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Olbia, l'architetto Spano conquista il prestigioso BIG SEE Architecture Award 2026

Alessandro Francesco Spano vince il BIG SEE Architecture Award 2026 nella categoria Residential Renovation

Olbia, l'architetto Spano conquista il prestigioso BIG SEE Architecture Award 2026
Olbia, l'architetto Spano conquista il prestigioso BIG SEE Architecture Award 2026
Patrizia Anziani

Pubblicato il 31 July 2026 alle 17:00

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Olbia. Una villa degli anni Settanta affacciata sul mare di Baia Caddinas, in Comune di Golfo Aranci, si trasforma in una “scultura abitabile” e conquista uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati all’architettura contemporanea. Il progetto “La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture”, firmato dall’architetto e interior designer Alessandro Francesco Spano, ha ricevuto il BIG SEE Architecture Award 2026 nella categoria Residential Renovation.

L’intervento non si limita alla riqualificazione dell’edificio, ma propone una riflessione più ampia sul significato dell’abitare. Il progetto si sviluppa intorno a tre dimensioni fondamentali: la vita delle persone, il rapporto con il luogo e il trascorrere del tempo. Gli spazi, la luce naturale, i materiali e i percorsi interni sono stati pensati per migliorare concretamente la quotidianità di chi vive la casa, senza cancellare la memoria dell’edificio originario. La luce del golfo, il dialogo con il mare e il recupero di alcuni arredi artigianali appartenuti al padre della famiglia diventano parte integrante della nuova architettura. Gli elementi del passato non vengono conservati come semplici ricordi, ma reinterpretati e inseriti in un linguaggio contemporaneo. Anche i volumi esterni, gli aggetti e gli armadi scavati nello spessore delle murature nascono dalle esigenze degli ambienti interni, mentre la luce naturale scolpisce gli spazi durante le diverse ore della giornata. Le immagini del progetto sono firmate dal fotografo Tiziano Canu.

Nato a Sassari 47 anni fa, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Alessandro Francesco Spano vive e lavora a Olbia. La sua ricerca progettuale si concentra sulla trasformazione dell’architettura esistente e sul rapporto tra gli spazi, il comportamento umano e la qualità della vita. Parallelamente all’attività professionale ha pubblicato tre libri: “L’acqua che non vedi”, “La trappola dei bisogni” e “Imprigionati dal tempo”. Opere nelle quali approfondisce, con un approccio diretto e provocatorio, i condizionamenti esercitati dagli ambienti, dalle abitudini e dalla società sulle scelte delle persone. Lo abbiamo intervistato per comprendere il significato del prestigioso premio e la filosofia che ha guidato la rinascita della villa di Baia Caddinas.

 Il Suo progetto "La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture" ha ricevuto il BIG SEE Architecture Award 2026 nella categoria Residential Renovation, uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicati all'architettura contemporanea. Che cosa ha significato per Lei questo riconoscimento?

"Considero il BIG SEE Architecture Award 2026 molto più di un riconoscimento personale. Per me rappresenta la conferma che un’architettura capace di mettere al centro la vita delle persone, il luogo e il tempo in cui viviamo possa essere riconosciuta anche a livello internazionale. Non progetto edifici da osservare, ma luoghi da vivere e se questo premio dimostra qualcosa, è che esiste ancora spazio per un’architettura che non rincorre le mode, ma cerca di lasciare un valore destinato a durare nel tempo. Credo che oggi il concetto di bellezza sia effimero, passeggero e sopravvalutato. La bellezza, se non nasce da un perché, non ha valore. Se una forma, una linea o una scelta progettuale nasce a caso, senza un motivo, non ha forza e non riesce a trasmettere emozione. Quando invece ogni elemento trova il proprio perché e tutto combacia, allora l’emozione esplode.
Due foto della villa di Baia Caddinas prima dell'intervento di restauro (foto Tiziano Canu).

 La giuria ha premiato la ristrutturazione di una villa degli anni Settanta. Qual è stata la sfida più difficile nel trasformarla senza cancellarne l'identità e adattarla alle esigenze dell'abitare contemporaneo?

