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Un marinaio inglese mai dimenticato: George Christian Bradshaw

Un marinaio inglese mai dimenticato: George Christian Bradshaw
Un marinaio inglese mai dimenticato: George Christian Bradshaw
Mario Spanu Babay

Pubblicato il 28 marzo 2016 alle 16:53

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George Christian Bradshaw era nato a Bristol (Gloucester) il 25novembre 1882. Era alto 5 piedi e 2,25 pollici (un metro e 59 cm.circa), altezza alquanto insolita per un marinalo della regia marina inglese; aveva i capelli castani, gli occhi grigi e la carnagione dicolore olivastro. Il suo numero di matricola era 199799. Fu arruolato nella marina britannica il 27 giugno 1898 e imbarcato sullanave di addestramento Impregnable fino al primo luglio dello stessoanno. Dal due luglio al 14 novembre del 1899 fu imbarcato sullaLion, anche su questa nave per addestramento. Dal 15 novembrefu trasferito sull'incrociatore Angicourt dove rimase fino al 16 gennaio 1900, giorno in cui arrivò l'ordine di trasbordare sulla Vulcan. L'indomani, il giorno 17, si presentò in plancia dal comandante, fu iscritto nei ranghi dell'unità da guerra e dal quel momento fu imbarcato ufficialmente sulla nave. Secondo la classificazionedell'Ammiragliato inglese, la nave Vulcan era una "depot shipcruiser" (incrociatore da magazzino o base). Noi italiani l'avremmo chiamata "incrociatore di appoggio". In effetti era una porta siluranti. Aveva una stazza di 6.620 tonnellate, era lunga 350 piedie larga 58. Aveva due linee d'asse e montava due eliche, ciascuna atre pale, della stessa marca della caldaia. La potenza di propulsioneera di 12.000 cavalli vapore, erogati da una caldaia Humphrey eTennant a tripla espansione verticale, installata nel 1889. Nel 1900 la Vulcan si trovava in crociera nel Mediterraneo. Nei primi giorni del mese di giugno era nel mare Ionio quando, il giorno8, salpò da Corfù e dopo due giorni di navigazione, il 10 giugno, arrivò al "Golfo degli Aranci". L' undici e il 12 rimase alla fonda inrada. Sul giornale di bordo l'ufficiale di guardia registrò: «Martedì, 12giugno 1900, alle 3.53 del mattino, nella Baia di Golfo Aranci, morìGeorge Christian Bradshaw, mozzo, numero di matricola 199799».La notte tra I'11 e il 12 giugno è la data di morte del marinaioBradshaw. Non essendovi camposanto nella borgata di "Golfo degliAranci", il suo corpo venne tumulato nel piccolo cimitero di CalaGreca, dove già riposano le spoglie dei marinai del veliero ligure"Generoso Secondo" naufragato al Capo Figari nel 1887. LaVulcan riparte e dal 13 al 15 fu in navigazione lungo le coste dellaSardegna. Il 16 rientrò a Golfo degli Aranci e rimase in rada fino al18. Il 19 salpa le ancore per dirigersi verso Castellammare dove si trattennefino al giorno 25. Anche in questo porto morì un marinaio,James Leopard, della stessa malattia che aveva colpito GeorgeChristian Bradshaw. Il 25 giugno la nave ripartì da Castellammaree giunse a Malta il 27, dove si trattenne fino al 6 luglio del 1900.Ma l' epidemia non era stata ancora domata: al suo arrivo a Maltadalla Vulcan sbarcarono altri tre cadaveri, anche questi colpiti da"febbre enterica", come registrato sul giornale di bordo. A portarenella tomba i giovani marinaio fu quasi certamente una epidemia digastroenterite non riconosciuta in tempo dal medico di bordo. Unabevanda infetta, oppure alimenti confezionati non proprio igienicamente furono, forse, i vettori della diffuisione del morbo. A leggere i documenti dell'Ammiragliato inglese la Vulcan erauna nave assolutamente fuori dal comune, con linee e velocità daincrociatore e un armamento di rilievo. In tempo di guerra il suoprincipale scopo doveva essere quello di lanciare motosiluranticontro il nemico, nononstante disponesse anch'essa dell'equipaggiamento completo di una torpediniera. Il suo aspetto era moltosimile a quello dei moderni incrociatori, fatta eccezione per lecaratteristiche gru a "collo d'oca", che venivano usate per caricaree scaricare le motosiluranti. Come buona parte delle navi da guerra di quel tempo aveva una corazzatura il cui spessore variava tra i2,5 e 5 pollici. Al momento della sua consegna alla marina cifurono dei ritardi dovuti a problemi di collaudo delle caldaie, problemi causati da una controversia che riguardava il tipo di caldaie da adottare in quel periodo (tra il 1890 e il 1900). Dopo aversvolto egregiamente il compito per la quale fu costruita, i suoi vecchi cannoni da 4,7 pollici furono sostituiti con altro e più moderno armamento quando, nel 1915, fu convertita in nave appoggioper sommergibili e, con questo compito, impiegata negli anni Ventia Portland a sostegno della sesta flottiglia sommergibili della classe(R4). Da questo compito fu subito dopo rilevata dal Titania cheera appena ritornata dai mari della Cina. Successivamente per lavecchia nave Vulcan ebbe inizio una nuova carriera: il 17 febbraiodel 1931 viene ribattezzata Defiance III e diventò nave scuola pertecnici elettronici di stanza a Wilcove. In questo porto rimase finoal dicembre del 1955 quando fu rimorchiata in un cantiere belgaper essere demolita. Finiva così la storia della nave che aveva avuto a bordo il giovane George Christian Bradshaw che, per la crudelevolontà del destino, era venuto a morire ad '”Aranci Bay”, in unanotte stellata, a soli 18 anni, per essere sepolto nel piccolo cimitero di Cala Greca in compagnia degli altri marinai italiani e fors'anchedi qualche golfo arancino dal nome oramai dimenticato. © Mario Spanu Babay Foto di copertina: H.M.S. Vulcan, Public Record Office, Londra Mario Spanu Babay, Figari - Storie del golfo e di Golfo Aranci, Taphros Editrice, Olbia 2005 [caption id="attachment_54031" align="alignnone" width="1909"]vulcan Tomba di George C. Bradshaw[/caption]