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Addio a Sara Scanu e Daniele Pischedda: l'abbraccio digitale e della Gallura

Le comunità si stringono alla famiglie mentre sui social rimbalza l'immenso affetto

Addio a Sara Scanu e Daniele Pischedda: l'abbraccio digitale e della Gallura
Addio a Sara Scanu e Daniele Pischedda: l'abbraccio digitale e della Gallura
Laura Scarpellini

Pubblicato il 16 September 2026 alle 07:00

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Monti. Ci sono notizie che tagliano il fiato, fermano il tempo e muovono un'ondata inaspettata di commozione in un intero territorio e non solo. La scomparsa di Sara Scanu, operatrice socio-sanitaria di 46 anni venuta a mancare dopo due anni di lotta contro un male inesorabile, lascia un vuoto incolmabile. Originaria di Berchiddeddu e residente a Monti, Sara lavorava all'ospedale di Olbia, dove ogni giorno trasformava la sua professione in una missione fatta di gentilezza, competenza e presenza costante per chi soffriva.

A piangerla oggi c'è l'intera Gallura, ma è a Monti che il dolore si fa carezza collettiva. Nelle ultime ore, bacheche e gruppi locali si sono trasformati in un immenso tam tam digitale. Sui social il rimbalzo continuo di post, fotografie e messaggi di cordoglio ha mostrato come lo schermo sappia talvolta farsi cassa di risonanza per un calore autentico, unendo persone vicine e lontane per mantenere vivo il ricordo di chi ci è stato strappato troppo presto. Questo abbraccio corale, carico di amore e riconoscenza per una donna che ha lasciato una traccia bellissima, avvolge oggi il marito Enzo, il piccolo Andrea, sua ragione di vita, e l'intera famiglia. Un rispetto che si riflette nel silenzio di tutto il borgo: il comitato dei Fidali 1979, di cui Sara faceva parte con entusiasmo, ha scelto di annullare i festeggiamenti per San Gavino Martire per raccogliersi nel ricordo. 

Sono giorni particolarmente dolorosi anche per la ASL Gallura, che insieme a Sara ha voluto ricordare Daniele Pischedda, autista del parco ambulanze della Mobilità Aziendale di Olbia, residente a La Maddalena e originario di Viddalba, anche lui scomparso prematuramente. L'Azienda sanitaria ha espresso il proprio cordoglio stringendosi alle famiglie e ai colleghi della Radiologia Generale e della Mobilità Aziendale di Olbia.

E dietro il nome di Daniele c'è la storia di un uomo di rara umanità, che aveva scelto di mettere una parte della propria vita al servizio degli ultimi. Da anni portava il suo aiuto in Africa, dove aveva conosciuto da vicino la fame, la povertà e la fragilità di intere comunità. Non si limitava a raccontarle: contribuiva concretamente a progetti per le cure, la distribuzione di viveri e materiale scolastico, l'illuminazione delle scuole e la realizzazione di pozzi per garantire l'accesso all'acqua.

Nel 2025 aveva affidato ai social parole che oggi assumono il valore di un piccolo testamento della sua idea di solidarietà. "Quando si dice soffrire di mal d'Africa... la verità è che ne soffro dal 2009", scriveva raccontando ciò che aveva visto durante i suoi viaggi. Parlava della fame come di "una condizione disumana", dei bambini e delle famiglie incontrate, ma soprattutto della necessità di non voltarsi dall'altra parte.

"Cari amici, non basta mai, ma noi ci crediamo", scriveva ancora, invitando gli altri a partecipare ai progetti di solidarietà. E concludeva con poche parole capaci oggi di raccontare forse più di ogni altra cosa l'uomo che era: "Aiutateci e vi sentirete anche voi parte di un progetto che salva e dà luce dove il buio è sempre in agguato".

Due vite diverse, Sara e Daniele, unite dalla stessa vocazione alla cura degli altri e spezzate troppo presto. Due perdite che in questi giorni hanno lasciato attonite comunità diverse della Gallura e un dolore profondo tra chi con loro ha lavorato, condiviso giorni, speranze e gesti di quotidiana umanità.