Sunday, 13 September 2026
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Pubblicato il 13 September 2026 alle 16:45
Olbia. Avrebbero potuto scegliere il mare, in una giornata di settembre che in Gallura ha ancora tutto il sapore dell'estate. Invece hanno scelto un sottopassaggio, una parete spenta e qualche ora da trascorrere insieme tra bombolette, pennelli e colori. A Suiles, sotto il cavalcavia, sono arrivati giovani e famiglie con bambini e, nel giro di poche ore, il muro ha cambiato volto. Un'incursione colorata e decisamente particolare. L'intervento, a quanto risulta, non era autorizzato, ma questa volta niente frasi volgari, insulti o scarabocchi lasciati frettolosamente sul cemento. Sulla lunga parete, già segnata da vecchi disegni anonimi, sono apparse grandi composizioni di lettere, forme e colori.
È il linguaggio del graffiti writing, forma di espressione urbana nata dalla cultura hip hop e basata soprattutto sulla costruzione grafica delle lettere: tag, nomi e lettering vengono trasformati attraverso forme, intrecci, contorni e colori. Un fenomeno che ha una propria storia e propri codici e che non coincide necessariamente con il semplice atto di imbrattare un muro. Ma la parte forse più curiosa della giornata era un'altra: vedere i bambini all'opera accanto ai più grandi. Piccole mani impegnate a colorare, persone che si alternavano davanti alla parete e, tra un tratto e l'altro, sorrisi e la soddisfazione di vedere prendere forma qualcosa che poche ore prima non esisteva.
A Suiles il lavoro è andato avanti per alcune ore e il colpo d'occhio, alla fine, è decisamente diverso. Dove prima c'era una parete spenta e già segnata da vecchi interventi di imbrattamento del muro, oggi corre una lunga sequenza di composizioni artistiche colorate. Ma proprio da qui arriva anche la parte meno colorata della storia. Perché, completato questo singolare restyling non autorizzato del cavalcavia, a Suiles resta ancora parecchio da fare. Manca un minimo di illuminazione delle strade e il manto stradale, in diversi punti particolarmente deteriorato, avrebbe bisogno di essere rifatto. Il colore, insomma, è arrivato spontaneamente. Ora servirebbero quegli interventi capaci di dare un tocco più urbano e più curato a un quartiere di Olbia che da troppo tempo convive con la sensazione di essere rimasto ai margini della città.
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