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Settimo Nizzi incontra Coldiretti e Confagricoltura: sì a misure che valorizzino il prodotto locale

Settimo Nizzi incontra Coldiretti e Confagricoltura: sì a misure che valorizzino il prodotto locale
Settimo Nizzi incontra Coldiretti e Confagricoltura: sì a misure che valorizzino il prodotto locale
Camilla Pisani

Pubblicato il 23 maggio 2016 alle 18:36

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Olbia, 23 maggio 2016 - Settimo Nizzi incontra Coldiretti e Confagricoltura per discutere di sviluppo agricolo e dei punti del programma elettorale relativi al comparto agroalimentare del territorio. La situazione olbiese, ha asserito Nizzi, presenta delle criticità particolari a cui le amministrazioni devono dedicarsi: a Olbia ci sono molte difficoltà a piazzare il prodotto locale, che viene soverchiato dalle importazioni estere; altra questione è quella relativa all'infrastrutturazione per l'irrigazione agricola: "ci sono moltissime condotte vuote - afferma Nizzi - che andrebbero rimesse a nuovo per permettere un'organizzazione più organica dell'agricoltura". Al dibattito tenutosi oggi si è discusso anche di sviluppo della mitilicoltura, della struttura dell'impresa, resa sempre più burocratizzata e meno fruttuosa, della tracciabilità dei prodotti locali e soprattutto di qualità del prodotto a km 0, sempre meno tutelata dalle normative nazionali e internazionali, a scapito di chi della qualità vuol fare un valore prioritario.

Nizzi ha ancheribadito, a proposito del piano di mitigazione del rischio idrogeologico, il famoso piano Mancini, il suo rifiuto: "l'attuazione del piano Mancini vorrebbe dire mettere a repentaglio la vivibilità di Olbia; è un piano che non promette che il 20 per cento della mitigazione del rischio idrogeologico, a fronte però di 125 milioni di euro da spendere e 15/20 anni di lavori". Ma, prosegue Nizzi, al posto del piano Mancini ci sarebberodelle alternative: "noi proponiamo di creare un canale unico che dal rio Abbafritta vada al Padrongianus, che ha la capacità di convogliare tutta l'acqua senza rischio. Inoltre proponiamo di creare una sola vasca invece di quattro, con una spesa di soli 4 milioni di euro".

Deciso e lungimirante l'intervento di Luca Saba, direttore di Coldiretti: "il concetto che noi esprimiamo è che non abbiamo visto, finora, una Regione che traducesse in fatti concreti il tema dello sviluppo agricolo; in Sardegna esistono centinaia di migliaia di ettari di terreno recuperabili a coltivazione, e ci sarebbe bisogno di un progetto riguardo l'agricoltura di sussistenza e quella di qualità a lunghissimo termine. Il mondo intero sta cambiando e noi, come regione, dovremmo uscire da un'ottica miope. Se si organizzassero i vari settori, ad esempio quello del bovino da carne, in maniera organica, si potrebbe dare lavoro a moltissimi giovani". Altro punto cruciale, a livello economico e culturale, è quello della visione del prodotto sardo: "è l'ottica della sardità che deve cambiare, inserendosi in un discorso più ampio relativo al made in Italy e alle eccellenze locali, senza però cadere sempre nello stereotipo ormai superato della rusticità a tutti i costi. Serve un passaggio culturale che dia dignità alla figura dell'imprenditore agricolo e al prodotto sardo, sia a livello regionale, che globale", conclude Saba.

Nel programma elettorale di Nizzi, quindi, è ideale ma quanto mai concreta la linea che unisce lavoro, agricoltura, sviluppo e cultura; denominatore comune, la crescita e l'organizzazione a tutti i livelli.