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Olbia dentro progetto Itaca: mappare la discriminazione per combatterla

Un ambizioso progetto nella culla dell'accoglienza

Olbia dentro progetto Itaca: mappare la discriminazione per combatterla
Olbia dentro progetto Itaca: mappare la discriminazione per combatterla
Angela Galiberti

Pubblicato il 23 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Il Comune olbiese è stato inserito nel Progetto Itaca, acronomo che sta per "Italian cities against driscrimination". L'iniziativa è coordinata da Icei, che a sua volta è l'ente coordinatore delle Città del Dialogo della quale Olbia fa parte dal 2012.

Il progetto è molto ambizioso e ha molteplici scopi: non solo favorire le best practies a livello amministrativo, ma anche combattere la discriminazione e studiare il fenomeno. La città olbiese, con le sue decine di etnie, è un partner perfetto per questo genere di iniziative dal notevole valore civile. 

Spiega il Comune di Olbia: "il Progetto ITACA rappresenta una grande opportunità di formazione su integrazione e intercultura a favore dei servizi comunali e di tutti gli stakeholder del territorio impegnati a vario titolo nella gestione di attività di accoglienza (associazioni, scuole, ATS, forze dell’ordine), per promuovere la collaborazione tra istituzioni e associazioni per aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti tra i cittadini e le organizzazioni del territorio".

Nel dettaglio, il progetto Itaca predeve molte attività. Si parte con la mappatura delle pratiche discriminatorie all'interno dei servizi comunali delle 7 città italiane coinvolte, tra cui Olbia. Poi si passa alla formazione con delle sessioni indirizzate ai dipendenti comunali nelle quali si affronteranno i seguenti temi: discriminazioni dirette e indirette, legislazioni nazionali ed europea, procedure amministrative, politiche e piani locali di contrasto alle discriminazione. E ancora: i 7 comuni saranno coinvolti nello scambio di buone pratiche a livello nazionale ed europeo con tanto di visita di studio in una città europea con lo scopo di condividere le esperienze.

Verrà poi creato un gruppo di lavoro tematico all'interno della rete che avrà lo scopo di disegnare strumenti operativi contro le discriminazioni dentro e fuori l'amministrazione; poi via alla sperimentazione all'interno delle città pilota.

Il progetto non finisce qua, perché non si rivolge solo ed esclusivamente alla macchina amministrativa, ma anche alla società civile. E infatti, ecco workshop formativi su discriminazione e advocacy rivolti alle associazioni selezionate dai Comuni aderenti; poi un laborazione nazionale di tre giorni che vedrà protagoniste le associazioni scelte dai sette centri. Non mancano eventi territoriali di sensibilizzazione e poi una campagna social.

Il progetto vedrà il coinvolgimento anche delle comunità straniere che qua hanno trovato vita, accoglienza e lavoro. Uno dei tratti caratteristici di Olbia, anche se a volte lo diamo per scontato, è la sua enorme multietnicità. Complici l'economia vivace (nonostante la crisi), il clima, i servizi, Olbia è da sempre culla dell'accoglienza: ciò non significa che i problemi non ci siano ed ecco perché è importante essere protagonisti in progetti di questo genere. Combattere la discriminazione significa costruire una società più giusta, democratica, accogliente anche e soprattutto nei riguardi delle seconde generazioni: giovani olbiesi a tutti gli effetti che sono ponte tra la Sardegna e i Paesi d'origine dei loro genitori che qui hanno messo radici.