Saturday, 01 August 2026
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Pubblicato il 01 August 2026 alle 07:00
Tempio Pausania. Domenica 9 agosto prosegue nel Parco del Limbara la programmazione estiva del Museo Organica con arte visiva, danza contemporanea e musica elettronica.
In mostra nelle sale espositive del Museo: “Il tuo sogno nel mio sogno” dell’artista italo-franco-danese Coquelicot Mafille e “Bordi di mare”, mostra fotografica di Donatello Tore. La sera appuntamento con la performance di danza contemporanea della compagnia Senza Confini di Pelle e con il concerto multimediale di musica elettronica “ExpansE” dei LanD ExcapE introdotto dal live electronics di Italowsky.
Nel cuore del Bosco di Curadureddu, a pochi chilometri da Tempio Pausania, il Museo Organica prosegue la programmazione 2026 con un nuovo ciclo espositivo dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia. Per accompagnare l’inizio delle due nuove mostre, il Museo diretto da Giannella Demuro invita il pubblico a una giornata di appuntamenti tra arte, natura e condivisione: talk, performance e concerti accompagneranno i visitatori in un’esperienza immersiva pensata per vivere il paesaggio del Limbara attraverso lo sguardo degli artisti e il dialogo con il territorio.
La giornata di domenica 9 agosto inizia alle ore 11:00 con l’opening delle mostre visitabili fino al 16 settembre: Il tuo sogno nel mio sogno, personale dell’artista italo-franco-danese Coquelicot Mafille a cura di Mariolina Cosseddu e Bordi di Mare, mostra fotografica di Donatello Tore a cura di Giannella Demuro.
Le mostre
Sarà l’artista Coquelicot Mafille la protagonista del nuovo ciclo di appuntamenti del Museo Organica per la sezione arte contemporanea con la personale “Il tuo sogno nel mio sogno” progetto espositivo che intreccia arte tessile, pittura e parola per riflettere sul rapporto tra esseri umani, natura e mondi viventi. L'esposizione riunisce grandi stendardi tessili, dipinti e interventi site specific, opere che costruiscono un percorso immersivo in cui immagini, simboli e linguaggio diventano strumenti di consapevolezza e immaginazione. Attraverso colori intensi, figure umane, animali, piante e testi poetici, l'artista invita il pubblico a ripensare il proprio posto all'interno degli ecosistemi e delle relazioni che legano tutte le forme di vita.
Al centro della ricerca di Coquelicot Mafille – scrive la curatrice Mariolina Cosseddu nel testo critico che accompagna la mostra – vi è il progetto “Set Sail to Somewhere Golden”, una serie di drappi in tessuto di cotone, dove le silhouette delle figure cucite sulla tela dipingono scenari da leggere con attenzione sempre più allarmata. Stendardi di una religiosità laica, si mostrano come insegne di una cerimonia aperta e invitante, vessilli di una liturgia per iniziati. Di fatto, sono cartografie del mondo, ideate dall’artista dapprima in disegni su carta, poi trasferite su stoffe multicolori ritagliate e applicate con ago e filo da chi ha fatto, della pratica del ricamo e cucitura, il proprio linguaggio nel contemporaneo. Al centro della rappresentazione dialogano figure umane e animali, fiori e parole di un alfabeto dell’anima e intanto si va svelando la drammaturgia di volta in volta messa in scena: lo splendore della forma è di fatto una denuncia plateale degli orrori del mondo. Come afferma l'artista, queste opere sono un'invocazione piena di energia vitale che ci invita a essere consapevoli dell'interconnessione di tutti gli esseri viventi e nascono dal desiderio di scuotere e decolonizzare il nostro pensiero per agire rapidamente rispetto allo spegnimento degli ecosistemi intrecciati. Le opere esposte raccontano la fragilità del pianeta, le connessioni tra specie, le responsabilità collettive e la possibilità di immaginare un futuro più giusto e condiviso. La dimensione estetica, seducente e luminosa, si accompagna a una forte tensione etica e politica, trasformando ogni lavoro in un invito all'ascolto e alla partecipazione.
