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ESCLUSIVO Quarto appalto: Apulia Srl esclusa da gara per aver omesso inchiesta presunta corruzione

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Apulia Srl, quarto appalto: esclusa per non aver dichiarato inchiesta Pura Defluit (2017) durante una gara da 19,7 milioni di euro

Perché il Consorzio di Bonifica della Gallura, insieme ad Abbanoa, è l’unico ente che esclude Apulia Srl da una gara d’appalto?

Capitolo 1Olbia, via Redipuglia e Apulia Srl: un’ombra sull’appalto a causa di un’inchiesta in terra pugliese

Capitolo 2 – Non solo Comune di Olbia, anche il Cipnes: Apulia Srl azienda esecutrice della pista ciclabile fotovoltaica da 5,5 milioni di euro

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Capitolo 3 Apulia Srl e Pura Defluit: ecco perché è stata messa in straordinaria gestione, cosa dicono le carte pubbliche

Olbia, 11 settembre 2020 – Non solo via Redipuglia, non solo pista ciclabile fotovoltaica e non solo ponte di via Petta: c’è un quarto appalto dove torna l’Apulia Srl: azienda che per un anno (gennaio 2018-gennaio 2019) è stata in gestione straordinaria su disposizione di Anac e Prefetto di Bari a causa di un’indagine per presunti appalti truccati in terra pugliese balzata agli onori delle cronache a luglio 2017. Il quarto appalto in cui compare l’azienda è una gara indetta dal Consorzio di Bonifica della Gallura a dicembre 2018: l’Ati di cui fa parte Apulia Srl viene esclusa per non aver raccontato, in sede di gara, sia le vicende legate a Pura Defluit (2017) sia la rescissione di due contratti pubblici (per uno la rescissione è stata revocata 2 mesi dopo il primo decreto).

Lo raccontano due atti pubblici indicizzati sul motore di ricerca Google e che si trovano sulla sezione Amministrazione Trasparente dell’ente consortile con sede ad Arzachena. Si tratta di due determinazioni datate 30 aprile 2020 e 29 maggio 2020: la prima esclude l’ati capeggiata dalla Apulia dalla gara, la seconda rigetta l’istanza di riesame. Negli atti pubblici, il Consorzio gallurese spiega perché esclude l’associazione temporanea di imprese, dando il via al procedimento che porta alla segnalazione all’Autorità Anti Corruzione (ANAC).

La storia è lunga: inizia esattamente il 21 dicembre 2018 con la determinazione a contrarre numero 116 con la quale viene indetto l’appalto del valore di poco meno di 20 milioni di euro. Dal punto di vista temporale, tutto si svolge a cavallo tra la fine del dicembre 2018 (periodo in cui parte la gara del Consorzio gallurese) e la primavera del 2020 (periodo in cui l’azienda pugliese viene esclusa dalla gara).

La gara d’appalto per il rifacimento e risanamento del canale adduttore alimentato dalla diga sul fiume Liscia si svolge regolarmente e senza intoppi fino al 13 gennaio 2020, quando il Consorzio gallurese redige la graduatoria delle offerte: in cima vi è l’Ati composta da Perino Appalti Srl e Luppu Srl, mentre al secondo posto ecco l‘Apulia Srl con Delta Lavori Srl. Le verifiche della Stazione appaltante danno esito positivo, la prima classificata vince l’appalto e l’ente procede con l’aggiudicazione: il 18 marzo 2020, però, l’ati Apulia-Delta Lavori fa istanza di riesame in autotutela, indicando tre presunti vizi che non permetterebbero l’aggiudicazione al duo imprenditoriale Perino-Luppu, con conseguente aggiudicazione ai secondi classificati.

Preso atto delle istanze mosse da Apulia-Delta Lavori, il Consorzio dà 15 giorni di tempo ai vincitori provvisori per fornire tutti i chiarimenti necessari. Il 9 aprile 2020, il duo Perino-Luppu fornisce alla stazione appaltante i chiarimenti richiesti, ma spuntano le notizie di stampa sull’inchiesta Pura Defluit che hanno portato, il 12 luglio 2017, all’arresto dell’allora amministratore delegato Apulia Srl (oggi socio) e alla gestione straordinaria dell’azienda per l’appalto del teatro comunale del Comune di Acquaviva delle Fonti (Bari) su richiesta ANAC.

