Tuesday, 15 September 2026
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Pubblicato il 15 September 2026 alle 15:33
Olbia. La festa dell'Esaltazione della Santa Croce, celebrata ieri, 14 settembre, nella Primaziale di San Paolo Apostolo di Olbia, ha segnato anche l'apertura del nuovo anno pastorale della Confraternita di Santa Croce di Olbia. Un appuntamento particolarmente significativo, quest'anno, per l'ingresso nella congregazione di due nuovi confratelli: il professor Danilo Stocchino e lo studente Andrea Petta, olbiese di appena 16 anni e, di fatto, il più giovane componente della confraternita.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal parroco don Gianni Satta, ha visto la partecipazione del priore Paolo Budroni, dei confratelli e delle consorelle, dei familiari e di numerosi fedeli. Ad accompagnare la Messa anche il coro Olbia Ensemble, diretto dal maestro Cristiano Deriu.
Un momento vissuto con particolare emozione dai due nuovi confratelli e dall'intera comunità. Un ingresso che assume un valore ancora più significativo per una realtà che affonda le proprie radici nella tradizione religiosa popolare e che continua a custodire e tramandare gli antichi riti della Settimana Santa, attraverso gesti, preghiere e simboli legati alla Croce. Il cammino di preparazione era iniziato già l'8 settembre, nella festa della Natività di Maria Santissima, con il ritiro spirituale a Cabu Abbas dedicato al tema "Il mistero della Croce nella teologia paolina".
A riassumerne il significato è don Gianni Satta attraverso un'antica espressione latina: "Stat crux dum volvitur orbis", "La Croce resta salda mentre il mondo gira". "Nonostante tutto intorno, la storia umana e la società cambino o vadano incontro a sconvolgimenti – spiega il parroco –, la Croce di Cristo rimane l'unico perno saldo e sicuro che dà senso alla vita". La gioia e l'emozione di Danilo e Andrea hanno coinvolto l'intera assemblea. Anche i confratelli più anziani hanno ritrovato, racconta don Gianni, "quell'emozione, ad un tempo antica e nuova, che dà respiro, speranza e impegno alla testimonianza".
Una scelta, quella dei due nuovi confratelli, che per il parroco assume un significato particolare proprio nella società contemporanea. In una città proiettata verso il turismo, il divertimento e una continua trasformazione sociale e culturale, la decisione di testimoniare pubblicamente la propria fede attraverso una forma antica e popolare diventa un piccolo segno capace di parlare ancora al presente.
"Percepire un evento minimo nella fede, nella fiducia e nella fedeltà e vedere testimoni espliciti del mistero pasquale di Cristo attraverso una forma popolare fatta di riti, gesti e linguaggi – sottolinea don Gianni – dice semplicemente che il Verbum crucis, la Parola della Croce secondo il linguaggio di San Paolo, cioè il Vangelo, è vivo perché è carne, sangue, cultura, speranza, fiducia e pace".
Ed è forse proprio l'ingresso di un ragazzo di 16 anni a dare alla giornata il suo significato più immediato: una tradizione antica che non rimane soltanto memoria, ma riesce ancora a trovare qualcuno disposto a raccoglierla e portarla avanti. La Confraternita di Santa Croce è aperta a uomini e donne battezzati e cresimati appartenenti alle comunità cristiane cittadine. Il priore Paolo Budroni invita chi desidera conoscere più da vicino la confraternita e il suo percorso a rivolgersi ai confratelli in occasione delle celebrazioni nella Primaziale di San Paolo.
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