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Cronaca

Sardegna, usa i levrieri per stanare lepri: nei guai pregiudicato

Sardegna, usa i levrieri per stanare lepri: nei guai pregiudicato
Sardegna, usa i levrieri per stanare lepri: nei guai pregiudicato
Olbia.it

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 11:29

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Sanluri, 28 settembre 2018 - Nuova operazione importante del Corpo forestale della Sardegna contro il bracconaggio: una piaga purtroppo molto diffusa anche nella nostra isola nonostante il numero molto elevato di doppiette regolari ligie alle normative di settore.

I forestali della Stazione di Sanluri hanno scoperto una pratica da loro definita "crudele": l'utilizzo dei levrieri per stanare, catturare e uccidere le lepri. Nei guai è finito un uomo di 55 anni.

"Usava i levrieri addestrati a stanare e catturare lepri. Una pratica crudele, per le profonde lacerazioni provocate nella selvaggina, interrotta dal personale del Corpo forestale della Stazione di Sanluri che hanno denunciato un 55enne residente nel comune al quale sono staticontestati i reati diesercizio di caccia in modo, in giornata e contro specie non consentite con pena fino a 6 mesi e ammenda fino a 3mila euro", si legge nella nota stampa diffusa dal Corpo forestale.

Questa la ricostruzione del Corpo :"Gli agenti, durante un pattugliamento nell'agro del paese,hanno sorpreso l'uomoin località Acqua Sassa mentre esercitava il bracconaggio utilizzando levrieri. I successivi controlli hanno portato al ritrovamento didue esemplari di Lepre sarda appena uccisi dal morso dei cani, come confermato in seguito dai veterinari della Asl".

"L'uomo è un pregiudicato per i reati specifici, già denunciato nel 2014 per i medesimi illeciti, perché sorpreso insieme ad altre persone a esercitare una battuta di caccia al cinghiale con i cani (levrieri e doghi argentini) nell'Oasi di protezione Faunistica della Giara - continua la nota stampa ufficiale -.Data la crudeltà dell'uccisione delle prede, gli è stato contestato il reato di 'uccisione di animali' previsto dall'articolo 544-bis del codice penale,ai sensi del quale: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.»".

L'operazione si inquadra nell'attività di presidio e controllo del territorio che il Corpo Forestale effettua a tutela della fauna e della pluralità dei cacciatori che eseguono correttamente la pratica venatoria.