Coquelicot Mafille nata a Parigi (1975), è un'artista italo-franco-danese. Vive e lavora tra Milano e Alghero. Ha esposto in Italia, Francia, Marocco, Turchia e Costa Rica e ha partecipato a diverse residenze d'artista, tra cui Casa degli Artisti a Milano, Hotel Belmar, Monteverde in Costa Rica, 59Rivoli a Parigi, Bocs a Cosenza, Menafueco a Grottaglie. Collabora con committenti pubblici e privati in comuni e regioni e conduce laboratori d'artista in scuole e musei. La sua ricerca artistica ruota intorno al gioco, alle dimensioni del sogno, agli spazi linguistici, alla natura e alla natura delle relazioni umane. Attraverso forme e cromie multiculturali, mette in avanti la diversità e la specificità del vivente, compresi gli ambienti antropici e i paesaggi. L'indagine delle immagini pittoriche e fotografiche passate, personali e contemporanee da cui trae ispirazione si traduce in ricamo, cucito e pittura. Sfidando i confini convenzionali del ricamo da cui è partita, sviluppa la sua pratica attraverso il cucito, la scrittura, la pittura, su tela, tessuto, carta, muri urbani e vetrate, con filo, vernice e nastro adesivo.
Per la sezione di fotografia, il Museo Organica presenta “Bordi di Mare” del fotografo Donatello Tore, a cura di Giannella Demuro. La mostra esplora gli effetti che alcuni fenomeni antropici hanno prodotto lungo i margini della naturale zona di confine tra l’acqua e la terraferma. A una prima visione, quelle di Tore sono fotografie di paesaggio marino, un paesaggio che ha perduto il colore, raccontato da una scala di neri, grigi e chiarori attraversata da una forte tensione drammatica. Attraverso il bianco e nero il fotografo riscrive il paesaggio, lo sottrae alla sua riconoscibilità immediata per condurlo verso una dimensione sospesa. Superata la prima linea della visione, infatti, il soggetto della mostra non appare più soltanto il mare. Il fotografo ne osserva i margini, i dettagli, le interruzioni e le trasformazioni e porta al centro dello sguardo ciò che normalmente rimane periferico: un pontile, una barca abbandonata, una muraglia, una rete sospesa, il brillio di luci nella notte. In questa visione, l’assenza della figura umana non coincide con la cancellazione dell’uomo. Al contrario, ne rende più percepibile la presenza. Ogni immagine conserva la memoria di un gesto, di un lavoro o di una funzione; ogni costruzione testimonia il tentativo di abitare, utilizzare o attraversare un territorio naturalmente instabile. Bordi di mare propone dunque una riflessione sul rapporto tra natura e artificio, tra permanenza e trasformazione, tra presenza e abbandono. Attraverso una fotografia essenziale, rigorosa e intensamente evocativa, Donatello Tore restituisce un paesaggio nel quale il mare non è soltanto un soggetto da contemplare, ma una forza capace di custodire, modificare e infine riassorbire le tracce lasciate dall’uomo.
Donatello Tore. La sua ricerca fotografica è centrata sull’uomo, sul territorio e sugli ambienti del lavoro, con una costante attenzione all’architettura, alla città e alle trasformazioni sociali della Sardegna. Professionista dal 1985, si forma a Milano specializzandosi in fotografia editoriale, d’arte e di architettura. Rientrato in Sardegna, collabora con diversi editori e realizza gli apparati fotografici di numerosi volumi monografici e di storia dell’arte, tra cui quelli promossi dal Banco di Sardegna e pubblicate dalla casa editrice Ilisso. Con l’apertura del MAN di Nuoro avvia una lunga e proficua collaborazione con il museo, contribuendo alla realizzazione di diversi cataloghi. Di grande valore antropologico i lavori commissionatigli dall’ISRE sul borgo di Lollove e i suoi abitanti, il progetto dedicato alle donne di Orune e un reportage sulla città di Nuoro. Tore ha, inoltre, realizzato contributi audiovisivi sull’architettura e collaborato con registi sardi, tra i quali Salvatore Mereu e Giovanni Columbu.
