato al Conservatorio di Cagliari e baritono di solida esperienza presso il Teatro Comunale di Sassari, Barria non è solo un interprete, ma un vero operatore culturale. Già vicedirettore della Banda Musicale di Monti e Direttore Artistico di Sardegna Lirica, Barria rappresenta il ponte ideale tra la tradizione sarda e i palcoscenici internazionali. La sua nomina, fortemente voluta dal Direttore Artistico Fabrizio Ruggero con il sostegno del Comune di Olbia, risponde a una domanda crescente di formazione di alto livello in una città in piena espansione.
Abbiamo incontrato il Maestro Barria per farci raccontare le emozioni di questo nuovo inizio e la sua visione del mondo operistico oggi.
Maestro, lei è il primo docente di Canto Lirico nella storia della Scuola Civica di Olbia. Com’è arrivato a ricoprire questo incarico così significativo e cosa rappresenta per lei?
"È un grande onore. La mia esperienza di docenza a Olbia è iniziata nel 2025 presso il Centro Musica Academy, dove ho avuto una sorpresa straordinaria: partiti con pochissimi allievi, in un solo anno siamo arrivati a quattordici iscritti. Questo mi ha fatto capire quanto il territorio avesse 'fame' di lirica. Quando è uscito il bando storico della Scuola Civica, ho deciso di partecipare. Devo ringraziare il Direttore Fabrizio Ruggero: la sua lungimiranza nel volere questa cattedra e il supporto dell’Amministrazione Comunale hanno reso possibile un traguardo che Olbia attendeva da tempo".
Cosa si aspetta da questo nuovo incarico e quali obiettivi si è prefissato per i suoi futuri allievi?
"Il mio desiderio più grande è dare voce a chi vuole affacciarsi a questo mondo così raro, difficile, ma incredibilmente affascinante. Spesso in Gallura mi sento un po' 'solo' in questo settore; il mio obiettivo non è solo insegnare la tecnica, ma formare futuri colleghi. Vorrei creare una rete di cantanti professionisti con cui realizzare grandi progetti insieme. Spesso si pensa che la musica non sia un lavoro 'vero' o che manchino gli sbocchi: io credo invece che le opportunità vadano create. L'unione fa la forza e io sono qui per offrire gli strumenti giusti ai giovani talenti".
Lei è reduce da una selezione prestigiosissima: è tra i 36 selezionati dalla Rai (su 300 domande da tutto il mondo) per un concorso internazionale di Canto Lirico a Roma. In che modo questa esperienza influenzerà il suo insegnamento?
"Portare l'esperienza del palcoscenico in aula è fondamentale. La selezione Rai è stata un'emozione enorme e un impegno mentale costante, tanto da aver posticipato l'inizio delle lezioni proprio per dare il massimo a Roma. Arrivare a concorrere per un concerto di gala al Teatro dell’Opera di Roma è una prova di quanto studio e dedizione siano necessari. Tutto ciò che imparo nei contesti internazionali lo trasmetterò ai miei allievi: voglio che sappiano cosa significhi davvero affrontare questo mondo, con professionalità e coraggio".
Ha già in mente qualcosa di particolare da mettere a punto per la classe della Scuola Civica?
"Voglio che la scuola sia un laboratorio vivo. Grazie al mio ruolo in Sardegna Lirica, dove organizzo festival e concerti, spero di creare un ponte diretto tra lo studio e la scena. Invito tutti i 'futuri canterini' a farsi avanti: è il momento di farvi sentire e di dimostrare che la lirica ha un futuro radioso anche qui a Olbia".
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