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Cronaca

Migranti "chiusi" col lucchetto: la denuncia degli attivisti

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Olbia.it

Pubblicato il 20 febbraio 2017 alle 12:30

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Sassari, 20 Febbraio 2017 - L'accoglienza dei migranti che sbarcano in Sardegna presenta sicuramente esempi positivi, ma purtroppo anche esempi negativi. L'ultima denuncia in tal senso arriva dagli aderenti alla campagna nazionale Lasciateci Entrare, i quali sabato scorso hanno deciso di recarsi presso l'ex discoteca Kiss Kiss, situata tra le città di Sassari e Porto Torres, adibita da qualche tempo a Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) e gestito da un'associazione.

Secondo gli attivisti della campagna, il luogo non sarebbe idoneo come centro di accoglienza: "Poltroncine stile club privè, decine di letti a castello separati da teli in un grande camerone privo di finestre. È questo l’agghiacciante scenario che si presenta agli attivisti della campagna LasciateCIEntrare nell’ex discoteca Kiss Kiss tra Sassari e Porto Torres", si legge nel comunicato stampa degli attivisti.

Il CAS sardo è sotto l'attenzione della Campagna Nazionale "LasciateCIEntrare" dal giugno 2016, prima degli episodi che a Ottobre portarono all'arresto di 10 migranti.

Eravamo già state qui nel giugno del 2016 - raccontano le componenti della delegazione - e abbiamo chiesto di poter chiacchierare con qualcuno degli ospiti, in particolare con le donne che sappiamo essere ancora presenti nel centro. Alla nostra richiesta l’operatore del centro ci ha accompagnato verso l’uscita del cancello esterno pretendendo un’autorizzazione per fare una chiacchierata anche all’esterno della struttura. Il custode lo ha chiuso in malo modo e lo ha bloccato con un lucchetto”.

Questa la versione degli attivisti, per i quali il luogo non sarebbe idoneo ad accogliere i migranti: "risulta particolarmente grave il fatto che un luogo del genere possa essere stato autorizzato ad accogliere persone e che ancora donne e minori si trovino qui, in dispregio a quanto previsto sulla tutela dei soggetti vulnerabili. Chi garantisce l’incolumità di queste persone? Rappresenta questo un luogo sicuro?", concludono gli attivisti

La campagna LasciateCIEntrare è nata nel 2011 per contrastare una circolare del Ministero dell’Interno che vietava l’accesso agli organi di stampa nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo): appellandosi al diritto/dovere di esercitare l’art. 21 della Costituzione, ovvero la libertà di stampa, LasciateCIEntrare ha ottenuto l’abrogazione della circolare e oggi si batte per la chiusura dei CIE, l’abolizione della detenzione amministrativa e la revisione delle politiche sull’immigrazione.