Olbia. C’è un nuovo fermento che attraversa la città di Olbia, guidato da una visione multidisciplinare in grado di dare nuova linfa vitale al panorama artistico locale. A segnare il passo di questa evoluzione è lo Spazio HOLO, un centro indipendente dedicato alla creatività contemporanea che si sta consolidando come un vero punto di riferimento per i linguaggi dell'immagine, della musica e della fotografia. Il prossimo venerdì 31 luglio, alle ore 21:30, lo spazio di via Seychelles 18/A ospiterà “Visioni Italiane – Dalla scena al grande schermo”, un concerto d’eccezione promosso dall'Associazione Culturale ALI (Arte Libera Indipendente) con il patrocinio del Comune di Olbia.

L'appuntamento rappresenta una declinazione perfetta della filosofia di HOLO, un luogo capace di abbracciare generi espressivi solo apparentemente distanti, ma profondamente legati dal filo invisibile della passione. La scelta della musica da camera non è casuale: si tratta di un repertorio colto che oggi sperimenta una felice riscoperta anche tra le nuove generazioni. Sono sempre più numerosi, infatti, i giovani che studiano, approfondiscono e seguono la musica classica con dedizione e grande passione, smentendo i vecchi cliché e dimostrando come questi storici linguaggi sappiano dialogare con la sensibilità contemporanea. A guidare questa specifica sinergia sul palco sarà il Trio Kaïronós, un ensemble di respiro internazionale composto da Elisa Secolin al flauto trasverso, Gabriele Lissia alla chitarra ed Eléna Ortu al pianoforte. La formazione, che risiede e opera stabilmente a Parigi, ha saputo trasformare un organico strumentale decisamente raro in una straordinaria cifra stilistica, capace di rileggere i grandi temi orchestrali del Novecento attraverso la trasparenza e l'intimità proprie della musica da camera.
Proprio la pianista olbiese Eléna Ortu, interpellata in un’intervista esclusiva per le colonne di Olbia.it, ha svelato i segreti di questo delicato meccanismo acustico ed espressivo. La musicista ha raccontato come il Trio non ricerchi la semplice imitazione dell'orchestra, bensì un dialogo profondo fatto di timbri, respiri e spazi di silenzio, restituendo così una veste inedita e un "tempo sospeso" a melodie di Casella, Castelnuovo-Tedesco, Rota e Morricone radicate nella memoria collettiva di tutto il mondo.
L’evento con il Trio Kaïronós non è che l'ultimo tassello di una stagione straordinariamente densa per lo Spazio HOLO, che nel corso degli ultimi mesi ha saputo imporsi come un catalizzatore di tendenze internazionali e locali. Fin dal suo debutto a marzo con la rassegna fotografica internazionale in bianco e nero "Anarchy", svoltasi in contemporanea con Tokyo e Versailles, il centro ha dimostrato una spiccata vocazione globale. Questo approccio ha trovato continuità prima nella mostra "Cose dell'altro mondo" di Roberto Chessa, focalizzata sul legame tra arte e iper-connessione tecnologica, e successivamente nella personale "Wandering Island" di Marco Useli, una monumentale raccolta di oltre cinquanta opere dedicate alla Sardegna e curata in collaborazione con la galleria Mancaspazio. A completare questo mosaico di contaminazioni culturali sono state le recenti battute di luglio, che hanno visto l'hub aprirsi alla musica d'autore folk con le "Holo Sessions" di Andrea Cubeddu e all'esposizione collettiva multidisciplinare "De Mariis", un progetto trasversale capace di far dialogare pittura, scultura e reading letterari attorno al tema del mare.
Dietro l’anima avanguardistica di Spazio Holo si cela una sinergia nata dall’unione di quattro eccellenze del territorio gallurese, capaci di trasformare un ex capannone industriale in un hub culturale senza precedenti a Olbia. Tra i motori pulsanti del progetto spicca il regista e videomaker Mirko Decandia che, con la sua casa di produzione Green Grass Film, ha convertito la sala di posa del centro nel cuore pulsante delle produzioni video, cinematografiche e musicali dell'isola. Questo ecosistema creativo si completa e si autoalimenta grazie alle competenze uniche degli altri co-fondatori: le soluzioni visive d’alta quota di Droneleader, le strategie di branding e comunicazione firmate La Rochelle, l'identità grafica curata da Contrast Design e la raffinata sensibilità fotografica di Giuseppe Ortu (anima dello studio Visionare e della galleria d'arte interna). Il risultato è una factory indipendente dove il talento individuale incontra la condivisione logistica, offrendo al territorio un punto di riferimento unico per il coworking, l'arte contemporanea e le produzioni multimediali.
Un ponte perfetto, tra suono e immagine. L'evento di venerdì si distinguerà proprio per la sua natura sinestetica, unendo l'esecuzione cameristica dal vivo a proiezioni visive concepite per arricchire l'esperienza sensoriale, offrendo alla comunità olbiese un laboratorio artistico in continua e affascinante evoluzione.