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Olbia: ecco come sarà il Molo Brin secondo l'Autorità Portuale

L'idea contenuta nel Pot 2021-2023

Olbia: ecco come sarà il Molo Brin secondo l'Autorità Portuale
Olbia: ecco come sarà il Molo Brin secondo l'Autorità Portuale
Angela Galiberti

Pubblicato il 03 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Il futuro del traffico portuale non riguarda solo le navi che ogni giorno arrivano all'Isola Bianca per scaricare passeggeri e merci: c'è un'infrastruttura, che ha una lunga storia, che meriterebbe di essere valorizzata. Parliamo del cosiddetto “porto vecchio”: l'insieme di moli (il vecchio, il Bosazza, il Brin) che ha costituito per decenni il vero scalo portuale della città, uno scalo che l'ha resa ciò che è oggi e che ha consegnato la sua eredità gloriosa all'Isola Bianca.

Da ormai 20/30 anni, gli olbiesi sognano per quelle banchine un futuro diverso, più turistico, orientato al lusso ma anche alla diportistica “minore”. Ebbene, anche se non abbiamo ancora un Piano regolatore del porto approvato (e vigente), il futuro per il Molo Brin è già segnato: si legge a chiare lettere nel POT, il Piano operativo triennale della Port Authority della Sardegna guidata dal presidente Massimo Deiana. L'obiettivo dell'ente portuale è quello di dotare Olbia (e Golfo Aranci) di un Prp vigente, al passo con i tempi, che permetta alla portualità olbiese di svilupparsi in perfetta armonia con tutto ciò che la circonda, con particolare attenzione al Molo Brin.

L'obiettivo del Pot 2021-2023 è quello di “superare la condizione imposta dal POT 2018-2020 per la prosecuzione dell’iter di approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Olbia e Golfo Aranci e dare mandato al Segretario generale, così come previsto dalla legge, in collaborazione con la Segreteria Tecnico Operativa, di riprendere le attività amministrative finalizzate all’approvazione del PRP di Olbia e Golfo Aranci e di attivare, in contemporanea, le attività necessarie alla redazione ed approvazione del DPSS. Sempre nell’ottica voluta dal legislatore circa le varianti localizzate, si prevede un adeguamento tecnico funzionale al PRP di Olbia per i moli Vecchio e B.Brin”. Per il Molo Brin ecco un Adeguamento tecnico funzionale (Atf) che ne delinea chiaramente il futuro.

L'Autorità portuale, nel Pot, ricorda la storia del vecchio porto di Olbia e lo descrive nei minimi dettagli tecnici: “Il Molo Brin è un’opera di forma rettangolare che si sviluppa, con asse principale orientato da Ovest verso Est, per una lunghezza pari a circa 305 m e larga 61 m e raccordato a terra con una banchina inclinata di 45° rispetto all’asse. il Molo Vecchio, anch’esso di forma rettangolare, con asse principale orientato, all’incirca, secondo la direzione Nord-Sud, largo circa 73 m e dotato di due banchine di diversa lunghezza, lunghe rispettivamente circa 130 m, quella orientale, e circa 60 m, quella occidentale. La banchina Nord del Molo Brin è storicamente utilizzata all’ormeggio di imbarcazioni da diporto su pontili radicati alla banchina stessa gestiti da un circolo nautico. Il lato meridionale del Molo (banchina Sud), fino a circa la fine degli anni 80 utilizzato per i traffici commerciali, negli ultimi 20 anni, a seguito della rimozione della gru su rotaia avvenuta alla fine degli anni 90, è utilizzato per l’ormeggio stagionale e saltuario di imbarcazioni da diporto di maggiori dimensioni che non possono essere ormeggiate ai pontili disposti sull’altro lato del molo. Analogamente la banchina orientale e di testata del molo Vecchio sono stabilmente utilizzate da oltre 30 anni per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto mentre le aree a terra sono occupate da parcheggi ad uso cittadino. Inoltre, è importante aggiungere che in prossimità della testata del molo Brin, a tergo della banchina Sud, sorge il fabbricato “Ex Officine Mameli”, abbandonato ormai da molto tempo, che versa in un cattivo stato di conservazione e che quindi richiederebbe urgenti interventi di manutenzione. Si tratta di un edificio costruito più di 50 anni fa e sul quale quindi ci sono dei vincoli della Sovrintendenza di competenza”.

Poi, ecco il piano delineato: “La proposta del presente ATF riguarda quindi anche il recupero del fabbricato “Ex Officine Mameli”, di proprietà demaniale, ai fini del suo utilizzo per servizi portuali connessi alla nautica da diporto ed alla assistenza del cittadino. In conclusione, l’ATF propone il recupero del fabbricato “Ex Officine Mameli”, la realizzazione di tutti gli impianti ed i servizi della banchina Sud necessari per adeguarla all’utilizzo, in condizioni di sicurezza, per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto estendendo quindi la funzione nautica da diporto presente nella porzione settentrionale del molo anche alla porzione meridionale dello stesso. A seguito della realizzazione di tali modifiche, si consentirà di procedere con la pubblicazione di un bando per la gestione, in regime di concessione demaniale, della banchina e degli spazi a terra retrostanti compreso l’edificio esistente. Si fa presente che la destinazione funzionale di tutto il molo Benedetto Brin alla nautica da diporto e delle banchine del Molo Vecchio risulta pienamente coerente con la pianificazione del Comune di Olbia che, nel Piano Urbanistico Comunale, destina lo specchio acqueo compreso tra i due Moli ad “Ampliamento Porto Turistico”. Nel caso in esame, la proposta di ATF consiste nell’estensione della funzione “Nautica da diporto”, già presente nella porzione settentrionale del Molo Brin, alla intera superficie del Molo Brin ed alla banchina del Molo Vecchio”.

Sottolinea l'Autorità Portuale che tale scelta non contrasta con gli strumenti urbanistici vigenti, non cambia i carichi ambientali (ma li diminuisce), non modifica l'assetto planimetrico delle opere, non interviene sulle batimetrie di piano, non modifica gli aspetti della navigazione, non modifica l'accessibilità dell'area. Insomma, il destino del Molo Brin è già tracciato, ma per concretizzarlo servirà un Piano regolatore portuale approvato.