"La sfida in sé non è stata ristrutturare una villa degli anni Settanta. Cerco sempre di capire cosa merita di essere conservato e cosa, invece, no. Conservare tutto per rispetto del passato è un errore, così come cancellare tutto in nome del futuro. Entrambe sono scelte superficiali.
Ogni intervento deve nascere da un perché. Forma, materiali e luce non sono mai il punto di partenza ma la conseguenza. Le case sono state inventate dall’uomo per migliorare la nostra vita e accompagnarci nel nostro percorso evolutivo e per questo è necessario che si evolvano insieme a noi. 
 Conservare non significa fermare il tempo, ma permettere a un luogo di continuare a svolgere la sua funzione nel modo migliore anche per le generazioni future. A Baia Caddinas ogni scelta, dalla distribuzione degli spazi fino alla luce e ai materiali, è nata da questo principio. Se un mio cliente dopo vent’anni ama ancora la sua casa, ho vinto. Significa che il progetto aveva un perché".
“La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture”  (foto Tiziano Canu)
 
Osservando il progetto colpiscono l'uso della luce, la scelta dei materiali, il recupero di elementi della casa originaria e il dialogo con il paesaggio. Come nasce questo equilibrio? Quanto conta, nella Sua progettazione, la scelta dei materiali e quale messaggio desiderava trasmettere attraverso queste scelte?
 
"I materiali sono un linguaggio e ogni materiale racconta qualcosa. Raccontano il luogo da cui proviene, il tempo in cui è stato utilizzato, il modo in cui invecchierà e il rapporto che instaurerà con chi vivrà quello spazio. I materiali sono ciò che ci circonda all’interno, la natura è ciò che ci circonda all’esterno. Cerco sempre di far dialogare questi due mondi, perché in fondo non dovrebbero essere mondi diversi, la casa non dovrebbe separarci dalla natura, ma esserne la naturale prosecuzione, pur senza cercare in nessun modo di imitarla, altrimenti cadiamo nella banalità. La luce e le aperture non sono semplicemente luce, sono ciò che crea quel collegamento con l’esterno e con la natura e trasforma continuamente la percezione degli spazi. Il nostro mondo è luce. Forma, materiali e luce non sono mai il punto di partenza, ma la conseguenza di un’idea abitativa, e quando il progetto nasce da un perché, ogni scelta trova il proprio posto".
“La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture”  (foto Tiziano Canu)

Oltre al Suo lavoro di architetto e interior designer, Lei è autore di tre libri nei quali approfondisce il rapporto tra gli spazi, il comportamento umano e il benessere delle persone. Quanto questa ricerca ha influenzato il progetto premiato a Baia Caddinas?  

Questa è una domanda bellissima e credo che non riguardi solo gli architetti, ma chiunque, percio le rigiro la domanda... Se dovesse immaginare la casa dei suoi sogni, la progetterebbe in modo che gli spazi la aiutino a vivere meglio, a stare meglio con se stessa e con le persone che ama, oppure accetterebbe che ogni giorno ci siano cose che la irritano, la limitano e la facciano stare peggio? La risposta sembra scontata, eppure troppo spesso ci si dimentica ciò che conta davvero. I libri che ho scritto nascono come libri provocatori e irriverenti, con l’obiettivo di far emergere concetti in cui credo profondamente. Non è stata la scrittura a influenzare l’architettura, ma l’architettura a farmi capire quali fossero i principi che guidavano il mio lavoro. I libri spiegano ciò in cui credo, ma non sono né uno scrittore né un filosofo. Voglio migliorare la vita delle persone e il mio modo per farlo è progettare.

“La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture” - l'architetto Alessandro Francesco Spano (foto Tiziano Canu).

Qual è l’errore più grande che le persone commettono quando ristrutturano la propria casa?

Viviamo in un mondo bombardato da immagini che ci appaiono continuamente sul telefono, su Facebook, Instagram e Pinterest. La cosa più sbagliata è partire da quelle immagini, ...Mi piace questo stile...mi piace questo divano... Oggi ti piace questo, domani ti piacerà altro. Non ne esci. Devi invece analizzarti e capire veramente come ogni ambiente possa migliorare ciò che fai ogni giorno. Ogni forma, ogni curva, ogni dimensione di un arredo, ogni materiale e ogni scelta progettuale devono nascere da quell’obiettivo.
“La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture”  (foto Tiziano Canu).