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Cronaca

Alluvione. Olbia, Arzachena e Palau fanno i conti con i danni

Alluvione. Olbia, Arzachena e Palau fanno i conti con i danni
Alluvione. Olbia, Arzachena e Palau fanno i conti con i danni
Olbia.it

Pubblicato il 06 ottobre 2015 alle 12:58

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Olbia, 06 Ottobre 2015 - Mentre la Procura di Tempio Pausania continua la sua indagine sul ponte di Corso Vittorio Veneto, "graziato" nel 2013 dalla burocrazia e abbattuto in via emergenziale nel 2015, i Comuni colpiti dall'alluvione rimangono alle prese con i problemi concreti di tutti i giorni. Quei problemi che vivono i cittadini (ancora una volta) alluvionati.

Ad Olbia si contano 150 famiglie coinvolte dalle tre esondazioni avvenute il primo ottobre scorso. I bisogni di queste famiglie sono "a macchia di leopardo" perché non tutti hanno perso tutto, ma si può dire che servono elettrodomestici, materassi, reti matrimoniali e singole, mobilio, nonché alcuni interventi specifici nelle abitazioni per ripristinare quadri elettrici, intonaci e così via. I dati precisi riguardo le necessità li possiede la Caritas diocesana di Tempio Ampurias che ha portato avanti un censimento sul campo con i suoi volontari. E' in corso un coordinamento tra il Comune di Olbia, la Caritas, i Servizi Sociali e la Croce Rossa per far fronte ai bisogni dei cittadini seguendo dei criteri ben precisi. Per chi volesse donare, il centro raccolta della Caritas è situato in via Cimabue, di fronte alla Chiesa di Sant'Antonio.

Olbia non è il solo comune che deve far fronte ai danni dell'alluvione del primo ottobre. Anche Arzachena e Palau sono alle prese con i danni causati dall'intensa pioggia e dalle esondazioni.

Ad Arzachena ha esondato il San Giovanni, già esondato nel 2013. La maggior parte delle persone sfollate ha fatto rientro nelle proprie abitazioni, tranne una famiglia che ha la casa sulla circonvallazione e che è stata nuovamente inondata. Si segnalano ancora diversi problemi di collegamento viario nell'agro arzachenese.

A Palau, invece, tante le case vacanza allagate e che, al momento del disastro, erano vuote. Rimane ancora chiuso l'istituto "Falcone e Borsellino" che deve fare i conti con una voragine sul retro. La protezione civile è intervenuta anche nella zona artigianale.

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