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Sanità Gallura, emergenza continua: "non c'è personale, chiudono servizi e mancano persino i guanti"

Sanità Gallura, emergenza continua:
Sanità Gallura, emergenza continua:
Olbia.it

Pubblicato il 02 luglio 2020 alle 20:21

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Olbia, 2 luglio 2020 - Riceviamo e pubblichiamo la lunga lettera, una vera e propria denuncia a cuore aperto, della Cgil e della UIL per quanto riguarda la crisi della sanità in Gallura. La missiva, è firmata da Luisella Maccioni (Segretaria generale FP Cgil) e Margherita Canu (responsabile Sanità Uil FPL). Il re è nudo, dicono i sindacati: basta osservare il monte di problemi che affligge personale e cittadini.

Da mesi ormai sentiamo parlare di una riforma sanitaria che dovrebbe condurre alla ricostruzione della sanità gallurese. Se questa è la volontà politica auspichiamo che sia espressione di un reale impegno programmatico volto alla condivisione di problemi comuni e alla loro risoluzione senza che si dia più spazio ai particolarismi campanilistici che solo danno hanno fatto alla nostra Gallura. Da più parti si rivendicano le criticità dei singoli presidi ospedalieri, le chiusure di reparti e altro. Ci sembra che questo approccio alla “questione sanità Gallura” faccia perdere di vista la principale problematica: la gravissima carenza di personale in quasi tutte le unità operative e le strutture assistenziali a valenza territoriale.

La carenza di medici, di personale infermieristico e OSS , amministrativi e tecnici rende difficile garantire i LEA in tutto il territorio. Questa problematica non deve in alcun modo essere affrontata come una criticità di Olbia piuttosto che Tempio Pausania o La Maddalena. Il problema è enormemente più complesso e richiede un approccio unitario dove le forze politiche, sociali, sindacali si compattano e con voce univoca pretendono di garantire a tutti pari diritto alla salute. La situazione della sanità nel nostro territorio è particolarmente grave a causa della carenza di risorse umane e noi più volte lo abbiamo segnalato.

Senza mai ricevere una risposta, senza mai suscitare l’interesse della nostra controparte: l’ATS. L’unica risposta che ci sentiamo ripetere ii continuazione non ci sono medici , non abbiamo professionisti, non ci vuole venire nessuno e quindi si va avanti si fa finta di nulla. Non si tiene contro della grave situazione che devono affrontare gli operatori sanitari, del grave disagio e impotenza che si vive quando difronte hai una paziente e non può dare le cure necessarie perché non hai i mezzi per farlo come succede ancora oggi nel presidio della Maddalena.

Nonostante i lavoratori abbiano denunciato pubblicamente la situazione , ma poco importa, l’importante e ridurre e tagliare servizi e personale. Ormai è evidente che per l'ATS l'unica risposta praticata, a fronte della carenza del personale, è la serrata dei servizi.

Ora ci giunge notizia che per garantire l’apertura H 24 della Pediatria di Tempio Pausania , si chiude l’ambulatorio pediatrico per i bambini diabetici collocato presso la Diabetologia di Olbia. Questo episodio di una gravità inaudita, rende evidente che la ricerca forsennata di avvantaggiare un’area geografica senza una analisi delle eventuali conseguenze delle decisioni assunte a livello regionale e condivise dai vertici dell’ATS, non risolve il problema ma, al contrario, ci priva ed impoverisce di un ambulatorio necessario per 100 bambini diabetici non di Olbia ma di tutto il Nord Sardegna.

Questo episodio è l’ ennesima dimostrazione della debolezza della Gallura sempre divisa sulle questioni importante e sempre più fragile. Ma questa decisione di carattere politico è avallata dal vertice ATS. Azienda che dopo mesi di assoluto silenzio ci convoca per discutere di Attività Libero Professionale della dirigenza e per concordare le modalità di suddivisione degli introiti.

Questo la dice lunga sulle preoccupazioni e priorità della ATS. Priorità che non sono certo le nostre. A noi preoccupa la carenza di personale, la carenza di materiali ( ora mancano persino i guanti!), la carenza di strumenti. Carenza gravissima a Tempio Pausania, La Maddalena e Olbia.

Tutta la Gallura soffre di una cronica carenza di risorse umane. Elementi che rendono difficile se non impossibile, garantire la dovuta sicurezza a chi opera in sanità. In modo particolare in presidi come quello della Maddalena e Tempio Pausania Ci preoccupa non l'attività libero professionale dei medici ma quella istituzionale di tutto il personale.

Ci preoccupa, e non poco, che gli ambulatori del territorio siano accessibili solo per le urgenze e non per l'attività ordinaria e programmata seppur con le dovute cautele dovute alla pandemia.

Ci preoccupa che agli operatori non siano ancora garantiti tutti i dispositivi di sicurezza, non sia chiara la procedura di sanificazione. Come fp Cgil e come Uil Fpl riteniamo doveroso ancora una volta sollecitare un incontro con le istituzioni e con la stessa Ats affinché ci si possa confrontare e discutere sulle problematiche vere che il nostro territorio e i nostri operatori affrontano tutti i giorni, dobbiamo cercare di riportare al centro della discussione un bene comune come quello della cura e del diritto alla salute che purtroppo in Gallura è morto. Vogliamo una sanità che metta al centro il cittadino, che dia dignità agli operatori che tutti i giorni prestano la loro professionalità e la mettono al servizio di tutti.