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A Olbia Flavio Fara mostra la sua seconda vita con la fotografia

A Olbia Flavio Fara mostra la sua seconda vita con la fotografia
A Olbia Flavio Fara mostra la sua seconda vita con la fotografia
Laura Scarpellini

Pubblicato il 19 settembre 2020 alle 15:56

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Olbia. Proseguirà fino al prossimo 30 settembre la mostra in Olbia presso il bar Senso Unico di Via Aldo Moro 30, che vede come protagonisti i suggestivi scatti di Flavio Fara.

Potremo farci rapire dalle meravigliose immagini che l'olbiese ha catturato durante uno dei suoi viaggi, e non solo.

"Sono nato a Olbia 49 anni fa, e qui sono cresciuto. Dopo gli studi di elettrotecnica ed elettronica, nel 1990 ho iniziato a lavorare in qualità di tecnico aeronautico per l’allora Alisarda, successivamente Meridiana. Posso dire che nella seconda parte della mia vita mi sono appassionato ad approfondire ulteriormente lo studio di alcune lingue, la storia della Sardegna e la tecnica fotografica. Oggi pubblico con regolarità le mie foto su Instagram dove mi seguono utenti da mezzo mondo, specialmente dall'estero.

Il motore pulsante che ha suggerito la possibilità di una seconda vita oltre la professione di tecnico a Flavio Fara, sono state proprio le sue passioni."Proprio le mie passioni mi hanno portato, recentemente, a pubblicare Olbia. Storie, luoghi, persone. Breve guida. Una guida storica su Olbia e il suo territorio, rivolta agli olbiesi, ai sardi, agli ospiti temporanei della nostra città e agli studenti. Pubblicata dalla casa editrice Taphros,vede la collaborazione, dalla pittrice Paola Blasi".

È un fiume di parole Flavio Fara, sempre preso da progetti, programmi e tante idee a cui dare forma."La mia grande passione per la fotografia si è sviluppata di pari passo con quella per i viaggi. Ho avuto la grande fortuna di visitare poco meno di quaranta paesi: la mia grande curiosità mi ha sempre portato a pianificare il viaggio, studiando la storia e la cultura del luogo presso il quale mi stavo recando. Con le mie foto, oltre a mostrare i luoghi, mi piace trasmettere le diverse emozioni che i volti talvolta suscitano nell’osservatore: le lacrime di un bambino ugandese a Entebbe, una signora anziana che osserva il mare a Eupatoria, in Crimea, un uomo con una lunga barba che cammina per le strade di Amman, in Giordania, la serenità che traspare dal volto di una donna indiana in Rajasthan, i volti delle persone in un mercato del Tigrai, nel nord dell’Etiopia, il sorriso irresistibile di un bambino cubano a L’Avana o due ragazze laotiane in motocicletta a Luang Prabang"

Le foto di Flavio Fava riescono a trasmettere un suggestivo messaggio universale in cui la lingua, il colore della pelle, il credo religioso o quant’altro passano in secondo piano. Quello che arriva a coloro che soffermano lo sguardo su questi frammenti di vita ci ricorda che apparteniamo tutti indistintamente al genere umano, assecondando le distinzioni."Diverso non è sinonimo di pericolo.- prosegue Flavio Fara - Questo è il principale messaggio che voglio trasmettere. Spero con tutto il cuore di riuscirci".

Sebbene il suo percorso non sia da vero e proprio professionista, ma da grande appassionato di fotografia, Flavio Fara ha vissuto esperienze molto forti come quella a Entebbe in Uganda, dove tra il 2008 e il 2011, ha trascorso cinque mesi della sua vita. Malgrado fotografare le persone in strada in alcuni paesi africani, non sia semplicissimo, è riuscito a catturare l'essenza di quella terra, di quella gente. Con grande soddisfazione è riuscito a creare un’atmosfera tale per cui le persone stesse gli chiedevano di poter partecipare a quella estemporanea sessione all’aperto.

Non è stato sempre tutto semplice per l'appassionato fotografo olbiese. Ci sono stati momenti in cui l'entusiasmo si è dovuto arrendere dinanzi a situazioni poco incoraggianti."La più grande delusione l’ho provata in Nepal, nel 2002, quando questo Paese era ancora un regno e gli scontri tra esercito e maoisti erano quasi all’ordine del giorno: la mia Yashica improvvisamente mi abbandonò, negandomi alcuni scatti irripetibili. Ma forse è stato solo un segno del destino, un invito a ritornare nel paese caratterizzato dalle vette più alte del mondo, nel frattempo diventato repubblica e pacificato".

"Credo che la fotografia richieda studio continuo, non bisogna mai sentirsi appagati. La tecnica è fondamentale, ma ancorapiù importante è osservare e cogliere l’attimo. - Flavio Fara si rivolge così a coloro che desiderano accostarsi al mondo della fotografia - Si possono scattare foto ineccepibili sotto il profilo tecnico, spesso senz’anima, al contrario di altre che magari presentano qualche errore, ma che riescono a trasmettere emozioni uniche a chi le osserva".

La mostra in corso comprende scatti di volti e scene di vita quotidiana, in bianco e nero e a colori. Le espressioni dei visi riescono a comunicare una storia, i colori dei paesaggi ci portano a scoprire un mondo lontano e molto differente dal nostro.

Flavio Fara dopo il fermo imposto dallo scorso lockdown ha ripreso ad occuparsi a due suoi progetti, già avviati tempo fa. Uno riguarda la Crimea, con un lavoro che riguarda il genere saggio storico, appunti di viaggio e fotografia. L’altro invece contiene degli scritti relativi ad alcune esperienze maturate durante i suoi viaggi corredati da più fotografie.

"Ho un paio di sogni nel cassetto, e per realizzarli mi sono messo già alla ricerca di sponsor - conclude Fara -.

Ancora un esempio di quanto le passioni possano tracciare il nostro tracciato di vita, facendoci emozionare come quando inaspettatamente dietro una curva, scorgiamo il panorama mozzafiato del mare della Sardegna.