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Olbia, “E se ora, lontano”: il film del regista Massimo Selis arriva nella sua città

Olbia, dopo il viaggio in tutta Italia il film di Massimo Selis torna dove tutto è cominciato

Olbia, “E se ora, lontano”: il film del regista Massimo Selis arriva nella sua città
Olbia, “E se ora, lontano”: il film del regista Massimo Selis arriva nella sua città
Patrizia Anziani

Pubblicato il 15 September 2026 alle 18:00

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Olbia. Dopo una ventina di proiezioni nelle sale italiane e le tappe sarde di Cagliari, Sassari e Carbonia, E se ora, lontano – Un'altra voce esiste arriva per la prima volta a Olbia. Lo scorso 11 marzo, all'inizio del tour nazionale, il regista olbiese Massimo Selis aveva lasciato aperta una possibilità: portare il film anche nella sua città. "Noi ci stiamo lavorando", aveva raccontato a Olbia.it. Sei mesi dopo quel desiderio diventa realtà.

Venerdì 18 settembre, alle 21, il Cinema Teatro Olbia ospiterà per la prima volta in città il documentario creativo prodotto dalla casa di produzione olbiese Phausania Film, diretto da Massimo Selis e scritto dallo stesso Selis insieme a Belinda Bruni. Gli autori saranno presenti in sala per incontrare il pubblico al termine della proiezione. A moderare la serata sarà l'attore Giovanni Scanu.

È, in qualche modo, un ritorno a casa dopo un viaggio che ha già portato il film davanti al pubblico di numerose città italiane e, in Sardegna, a Cagliari, Sassari e Carbonia. Un ritorno particolarmente significativo anche per la storia di Phausania Film, la casa di produzione indipendente nata a Olbia nel 2022 proprio dall'esperienza artistica di Selis e Bruni, con l'idea di recuperare quella dimensione poetica del cinema capace di andare oltre la semplice rappresentazione della realtà.

Al centro di E se ora, lontano – Un'altra voce esiste ci sono undici giovani, dieci giorni e dieci notti trascorsi insieme in un'antica pieve sconsacrata sulle colline umbre sopra il Lago Trasimeno. Lontani dal rumore quotidiano, condividono spazi, pensieri e domande e lavorano a un progetto comune: creare una radio libera attraverso la quale portare la loro voce nel mondo. È la voce della cosiddetta Generazione Z, ma lontana dagli stereotipi attraverso i quali viene spesso raccontata.

I protagonisti parlano di politica intesa come impegno personale e collettivo, del bisogno di ritrovare un senso di comunità, di tecnologia e della sua capacità di modificare anche la percezione di se stessi. E ancora di relazioni autentiche, spiritualità, futuro e ricerca di senso. Nel frattempo vivono insieme, lavorano, si confrontano, compongono e suonano musica. Un'esperienza comunitaria che richiama idealmente il Decameron di Boccaccio: un gruppo di giovani si allontana temporaneamente dal mondo non per fuggirlo, ma quasi per osservarlo da una distanza diversa e immaginare come tornarci dentro.

Anche il linguaggio cinematografico segue questa doppia prospettiva. Alla fotografia di Dario Di Viesto e Massimo Selis, fatta anche di immagini ferme e tempi dilatati nei quali la natura e l'antica pieve diventano parte del racconto, si affianca lo sguardo dei ragazzi: un iPhone passa di mano in mano e introduce immagini più immediate, frammentate e dinamiche. Due modi diversi di guardare la stessa esperienza e, simbolicamente, due generazioni che provano a incontrarsi.

La colonna sonora originale è firmata da Fabio Di Viesto, ma nel film trovano spazio anche le musiche create e interpretate direttamente dai protagonisti. Il progetto nasce da una riflessione iniziata durante il lockdown del 2020, quando Selis e Bruni, osservando le proprie figlie e raccogliendo le esperienze di altri genitori e insegnanti, cominciarono a interrogarsi sul modo in cui i ragazzi stavano attraversando quel momento. Da quell'osservazione emerse una generazione capace di pensieri e domande molto più complessi rispetto all'immagine spesso restituita dai media. Il film ha poi preso forma fino alle riprese realizzate in Umbria nell'aprile 2025. Distribuito da Emera Film, ha debuttato nelle sale l'11 marzo 2026 a Perugia per poi iniziare un percorso attraverso l'Italia nel quale la proiezione è diventata anche occasione di incontro tra autori, protagonisti e spettatori.

Proprio questo dialogo con il pubblico aveva colpito Selis fin dalla prima tappa. "È stato molto bello vedere cinque dei protagonisti intervenire dopo la proiezione – aveva raccontato a Olbia.it –. Nei loro interventi hanno dimostrato ancora una volta grande sensibilità e la capacità di esprimere pensieri autentici, mai superficiali".

Ora quel confronto arriva nella città nella quale Phausania Film è nata e dalla quale il progetto ha mosso i primi passi. La serata del 18 settembre non sarà quindi soltanto una proiezione cinematografica. Gli autori dialogheranno con gli spettatori in un incontro aperto anche alla riflessione sulle sfide lanciate dalle nuove generazioni, sul ruolo degli adulti e sulla capacità dell'arte di creare spazi nei quali ascoltarsi.

E se ora, lontano parla certamente ai ragazzi, ma forse chiede soprattutto agli adulti di fermarsi ad ascoltarli: genitori, insegnanti, educatori e chiunque viva quotidianamente accanto ai giovani. E dopo tante sale e tanti incontri, questa volta quelle voci arrivano a Olbia.