Il Consorzio di Bonifica della Gallura nella determinazione 45 del 30/4/2020 chiede, così, all’azienda pugliese tutti i documenti relativi all’inchiesta Pura Defluit: copia integrale del fascicolo del procedimento penale e copia del fascicolo della straordinaria gestione chiesta da Anac e ottemperata dal Prefetto di Bari. Non solo: l’ente consortile chiede copia del fascicolo relativo a un appalto portato avanti dal Consorzio pugliese Eipli (inizialmente rescisso, poi il decreto viene revocato) e chiede copia dei documenti di un altro procedimento penale della Procura di Frosinone che coinvolgerebbe la Delta Lavori e il Comune di Frosinone (le prime notizie di stampa indicizzate risalgono al 2014).

Il 21 aprile 2020, la Delta Lavori risponde al Consorzio di Bonifica della Gallura e chiede una proroga dei termini (siamo in piena emergenza Covid-19), proroga che viene naturalmente concessa: la stazione appaltante ha il dovere di chiarire la situazione e deve dare alle aziende la possibilità di farlo per poi soppesare tutte le informazioni in suo possesso con equilibrio.

Il 29 aprile 2020, l’azienda di Sora fa recapitare in Gallura una memoria procedimentale, ma senza – si legge nella determinazione – copia dei documenti richiesti. L’Apulia Srl, fino a questo momento – sempre stando a quanto racconta il Consorzio nei documenti ufficiali pubblici – sembra silente.

La determinazione 45, richiamando una serie di sentenze del Tribunale amministrativo e del Consiglio di Stato, esclude i secondi classificati dalla gara d’appalto per non aver menzionato nel DGUE le vicende legate all’inchiesta Pura Defluit e per non aver risposto alle richieste dell’ente consortile gallurese di far pervenire in sede una serie di documenti utili alla valutazione del caso. Questo è quanto si legge nei documenti del Consorzio (alla fine dell’articolo vi è la possibilità di scaricarli e leggerli per intero).

Si legge nella determinazione 45: “Anche dopo che la Stazione appaltante è venuta a conoscenza di tale “grave illecito professionale” sottaciuto della capogruppo APULIA S.r.l., quest’ultima non ha inteso rispondere alla nota del 16.04.2020, così omettendo volontariamente qualunque chiarimento e tantomeno trasmesso alcuna documentazione che smentisse i fatti addebitati; Neppure a posteriori, ossia dopo la scoperta da parte della Stazione appaltante dell’esistenza del procedimento penale e del grave illecito professionale a suo carico, che aveva l’obbligo di dichiarare, la APULIA S.r.l. ha adempiuto ai propri obblighi di correttezza e lealtà, omettendo di chiarire i fatti illeciti oggetto del procedimento penale, di cui ha inteso tenere totalmente all’oscuro la Stazione appaltante, così da compromettere il necessario rapporto fiduciario; La ridetta relazione del R.u.p., in merito alla posizione di SALVATORE FATIGATI all’interno della capogruppo APULIA S.r.l., oltre quanto sopra riportato nel decreto prefettizio e nella sentenza del T.A.R., evidenzia che nei documenti di gara vi è l’assenza di qualunque valida dissociazione della società rispetto al predetto Fatigati e rileva inoltre ulteriori elementi significativi, ai fini di compromettere il necessario rapporto fiduciario con la Stazione appaltante; E’ quindi ragionevole ritenere che, SALVATORE FATIGATI, per come si è spogliato solo in parte dell’intestazione delle quote sociali, trasferendole in donazione a parenti stretti con cui condivide il domicilio, sia rimasto il “dominus” e, comunque, continui ad influenzare le scelte e l’attività della APULIA S.r.l., tanto che (anche dopo la cessione di parte delle quote e la nomina di altro amministratore unico) il Presidente dell’ANAC ha proposto al Prefetto, che l’ha disposta a carico della APULIA S.r.l., la più grave misura anticorruttiva ex art. 32, comma 1, lett. b), D.L. 90/2014″.

