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Violenza di genere: 100.000 euro per spese legali e inserimento lavorativo

Soldi destinati ai territori dove sono presenti le case rifugio

Violenza di genere: 100.000 euro per spese legali e inserimento lavorativo
Violenza di genere: 100.000 euro per spese legali e inserimento lavorativo
Olbia.it

Pubblicato il 18 luglio 2022 alle 11:42

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Cagliari. Buone notizie per le donne vittime di violenza di genere: arriva il sostegno economico della Regione Sardegna in favore delle case rifiugio dislocate sul territorio regionale.

 La Giunta Solinas, su proposta dell’assessore regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, Mario Nieddu, ha approvato la ripartizione delle risorse destinate a supporto delle spese legali e di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza. Il provvedimento assegna i fondi, complessivamente 100 mila euro per il 2022, in parti uguali ai Comuni nei cui territori si trovano le case di accoglienza (nello specifico Olbia, Sassari, Oristano, Cagliari e Nuoro, che sono anche i capofila dei rispettivi ambiti Plus).

“L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di misure e stanziamenti messi in campo a sostegno delle donne vittime di violenza, anche in presenza di figli minori. Basti pensare che nell’anno in corso abbiamo raddoppiato i finanziamenti per le case d’accoglienza e i centri antiviolenza, 2 milioni di euro, contro il milione dell’anno precedente, e dato piena attuazione al reddito di libertà”, dichiara l’assessore Nieddu. “Tutti gli interventi – sottolinea l’assessore – hanno l’obiettivo di costruire percorsi di protezione e sostegno all’indipendenza economica che favoriscano la fuoriuscita dalla condizione di svantaggio in cui si trovano le vittime”.

Un’emergenza, quella della violenza di genere, cresciuta nel corso della pandemia: “L’aumento dei casi legati a questo terribile fenomeno – conclude l’esponente della Giunta – ci ha portati a rafforzare l’impegno sulle politiche di contrasto, attraverso il coinvolgimento di tutte le istituzioni del territorio. Una battaglia di civiltà che deve passare obbligatoriamente dalla crescita e dalla diffusione della cultura dell’antiviolenza, su tutti i livelli”.