Danza
Alle ore 16 appuntamento con Articolazioni del tempo presente, performance site-specific della compagnia Senza Confini di Pelle, con coreografia e interpretazione di Dario La Stella. Il lavoro indaga la relazione tra corpo, tempo e spazio attraverso una partitura di azioni che mette in dialogo il performer con l’ambiente circostante, gli oggetti e le presenze che lo abitano.
Per il Museo Organica, la performance si sviluppa in relazione allo spazio, dando vita a un confronto tra il tempo interiore del corpo e il tempo esterno della natura, scandito dalla luce e dal movimento del Sole. Dimensione biologica, memoria personale ed esperienza si intrecciano così con le trasformazioni del paesaggio, generando nuove forme di percezione. Concepita per adattarsi al luogo che la ospita, Articolazioni del tempo presente assume ogni volta caratteristiche differenti, trasformando l’incontro tra corpo, opera e ambiente in un evento unico e irripetibile.
Senza Confini Di Pelle è un progetto di ricerca e sperimentazione nelle arti performative fondato a Torino nel 2003 da Dario La Stella e Valentina Solinas. La compagnia sviluppa una ricerca sul contemporaneo attraverso il corpo, intrecciando danza, teatro, video e testo in opere che affrontano temi sociali e politici. Attiva in festival, teatri, università e progetti di partecipazione culturale in Italia e all’estero, ha presentato i propri lavori anche negli Stati Uniti e collaborato con numerose realtà artistiche internazionali. Tra i riconoscimenti più significativi, nel 2013 il progetto “Add Up > Space and Power” è stato selezionato nell’ambito di Metamorphoses Project, programma europeo dedicato alla ricerca coreografica contemporanea.
Musica elettronica
La serata prosegue alle ore 20.45 presso gli spazi del Museo Organica con ExpansE dei LanD ExcapE, progetto di musica elettronica che affronta tematiche socioecologiche. ExpansE nasce dall’esigenza dei LanD ExcapE di creare un collettivo che riunisca e coinvolga più̀ artisti, impegnati in varie forme d’arte. Tra i temi di ricerca, finora affrontati l'insostenibilità, lo stato degradato delle cose, l’irreversibilità dell’inquinamento antropico e la guerra. La performance multimediale pensata per il Museo Organica coniuga la musica elettronica dei LanD ExcapE e di Italowsky con le immagini evocative di Tore Addis che, narrando il paesaggio naturale e antropico della Sardegna, fanno da scenografia al live electronics. Si tratta di paesaggi in senso lato che intrecciandosi spingono l’ascoltatore verso riflessioni profonde sulla bellezza, l’unicità, la fragilità e le ferite dell’ambiente, quale specchio della società̀ contemporanea.
LanD ExcapE è un progetto di musica elettronica nato nel 2019 e composto da Gavino Ganau e Giovanni Dibeltulu. I loro brani sono stati selezionati da call internazionali e trasmessi da numerose emittenti radiofoniche in Europa, Nord America e Australia, tra cui Resonance FM e Resonance Extra (Regno Unito). Nel 2023 il brano Melma è stato selezionato per la 60X60 Call for Works di Vox Novus (USA) ed eseguito presso lo Stoner West Dance Studio Theater in Pennsylvania. Dal 2024 il duo ha avviato un’attività concertistica presentando il progetto Tu prova ad avere un mondo nel cuore in festival e rassegne in Sardegna. Nel 2026 ha pubblicato su Bandcamp il mini album Ogni cosa è un segnale, debutto discografico del progetto.
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