Il Consorzio scrive: “I fatti illeciti addebitati in sede penale alla APULIA S.r.l. ed al suo tutt’ora (quantomeno) socio Salvatore Fatigati, per cui è stato disposta a carico della società la misura anticorruttiva ex art. 32, comma 1, lett. b, D.L 90/2014 e al secondo la misura degli arresti domiciliari e del sequestro preventivo, costituiscono all’evidenza “gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia l’integrità o affidabilità dell’operatore economico” ex art. 80, comma 5, lettera c) D.lgs. 50/2016, poiché si tratta di attività di corruzione legata a due gare d’appalto, una delle quali persino aggiudicata direttamente alla APULIA S.r.l., dopo averne “pilotato” l’intero iter amministrativo”.

La vicenda va avanti, perché viene presentata un’istanza di riesame il 21 maggio 2020. Con la determinazione numero 58, firmata 8 giorni dopo, viene rigettata l’istanza di riesame presentata, si legge nel documento, da Apulia Srl. Il Consorzio di Bonifica spiega punto per punto poiché l’associazione temporanea di imprese viene esclusa dalla gara, citando una corposa giurisprudenza a sostegno delle proprie tesi. In sostanza, secondo il Consorzio, il non aver menzionato in sede di gara quanto avvenuto negli anni passati renderebbe le dichiarazioni del DGUE e della Dichiarazione di assenza motivi di esclusioni art. 89 dl 50/2016 “non veritiere ed integrano le cause di esclusione”, dice la determinazione consortile.

Il Consorzio, che nel frattempo aveva avviato verifiche approfondite e accessi agli atti, non menziona solo le vicende legate all’inchiesta Pura defluit e alla straordinaria gestione per il teatro di Acquaviva delle Fonti, ma parla anche del contratto rescisso da Abbanoa per “gravi inadempienze e ritardi” con la determinazione del 7 agosto 2019 e di quello rescisso dal consorzio pugliese EIPLI il 18 maggio 2018 (documento revocato il 6 luglio 2018 con Omissis sul contenuto) con il Consorzio Stabile Sinergica che aveva indicato, tra le ditte esecutrici, l’Apulia Srl.

Il documento finisce con la conferma dell’esclusione dalla gara dell’azienda e con le “conseguenti segnalazioni d’irregolarità accertata all’Anac“, cioè all’Autorità Anti Corruzione.

C’è anche un doppio epilogo davanti al TAR della Sardegna: il ricorso, presentato ad aprile 2020 (211/2020) per l’aggiudicazione e istanza risarcitoria, segna due dichiarazioni di “sopravvenuto difetto di interesse” delle aziende arrivate seconde. Intanto era stata fissata per il 16 settembre 2020 l’udienza pubblica di merito.

Poi c’è il ricorso 289/2020, del mese di giugno, contro la determinazione 45 che ha portato all’esclusione delle aziende e alla escussione della cauzione provvisoria: l’udienza di merito è fissata per il 16 settembre 2020.

Riformuliamo le nostre domande, ribadendo la nostra disponibilità a tutti gli attori:

  • Per quanto attiene via Redipuglia e la pista ciclabile fotovoltaica, il Comune di Olbia e il Cipnes sono a conoscenza dell’inchiesta Pura Defluit, dell’arresto dell’ex ad Apulia Srl e della gestione straordinaria per l’appalto del teatro di Acquaviva delle Fonti avvenuti a cavallo tra 2017-2018-2019, anni in cui si sono svolte le relative gare d’appalto di Comune e Consorzio?
  • Perché solo il Consorzio di Bonifica della Gallura, dopo aver avuto notizia della vicenda Pura Defluit e fatto ulteriori approfondimenti, ha escluso la Apulia Srl dall’appalto?

I documenti

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