Friday, 31 July 2026
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Pubblicato il 31 July 2026 alle 17:00
Olbia. Una villa degli anni Settanta affacciata sul mare di Baia Caddinas, in Comune di Golfo Aranci, si trasforma in una “scultura abitabile” e conquista uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati all’architettura contemporanea. Il progetto “La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture”, firmato dall’architetto e interior designer Alessandro Francesco Spano, ha ricevuto il BIG SEE Architecture Award 2026 nella categoria Residential Renovation.
L’intervento non si limita alla riqualificazione dell’edificio, ma propone una riflessione più ampia sul significato dell’abitare. Il progetto si sviluppa intorno a tre dimensioni fondamentali: la vita delle persone, il rapporto con il luogo e il trascorrere del tempo. Gli spazi, la luce naturale, i materiali e i percorsi interni sono stati pensati per migliorare concretamente la quotidianità di chi vive la casa, senza cancellare la memoria dell’edificio originario. La luce del golfo, il dialogo con il mare e il recupero di alcuni arredi artigianali appartenuti al padre della famiglia diventano parte integrante della nuova architettura. Gli elementi del passato non vengono conservati come semplici ricordi, ma reinterpretati e inseriti in un linguaggio contemporaneo. Anche i volumi esterni, gli aggetti e gli armadi scavati nello spessore delle murature nascono dalle esigenze degli ambienti interni, mentre la luce naturale scolpisce gli spazi durante le diverse ore della giornata. Le immagini del progetto sono firmate dal fotografo Tiziano Canu.
Nato a Sassari 47 anni fa, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Alessandro Francesco Spano vive e lavora a Olbia. La sua ricerca progettuale si concentra sulla trasformazione dell’architettura esistente e sul rapporto tra gli spazi, il comportamento umano e la qualità della vita. Parallelamente all’attività professionale ha pubblicato tre libri: “L’acqua che non vedi”, “La trappola dei bisogni” e “Imprigionati dal tempo”. Opere nelle quali approfondisce, con un approccio diretto e provocatorio, i condizionamenti esercitati dagli ambienti, dalle abitudini e dalla società sulle scelte delle persone. Lo abbiamo intervistato per comprendere il significato del prestigioso premio e la filosofia che ha guidato la rinascita della villa di Baia Caddinas.
Il Suo progetto "La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture" ha ricevuto il BIG SEE Architecture Award 2026 nella categoria Residential Renovation, uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicati all'architettura contemporanea. Che cosa ha significato per Lei questo riconoscimento?
La giuria ha premiato la ristrutturazione di una villa degli anni Settanta. Qual è stata la sfida più difficile nel trasformarla senza cancellarne l'identità e adattarla alle esigenze dell'abitare contemporaneo?
Oltre al Suo lavoro di architetto e interior designer, Lei è autore di tre libri nei quali approfondisce il rapporto tra gli spazi, il comportamento umano e il benessere delle persone. Quanto questa ricerca ha influenzato il progetto premiato a Baia Caddinas?
Questa è una domanda bellissima e credo che non riguardi solo gli architetti, ma chiunque, percio le rigiro la domanda... Se dovesse immaginare la casa dei suoi sogni, la progetterebbe in modo che gli spazi la aiutino a vivere meglio, a stare meglio con se stessa e con le persone che ama, oppure accetterebbe che ogni giorno ci siano cose che la irritano, la limitano e la facciano stare peggio? La risposta sembra scontata, eppure troppo spesso ci si dimentica ciò che conta davvero. I libri che ho scritto nascono come libri provocatori e irriverenti, con l’obiettivo di far emergere concetti in cui credo profondamente. Non è stata la scrittura a influenzare l’architettura, ma l’architettura a farmi capire quali fossero i principi che guidavano il mio lavoro. I libri spiegano ciò in cui credo, ma non sono né uno scrittore né un filosofo. Voglio migliorare la vita delle persone e il mio modo per farlo è progettare.
“La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture” - l'architetto Alessandro Francesco Spano (foto Tiziano Canu).
Qual è l’errore più grande che le persone commettono quando ristrutturano la propria casa?
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