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Referendum costituzionale sulla giustizia: a Olbia un banchetto informativo per le ragioni del NO

Il consigliere regionale M5S Roberto Li Gioi per le ragioni del NO

Referendum costituzionale sulla giustizia: a Olbia un banchetto informativo per le ragioni del NO
Referendum costituzionale sulla giustizia: a Olbia un banchetto informativo per le ragioni del NO
Olbia.it

Pubblicato il 06 March 2026 alle 07:00

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Olbia. In vista del Referendum Costituzionale sulla Giustizia previsto per domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, a Olbia si terrà un’iniziativa pubblica dedicata all’informazione dei cittadini. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Roberto Li Gioi, ha infatti organizzato un banchetto informativo per illustrare le ragioni del NO alla riforma costituzionale oggetto del voto. 

L’appuntamento è fissato per sabato 7 marzo, dalle 9 alle 13, in viale Aldo Moro, all’angolo con via Poletti, nei pressi del mercatino. Durante la mattinata sarà possibile ricevere materiale informativo, confrontarsi sui contenuti del quesito referendario e approfondire le motivazioni di chi si oppone alla riforma dell’ordinamento giudiziario. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere un momento di confronto diretto con i cittadini e favorire una partecipazione informata al voto. Il consigliere regionale invita cittadini, simpatizzanti e interessati a partecipare all’incontro per discutere dei contenuti della riforma e delle possibili conseguenze sul sistema giudiziario italiano.

Il referendum di marzo è un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, e riguarda la legge costituzionale approvata dal Parlamento che introduce modifiche all’ordinamento della magistratura. Tra i punti principali del testo figurano la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale per i magistrati. Trattandosi di un referendum confermativo non è previsto il quorum: la riforma entrerà in vigore se prevarranno i voti favorevoli, mentre resterà l’attuale assetto costituzionale nel caso in cui prevalgano i voti contrari.