Thursday, 30 July 2026
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Pubblicato il 30 July 2026 alle 10:35
Sassari. Una serie di truffe ai danni di persone anziane è stata interrotta dalla Polizia di Stato, che nel pomeriggio del 27 luglio ha arrestato in flagranza di reato un uomo, gravemente indiziato di essere il presunto autore di diversi episodi messi a segno con il collaudato metodo del "falso appartenente alle Forze dell'Ordine". L'operazione della Squadra Mobile della Questura di Sassari è scattata dopo numerose segnalazioni giunte al numero unico di emergenza 112, che riferivano di tentativi di truffa ai danni di anziani. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i truffatori contattavano telefonicamente le vittime fingendosi appartenenti alle Forze dell'Ordine e raccontando false vicende giudiziarie che avrebbero coinvolto figli o altri familiari. Con questo stratagemma convincevano gli anziani a preparare denaro contante e gioielli, sostenendo che fosse necessario consegnarli per inesistenti accertamenti o per il pagamento di presunte spese legate a procedimenti penali.
Il primo intervento della Polizia è avvenuto in via Caprera, dove una donna ultracentenaria è stata presa di mira dai truffatori. Il tempestivo servizio di osservazione predisposto dagli agenti ha impedito che il raggiro andasse a buon fine. Poco dopo sono emersi altri due episodi: una truffa già consumata ai danni di un'anziana residente in via Monsignor Marongiu e un analogo caso in via Maddalena.
Determinante per l'arresto è stata però una nuova segnalazione proveniente da via Duca degli Abruzzi. Il figlio della vittima, intuendo che la madre stava parlando al telefono con dei truffatori, ha immediatamente contattato la Sala Operativa della Questura. Gli operatori hanno coordinato l'intervento della Squadra Mobile, predisponendo un servizio di osservazione nei pressi dell'abitazione. Gli investigatori hanno lasciato che la donna proseguisse la conversazione telefonica mentre i malviventi la invitavano a preparare i gioielli da consegnare. Dopo pochi minuti un giovane si è presentato nel palazzo dirigendosi verso l'appartamento, ma, accortosi probabilmente di qualcosa di insolito, ha interrotto l'azione cercando di allontanarsi.
Gli agenti lo hanno seguito e fermato poco distante. Durante il controllo è emerso che il sospettato stava consultando una chat WhatsApp attraverso la quale riceveva istruzioni in tempo reale. Nei messaggi erano presenti indicazioni dettagliate sull'abitazione da raggiungere, sull'identità della vittima, sul familiare da allontanare e perfino sulla falsa identità da utilizzare al momento del ritiro dei preziosi. Nel corso delle verifiche gli investigatori hanno inoltre constatato che i messaggi venivano progressivamente cancellati da remoto, presumibilmente nel tentativo di eliminare le prove dell'attività criminosa. Sul telefono è stata trovata anche una ricerca effettuata con Google Maps relativa all'indirizzo dell'abitazione della vittima.
Negli uffici della Questura le persone offese hanno poi formalizzato la querela. Una delle anziane truffate nella stessa mattinata ha riconosciuto senza esitazione, attraverso individuazione fotografica, l'uomo fermato come la persona che si era presentata alla sua porta per ritirare denaro e gioielli. L'attività della Squadra Mobile ha consentito di interrompere la sequenza di truffe, evitare nuovi raggiri e raccogliere elementi investigativi che hanno portato all'arresto del presunto responsabile. Le indagini proseguono per identificare gli altri componenti del gruppo e verificare eventuali collegamenti con analoghi episodi avvenuti nel territorio provinciale. La Polizia di Stato rinnova l'invito ai cittadini, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare di richieste di denaro o preziosi avanzate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine e a contattare immediatamente il 112 in caso di sospetti.
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