Wednesday, 20 May 2026
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Pubblicato il 20 May 2026 alle 15:30
Loiri Porto San Paolo. Il dibattito sulla suggestiva area di Cala Finanza e Punta La Greca continua ad animare la scena pubblica di Loiri Porto San Paolo, tra preoccupazioni ambientaliste, chiarimenti istituzionali e uno scontro di interpretazioni che nelle ultime settimane ha acceso social e opinione pubblica. Per sabato 23 maggio il GRIG – Gruppo d’Intervento Giuridico guidato da Stefano Deliperi– ha organizzato una “passeggiata di sensibilizzazione” nell’area costiera di Cala Finanza – Punta La Greca, con ritrovo alle 9 nel parcheggio di Cala Finanza. L’iniziativa, come spiegato nella locandina diffusa dagli organizzatori, punta a richiamare l’attenzione sulla tutela paesaggistica e ambientale del tratto costiero affacciato su Tavolara.
Secondo il GRIG, l’area sarebbe interessata da pressioni urbanistiche legate a un più ampio progetto immobiliare promosso dalla società Tavolara Bay s.r.l., riconducibile anche alla catena alberghiera di lusso Fasano, attraverso la brasiliana Jhsf Participações. Nel comunicato ambientalista si legge che per il territorio di un una cinquantina di ettari sul mare, ricco di macchia mediterranea, "è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023). In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf. Il Comune di Loiri Porto S. Paolo – Area Urbanistica, dopo aver accertato (nota prot. n. 5659 del 24 marzo 2026) la realizzazione di vari interventi abusivi, comprendenti opere edilizie e taglio di vegetazione mediterranea, ha emanato l’ordinanza di demolizione e ripristino ambientale n. 4 del 16 aprile 2026, prontamente impugnata dalla Società immobiliare". Provvedimento successivamente sospeso in via cautelare dal TAR Sardegna, che ha fissato l’udienza di merito per novembre 2026. Ma proprio sulla ricostruzione dell'intera vicenda è intervenuto nelle ultime ore il sindaco Francesco Lai, con un lungo messaggio pubblico nel quale ha contestato e spiega quella che definisce una “confusione tra due vicende differenti”.
“Intervengo nel dibattito perché leggo con stupore troppe informazioni inesatte e vedo montare polemiche fondate su ricostruzioni false o volutamente confuse. È quindi necessario chiarire i fatti. La vicenda è complessa, ma proprio questa complessità viene usata per sovrapporre questioni diverse e alimentare disinformazione e allarmismo. Va chiarito subito un punto: a Cala Finanza non è prevista la realizzazione di alcun albergo né alcuna villa. Le notizie che circolano in queste settimane sugli organi di stampa riguardano infatti un’ipotesi di progetto, per la realizzazione di strutture ricettive, relativa a un’area diversa, adiacente al centro abitato, edificabile da sempre, ritenuta coerente con il PPR e situata oltre i 300 metri dal mare; ipotesi progetto che nulla ha a che vedere con il sito di Cala Finanza oggetto di polemiche”.
Francesco Lai continua: “Su questo eventuale intervento, ad oggi non esiste alcun progetto formalmente presentato. Si parla soltanto di ipotesi, illustrazioni e indiscrezioni giornalistiche. Non esiste alcun procedimento amministrativo avviato né alcuna autorizzazione rilasciata. Diversa è invece la vicenda relativa a Cala Finanza e alla procedura effettivamente in corso. In questo caso è stata presentata una pratica direttamente alla struttura di missione ZES presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e non al Comune. La richiesta riguarda esclusivamente la villa esistente e l’area adiacente. Gli interventi previsti sono il cambio di destinazione d’uso e il posizionamento di strutture amovibili a servizio della villa. La pratica è stata approvata dalla ZES, ma impugnata dalla Regione, che aveva espresso parere contrario. Ora dovrà pronunciarsi il Consiglio dei Ministri, dopo il rinvio della seduta inizialmente prevista per il 30 aprile”. Francesco Lai rivendica inoltre l’operato dell’amministrazione comunale, ricordando che proprio il Comune ha effettuato i sopralluoghi tecnici e ha emanato l’ordinanza di demolizione e ripristino successivamente impugnata dalla società privata: “Nel frattempo il Comune, dopo sopralluoghi e verifiche tecniche, ha riscontrato alcune difformità edilizie. Per questo ha emesso un’ordinanza di demolizione e ripristino delle opere ritenute non conformi. La società ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR. Il Comune si è costituito in giudizio e il Tribunale ha sospeso temporaneamente l’efficacia dell’ordinanza fino alla discussione nel merito, fissata per novembre. Questa è la reale situazione dei fatti”.
Il sindaco chiude il messaggio rassicurando cittadini e lettori: “Ad oggi, a Cala Finanza non esiste alcun progetto per alberghi o ville. Le ipotesi di cui si discute pubblicamente riguardano eventualmente un’altra area e, lo ribadisco, non sono state formalizzate attraverso la presentazione di alcun progetto ufficiale. Confondere queste due vicende significa alterare la realtà dei fatti e creare confusione e disinformazione. La salvaguardia del territorio e dei beni ambientali è un tema serio e importante. Proprio per questo non si difende l’ambiente creando confusione, diffondendo informazioni inesatte o alimentando polemiche solo per ottenere visibilità e consenso”.
Il nodo centrale della vicenda resta dunque quello della distinzione tra i progetti ipotizzati nel dibattito pubblico e la pratica amministrativa oggi realmente al centro del contenzioso. Da una parte il GRIG continua a chiedere massima attenzione sulla tutela di un tratto costiero considerato di elevato pregio paesaggistico e ambientale; dall’altra l’amministrazione comunale guidata da Francesco Lai invita a non sovrapporre scenari progettuali differenti, parlando apertamente di “disinformazione” e “allarmismo”. In questo clima, la passeggiata del 23 maggio si annuncia non solo come un’iniziativa ambientalista, ma anche come un nuovo momento di confronto pubblico su uno dei tratti più delicati e discussi della costa gallurese.
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