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Aglientu, capitale del blues: Massimo Tiveddu svela le serate

Attesi grandi nomi internazionali all'Aglientu Summer Blues Festival

Aglientu, capitale del blues: Massimo Tiveddu svela le serate
Aglientu, capitale del blues: Massimo Tiveddu svela le serate
Laura Scarpellini

Pubblicato il 31 July 2026 alle 07:00

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Aglientu. Dietro il successo di un evento capace di trasformare un piccolo centro della Gallura nella «capitale del blues» riconosciuta a livello internazionale, c'è la visione e la passione inesauribile di Massimo Tiveddu, direttore artistico affiancato dal presidente e da tutti i soci dell'Associazione Culturale Lamuita hanno organizzato l’Aglientu Summer Blues Festival. Da rammentare poi l'apprezzata costola invernale a vocazione gospel, l’Aglientu Winter Festival, sempre più seguita edizione dopo edizione. Giunto a un traguardo di piena maturità, il festival si distingue per un'offerta culturale dinamica e inclusiva che non si ferma mai: un cantiere sempre aperto di idee e innovazione che affianca ai grandi nomi del palco principale un'esperienza immersiva a 360 gradi. Dagli acclamati Aperitivi Blues, accompagnati da una ricca area food pensata per soddisfare ogni palato, dagli amanti della carne e del pesce fino alle opzioni vegane, fino alle infuocate jam session dell'After Festival dedicate alle eccellenze musicali del Nord Sardegna, l'evento sa fondere grande musica e promozione del territorio. Un'atmosfera unica e trasversale capace di stupire gli stessi artisti internazionali per l'incredibile partecipazione giovanile e per un pubblico caloroso che va dai 10 agli 80 anni.

Un successo corale reso possibile dalla sinergia tra l'associazione organizzatrice, i soci, i collaboratori, l'Amministrazione comunale di Aglientu, la Regione Sardegna, la Camera di Commercio e la Fondazione di Sardegna. Abbiamo intervistato Massimo Tiveddu per farci raccontare l'anima, i retroscena e le prospettive di questa straordinaria avventura.

Come è nata l'idea dell'Aglientu Blues Festival e c'è un aneddoto curioso o insolito delle prime edizioni che ricorda sempre con un sorriso?

"Come è nato Aglientu Blues Festival? È nato quasi per caso.  Diciotto anni fa l'amministrazione guidata da Pietro Giorgioni aveva stanziato delle risorse per gli spettacoli estivi, ma il format proposto fino a quel momento non dava i risultati sperati. Un giorno, parlando insieme e mettendo a frutto la mia esperienza e quella dei collaboratori, maturata anche negli anni della Pro Loco, ci è stato affidato un budget con un invito molto semplice: "Pensate voi a qualcosa".

All'inizio avevo detto di no, ma poi, chiacchierando tra amici davanti a un caffè e parlando della nostra passione per la musica, è nata l'idea del festival. In origine immaginavamo tre serate dedicate a generi diversi: musica d'autore, jazz e blues. Dopo la prima serata, però, ci siamo resi conto che il blues aveva creato un'atmosfera speciale, con un coinvolgimento straordinario del pubblico. Così abbiamo detto "Il festival deve essere un festival blues" e quest'anno siamo diventati maggiorenni".

Quali sono le sonorità, gli artisti e le novità principali su cui avete scelto di puntare per il cartellone di questo 2026?

"Quella del 2026 sarà un'edizione fortemente incentrata sulla chitarra. Sul palco saliranno musicisti straordinari, ognuno con uno stile e una personalità ben distinti. Siamo orgogliosi di ospitare Robben Ford, considerato uno dei più grandi chitarristi degli ultimi trent'anni, un artista che ha influenzato intere generazioni di musicisti e il cui suono è immediatamente riconoscibile. Accanto a lui ci sarà Eric Sardinas, probabilmente il più importante interprete mondiale della chitarra slide rock blues.

Il programma, però, offrirà anche altre sfumature musicali. Avremo il soul della cantante texana Ty Le Blanc, le atmosfere di New Orleans con l'armonicista Andy J. Forest e, per la prima volta in Italia, il progetto Guitarmania. A chiudere il festival sarà Manu Lanvin, uno dei principali protagonisti del blues europeo, con una carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi oltre mille volte e sui palchi più prestigiosi, dal Montreux Jazz Festival all'Opéra di Parigi".

 

Se potesse esprimere un desiderio senza limiti, qual è il grande nome del panorama internazionale che vorrebbe vedere prima o poi su questo palco?

"Se potessi sognare senza limiti direi Buddy Guy, Eric Clapton o gli ZZ Top. Sono i primi nomi che mi vengono in mente, anche se l'elenco potrebbe essere molto più lungo. Detto questo, negli ultimi anni ci stiamo già togliendo grandissime soddisfazioni. Avere quest'anno Robben Ford rappresenta un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile. Era uno degli artisti che sognavamo di portare ad Aglientu e riuscirci è motivo di grande orgoglio".

Oltre alla grande musica, cosa vorrebbe che questo festival realizzasse o lasciasse in eredità al territorio nelle prossime edizioni?

"Il festival non è soltanto musica. Certo, quella resta il cuore del progetto, ma intorno a essa è cresciuta una rete fatta di promozione del territorio, collaborazione e partecipazione. Il nostro obiettivo è continuare a mantenere tutti i concerti gratuiti il più a lungo possibile, perché crediamo che la grande musica debba essere accessibile a tutti. Vogliamo dare alle persone la possibilità di vivere emozioni autentiche e di scoprire cosa un evento di questo livello possa trasmettere. In questi anni siamo riusciti a creare un vero movimento che coinvolge commercianti, sponsor, amministrazioni e volontari di ogni età, dai più piccoli agli ultranovantenni. È una soddisfazione enorme e rappresenta la nostra eredità più importante. E pensiamo che questo sia lavorare per il futuro perché stiamo già preparando le nuove generazioni a proseguire il discorso che abbiamo iniziato noi".

Ci sarà qualche strascico musicale anche a settembre visto che la stagione turistica si sta notevolmente allungando?

"Ci chiedono spesso di organizzare degli spin-off del festival o di proporre altri appuntamenti anche dopo l'estate. Sarebbe bello, ma non è semplice. Il primo ostacolo è quello economico, mentre il secondo riguarda la disponibilità degli artisti. I tour dei musicisti americani e di molti artisti internazionali si concentrano soprattutto tra giugno e luglio. Già riuscire a portarli ad agosto è una cosa difficilissima; immaginare date a settembre lo è ancora di più. La nostra naturale prosecuzione del festival sarà quindi il Winter Festival, che si svolgerà a dicembre. E quest'anno, posso già anticipare, per volere dell'amministrazione comunale sarà un Winter Festival di grandissimo spessore che molto probabilmente si svolgerà in tre serate con degli artisti di fama internazionale".

 Foto di copertina Robben Ford band frim USA