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Olbia, il writer del decoro: imbratta un muro per fermare chi lancia i rifiuti

Il caso di via Loiri

Olbia, il writer del decoro: imbratta un muro per fermare chi lancia i rifiuti
Olbia, il writer del decoro: imbratta un muro per fermare chi lancia i rifiuti
Patrizia Anziani

Pubblicato il 31 July 2026 alle 08:00

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Olbia. C'è chi protesta con una segnalazione, chi chiama il Comune e chi, invece, affida il proprio messaggio a una bomboletta spray. È comparsa nelle ultime ore sotto il cavalcavia della strada provinciale 24, lungo la Olbia-Loiri, all'altezza dell'imbocco di via Iscia di Li Micheli, una scritta destinata a far discutere. A colpire non è soltanto il colore acceso del murale, ma soprattutto il contenuto. Il messaggio è rivolto con ogni probabilità a chi, da tempo, è solito lanciare sacchetti dell'immondizia dal finestrino dell'auto, trasformando quell'area in un punto di abbandono abusivo di rifiuti. La frase, volutamente forte e provocatoria, accompagnata dal disegno stilizzato di un maialino e presumibilmente la firma dell'autore, recita: "Ciao maiala e maiale. Visto il futuro che gli stai dando... perché non lanci anche tuo figlio dal finestrino insieme alla busta".

L'obiettivo sembra essere uno solo: scuotere le coscienze e, magari, mettere in imbarazzo il responsabile di un comportamento incivile che si ripete da anni. L'incrocio tra via Loiri e via Iscia di Li Micheli è infatti da tempo uno dei punti critici per l'abbandono di sacchetti domestici e altri rifiuti, spesso lanciati direttamente dalle auto in transito. Un gesto rapido, anonimo e purtroppo difficile da contrastare senza controlli mirati. Lo sanno bene anche gli utenti del trasporto pubblico che a volte sono stati costretti ad attendere l'autobus alla fermata ASPO assediata da cumuli di rifiuti, cattivi odori e un degrado che mal si concilia con il decoro urbano. E se nel corso degli anni l'area è stata bonificata e ripulita più volte, paradossalmente, questa volta a "imbrattare" il muro è stato qualcuno che, con un altro gesto non autorizzato, sembra voler denunciare proprio chi continua a deturpare il territorio.

La domanda sorge quindi spontanea: è giusto combattere il degrado con un intervento altrettanto abusivo? Oppure, in questo caso, il murale rappresenta una provocazione capace di attirare l'attenzione su un fenomeno che, nonostante le periodiche operazioni di pulizia, continua puntualmente a ripresentarsi? Di certo il messaggio ha già raggiunto il suo primo obiettivo: riportare sotto i riflettori un angolo della periferia olbiese che, troppo spesso, finisce sulle cronache soltanto per l'ennesimo cumulo di rifiuti abbandonati. Questa volta, invece, un writer ha deciso di lanciare qualcosa di diverso: non un sacchetto dal finestrino, ma una provocazione destinata a far riflettere.