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Olbia, parte Tavolara Lab: quattro azioni per proteggere il mare

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Olbia, 27 giugno 2018 – Il cittadino al servizio della scienza, con l’obiettivo di partecipare alla salvaguardia dell’ambiente marino. Questo principio guida l’inizativa “Tavolara Lab” ideata dall’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.

Si tratta di una serie di attività che si svolgeranno con il fondamentale ausilio di Reef Check Italia, una onlus che fornirà il personale per le attività di formazione ed educazione ambientale previste da tutte le azioni descritte, attingendo a proprie figure professionali.

Dopo gli eccellenti risultati ottenuti, l’ente gestore dell’Amp di Tavolara Punta Coda Cavallo lavora nella direzione del consolidamento e nella fidelizzazione dei cittadini che usufruiscono di questo paradiso naturalistico, per coinvolgerli direttamente e attivamente.

Attività di formazione ed educazione ambientale suddivise in quattro azioni principali. Nasce così Tavolara Lab, che domani sera, alle 21 a La Casa delle Farfalle di Mare di Porto San Paolo, ospiterà il primo evento, con la presentazione dell’iniziativa “Riconosci la cernia”, alla presenza dell’autrice dell’omonimo progetto, dottoranda dell’Amp di Tavolara, Elena Desiderà.

Si tratta di una linea di azione che prevede il coinvolgimento dei fotografi subacquei, i quali sono chiamati proprio a condividere le foto e i video che documentano le cernie presenti nei siti di immersione dell’Amp.

La cernia bruna, Epinephelus marginatus, rappresenta una delle principali specie carismatiche delle aree marine protette del Mediterraneo, di particolare interesse per il turismo subacqueo. L’obiettivo del progetto è quello di monitorare la presenza e il numero di cernie brune presenti nello spazio dell’Amp e durante il periodo estivo allo scopo di garantire efficaci misure di tutela di una specie in pericolo a causa del sovrasfruttamento della pesca.

Per tutta la stagione estiva 2018, da ora fino a settembre, saranno contattati i centri di immersione autorizzati dall’Amp e i loro clienti, coinvolgendo i subacquei nel censimento di questa importante risorsa. Successivamente sarà creato un database del materiale fotografico, dalla cui analisi si stabilirà l’identificazione dei singoli esemplari di cernia bruna.

Il metodo di riconoscimento si baserà sulle differenze naturali e permanenti delle macchie cefaliche delle cernie, paragonabili all’impronta digitale umana. L’elaborazione dei dati, che porterà ad assegnare a ogni cernia un diverso nome proprio, inizierà parallelamente alla raccolta del materiale video-fotografica e si concluderà entro il 30 novembre 2018.

L’identificazione individuale delle cernie consentirà di stimare il numero delle cernie presenti presso i siti d’immersione, oltre che evidenziare eventuali fenomeni di migrazione verso altri siti che potrebbero supportare la formazione di aggregazioni riproduttive.

FORESTA SOTTOMARINA. La seconda linea di azione, denominata “Foresta Sottomarina”, coinvolge invece i sub di sette centri d’immersione autorizzati che hanno aderito all’iniziativa e che forniranno dati e informazioni sulla Posidonia oceanica, le cui praterie rivestono un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini costieri, offrendo cibo e protezione a molte specie, anche di pregio, oltre a un ruolo esclusivo nella protezione dei fondali e dei tratti di litorale ad essi antistanti.

I subacquei volontari saranno chiamati, nei mesi di luglio e agosto, ad apprendere ed applicare il protocollo di rilevamento ideato e fornito dal comitato scientifico dell’Amp di Tavolara.

Un monitoraggio che prevede di valutare la densità della prateria attraverso il conteggio dei fasci fogliari entro una cornice quadrata di 50×50 centimetri. I volontari lavoreranno in coppia e si alterneranno nella conta dei fasci di posidonia, annotando il numero di fasci contati, la profondità e il tipo di substrato (sabbioso, roccioso o matte).

Il progetto ha lo scopo di formare i subacquei sul fondamentale ruolo ecologico della Posidonia oceanica e determinare al contempo lo stato di salutedella stessa utilizzando la densità dei fasci come indice di riferimento.

LIBERIAMO LE DUNE. La terza linea di azione si svilupperà con il supporto degli studenti degli istituti superiori cittadini, che saranno sensibilizzati sulle tematiche delle specie aliene e al rischio di perdita della biodiversità associato alla presenza di queste specie.

Circa 300 studenti saranno coinvolti in attività di sensibilizzazione e formazione che si svolgeranno durante incontri in plenaria a scuola e in occasione di attività pratiche di eradicazione. Saranno programmate uscite sul campo, per identificare ed eradicare manualmente il Carpobrotus, considerata tra le specie vegetali maggiormente invasive nelle isole e nelle zone costiere mediterranee, per questo oggetto di un numero crescente di programmi di eradicazione.

Gli obiettivi sono quelli di arginare, con l’intervento di eradicazione, la propagazione vegetativa; Migliorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat tutelati; aumentare la consapevolezza, da parte dei partecipanti, dei rischi ambientali connessi alla perdita della biodiversità; stimare l’estensione delle aree da bonificare all’interno dell’Amp di Tavolara, con l’ausilio di Gps portatili; documentare e mappare, su sistema informatico territoriale, attraverso la raccolta di materiale fotografico, le aree di eradicazione; bonificare un’area pari a mille metri quadrati.

SPIAGGIA PULITA. La quarta linea di azione si avvarrà della collaborazione di altri 300 studenti degli istituti superiori, sensibilizzandoli e formandoli alle tematiche di conservazione della spiaggia come risorsa e come ambiente di “confine” da tutelare, attraverso attività pratiche di monitoraggio sulla produzione di rifiuti.

Attraverso uscite concordate con le scuole, gli studenti, divisi per gruppi, dovranno monitorare la spiaggia indicata con il protocollo Mac emerso, che prevede raccolta di dati, attraverso la compilazione di apposite schede. Si tratta di una attività finalizzata a promuovere la sostenibilità ambientale e le attività di monitoraggio sulle spiagge.

Stimolare l’attenzione sugli impatti derivanti anche dalla pulizia meccanica delle spiagge e pianificare, con i dati raccolti, la gestione della fascia costiera e, dunque, preservare nel tempo la funzione ecosistemica dei litorali e renderli fruibili anche alle generazioni future.

All’interno di quest’ultima linea di azione, Reef Check fornirà le schede tecniche attraverso la cui compilazione potranno essere raccolti i dati forniti dagli studenti e poi caricati sul portale www.reefcheckmed.org per permetterne l’elaborazione e la successiva restituzione all’ente gestore dell’Amp di Tavolara-Punta Coda Cavallo.

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