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Olbia, i grandi eventi non bastano da soli: serve la campagna promozionale

La campagna serve a spiegare la "nuova" brand identity

Olbia, i grandi eventi non bastano da soli: serve la campagna promozionale
Olbia, i grandi eventi non bastano da soli: serve la campagna promozionale
Angela Galiberti

Pubblicato il 22 May 2026 alle 07:00

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Olbia. Durante l'ultimo anno di amministrazione, in genere, si cerca di fare tutto quello che non si è riusciti a fare nei restanti quattro anni: si aprono cantieri, si avviano enormi progetti, si elargiscono un'enormità di contributi. A Olbia no, forse anche perché i cantieri aperti già ci sono e forse il problema è correre per chiuderli nei tempi previsti. A Olbia si pensa certamente in grande, ma al grande evento. La lista della giostra degli eventi è lunga, oseremmo dire persino opulenta nella quantità: il grande capodanno, il grande rally, il grande concerto di Vasco, il grande Red Valley, la grande fiera della nautica e così via, all'infinito. Ebbene, i grandi eventi a quanto pare - pur nella loro insigne magnificienza - non bastano da soli a promuovere la nostra città. E non lo diciamo noi, ma una delibera di giunta: cioè lo dice l'amministrazione dei grandi eventi.

Ora: che si possa pensare a una campagna di promozione turistica dedicata a Olbia ci può anche stare. Anzi, è un qualcosa che dovrebbe essere strutturale. Ci sono, però, un paio di punti critici: le tempistiche (maggio è già tardi) e il tema. Nella delibera si legge che questa amministrazione ha rivolto la sua attenzione verso la realizzazione di questi grandi eventi "considerandoli come mezzo di valorizzazione del prodotto territorio e strumento di marketing di grande efficacia, finalizzato a incrementare l'importanza e il pregio della città e del territorio di Olbia, proponendo  in questo modo una brand identity non più collegata solo attrattive turistiche naturali".

Se i grandi eventi sono uno strumento di marketing così efficace, perché a maggio si pensa a una campagna promozionale per promuovere (anche) i grandi eventi? La delibera non lo spiega, ma non è l'aspetto più importante.

Infatti, l'amministrazione afferma che la brand identity di Olbia non è più collegata al turismo balneare, ma subito dopo afferma che si rende necessaria una "campagna promozionale mirata a descrivere adeguatamente la nuova realtà della Città di Olbia e del suo territorio". Se la brand identity è stata ridefinita nel corso degli anni, non dovrebbe essere necessario spiegarlo nuovamente, non dopo 10 anni di lavoro (ricordiamoci che questo è il secondo mandato di questa amministrazione e che i grandi eventi non arrivano nel 2022).

Eppure, le linee guida della futura campagna promozionale servono proprio a spiegare il "nuovo" corso di Olbia: non solo spiagge, nuraghi, bei tramonti, ma anche grandi eventi, dinamismo, opportunità a valanghe tutto l'anno.

Citiamo testualmente. La campagna deve consentire al Comune di Olbia:

  • di descrivere la Città come una destinazione ospitale, dove vivere l’atmosfera autentica di un Centro Storico che intreccia passato e presente, con i suoi resti archeologici che raccontano una storia millenaria da un lato e dall’altro un dinamismo moderno che la rende uno dei principali centri turistici della Sardegna, valorizzando così gli sforzi fatti in questi anni per consentire lo svolgimento sul proprio territorio di manifestazioni culturali, sportive e ricreative di rilevanza internazionale e nazionale;
  • di promuovere il nuovo corso della Città, oltre che per i turisti interessati a raggiungere l’isola in tutti i periodi dell’anno, anche per gli operatori economici potenzialmente interessati ad investire risorse in una realtà attiva, dinamica e ricca di opportunità quale è la Città di Olbia, oramai stabilmente ai vertici nazionali nelle varie classifiche di crescita.

Descritta così sembra proprio la città delle meraviglie, la città delle mille opportunità. In una campagna marketing non si parla certamente dei difetti e di per sé una campagna di marketing ben strutturata può fare solo bene, ma diciamo una verità scomoda: la città vissuta dai residenti non è esattamente questa bella cartolina che avete appena letto. La città dei residenti è quella dei parcheggi che diminuiscono senza reali alternative, è quella degli affitti sempre più cari e rari, è la città che si è riempita di affittacamere. La città dei residenti è invivibile durante l'alta stagione turistica, è la città congestionata dal traffico, è la città dove il verde pubblico è pochissimo (e non parliamo della sua gestione). La città dei residenti è quella in cui ci si dimentica proprio di chi ci vive perché tutto viene pensato, progettato e realizzato per chi ci passa giusto una settimana (o ha grandi capitali). L'Olbia dei residenti è quella dove il disagio socio-economico sta esplodendo. Questi temi non entrano in una campagna marketing, ma è giusto ricordare che Olbia non è solo turismo e non è solo grandi eventi.

Last but not least, nella delibera non si parla di soldi, cioè non si dice quanto potrà costare la campagna promozionale. Si dice la delibera non comporta riflessi diretti sulla situazione economico-finanziaria del Comune, ma che sarà il settore Promozione della Cultura, dello Sport e del Turismo a individuare l'operatore. Potrebbe essere l'Aspo? Del resto la promozione turistica rientra tra le sue competenze. Non ci che resta che aspettare, sperando di non passare l'ultimo anno di amministrazione esclusivamente dietro ai grandi eventi.

 

In copertina: un'immagine simbolica AI