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Cala Finanza, Lai: i social passano, la reputazione resta

Il post del sindaco Francesco Lai e un paio di considerazioni

Cala Finanza, Lai: i social passano, la reputazione resta
Cala Finanza, Lai: i social passano, la reputazione resta
Angela Galiberti

Pubblicato il 30 June 2026 alle 14:00

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Loiri Porto San Paolo. I social passano, la reputazione resta. Così possiamo riassumere la lunga lettera/riflessione che il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, ha affidato proprio ai social e in particolare alla sua pagina istituzionale su Facebook. Per l'amministrazione del piccolo comune gallurese, questi ultimi mesi sono stati complicati. La vicenda di Cala Finanza è esplosa in un turbinio di indignazione, critiche legittime, ma anche in disinformazione e in vere e proprie "suggestioni" pompate dalla viralità dei contenuti pubblicati sulle piattaforme.

I social, infatti, sono stati l'arena di uno scontro che è andato molto al di là del confronto democratico. Ovviamente, bisogna distinguere i piani: che ai cittadini non piaccia il progetto complessivo della società Tavolara Bay ci può stare, che questi cittadini critichino il progetto e la ormai celebre delibera 50 ci sta altrettanto. Come ci può stare una manifestazione pubblica. Si possono anche criticare i vari errori di comunicazione fatti nel tempo, si possono non condividere le scelte politiche. E si può fare tutto questo in modo netto e coriaceo e, si pensi un po', si può fare senza mettere in dubbio la buona fede e l'integrità dei protagonisti (e delle istituzioni).

L'altro piano è quello in cui si va molto oltre la nettezza, l'essere coriacei, l'essere aspri, l'essere fortemente critici. Si tratta di un piano in cui i fatti, quelli comprovati e oggettivi, non contano più: contano le suggestioni, le urla, le ricostruzioni più fantasiose. Parliamo di un piano in cui banchetta tutta una serie di pagine social su varie piattaforme, media company più o meno note, infoencer che utilizzano tematiche virali per posizionarsi. E questa "viralità", questa "panna montata" di informazioni spesso confuse e scorrette si trasforma in una shitstorm che può ferire. Però, le shitstorm hanno durata breve: sono dei fuochi di paglia. Possono fare male lì per lì, ma poi passano in fretta. Di tutta questa storia, dobbiamo ricordarci le cose concrete: l'annuncio di un grosso investimento fatto nel 2024, l'autorizzazione unica Zes ottenuta a febbraio 2026, le sentenze del Tar Sardegna (che arriveranno), le dimissioni di Riccardo Biancu, le interrogazioni dell'opposizione, l'impianto legislativo della Zes unica ampiamente criticabile, l'impegno del Grig e del comitato SOS Cala Finanza, l'approvazione prima e il ritiro poi della delibera 50 da parte dell'amministrazione Lai che proprio questo pomeriggio spiegherà il perché in modo approfondito.

"Il 29 Giugno del 2017 sono salito per la prima volta sulla barca che porta in processione San Paolo a Mare, in rappresentanza di tutta la nostra Comunità!
E tutta la nostra comunità ieri si è stretta attorno a noi, ho avvertito il senso di protezione oltre alla solidarietà, per quello che sta succedendo in questi giorni.
Nell’ultimo mese abbiamo letto di tutto. Accuse, insulti, falsità, ricostruzioni distorte, processi sommari celebrati sui social e sentenze pronunciate da chi spesso non ha mai letto un solo atto amministrativo. Non nego che faccia male. Perché, prima ancora di essere un Sindaco, sono una persona. Ho una dignità, rappresento un Amministrazione e i miei concittadini che, come me, meritano rispetto. Ma c'è una cosa che nessuno potrà mai togliermi: la serenità della mia coscienza", scrive il sindaco Francesco Lai.
 
"Ogni mattina mi guardo allo specchio sapendo di aver sempre svolto il mio ruolo nell'interesse esclusivo del Comune di Loiri Porto San Paolo. Non ho mai agito per alcun interesse personale, non ho mai tradito la fiducia dei cittadini e non ho mai piegato il mio ruolo a logiche diverse dal bene della nostra comunità. Su Cala Finanza si è costruita una narrazione che, troppo spesso, ha sostituito gli atti con gli slogan. Si sono confuse procedure complesse con semplificazioni utili solo ad alimentare indignazione. Si sono diffuse bugie, si sono fatte insinuazioni, si è cercato di attribuire intenzioni che non sono mai esistite. Chi mi conosce davvero sa chi sono.
Sa quali valori mi hanno portato a fare politica. Sa con quale passione e con quale dedizione svolgo il ruolo di Sindaco da quasi nove anni. Non da due giorni. E in questi nove anni credo di aver dimostrato, con i fatti e non con le parole, quale sia il mio ed il nostro modo di amministrare", continua il sindaco.
 
"La reputazione di una persona non può essere cancellata da qualche post su Facebook, da una valanga di commenti offensivi o da una campagna costruita per ottenere un risultato politico. Le mode dei social passano. I fatti restano. Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto: lavorare sodo, assumermi le responsabilità delle mie decisioni e guardare ogni cittadino negli occhi, senza abbassare lo sguardo. Perché l'onestà, la rettitudine e la coerenza non si dimostrano con un post. Si dimostrano con una vita intera. E la mia storia parla per me. Le campagne social finiscono. La reputazione costruita in una vita, resta. E la mia, fortunatamente non la raccontano gli algoritmi: la conoscono i miei concittadini", conclude il sindaco di Loiri Porto San Paolo.
 
Sono parole chiare, nette, a cui non si può dare certo torto. Il diritto di critica è legittimo e si può criticare quanto si vuole un'amministrazione, ma bisogna pur riconoscere che l'amministrazione Lai non è scappata di fronte al tornado mediatico che l'ha colpita. Anche se le risposte date possono non piacere, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. L'amministrazione Lai non si è sottratta al confronto: magari tutti i sindaci si comportassero in questo modo.
 
Spezziamo, poi, una lancia a favore di tutta l'informazione locale: se c'è un organismo che ha tenuto la barra dritta su questo tema è stato proprio il sistema informativo locale, dalle testate più grandi come l'Unione e la Nuova a quelle più piccole e indipendenti come Indip e Sardegna Oltre la Cronaca, passando per i quotidiani online del territorio. Nelle reciproche differenze editoriali e di approccio, abbiamo tutti dimostrato che è possibile fare un'informazione di qualità. Certo, i tempi del giornalismo non sono quelli sincopatici dei social, ma è così che deve essere. Il giornalismo è una cosa seria e le questioni complesse non possono essere certamente riassunte in un carossello o in un reel pieno di slogan. Quello è intrattenimento, l'informazione è altra cosa: richiede pazienza, anche da parte di chi legge. Perciò, intratteniamoci pure su Facebook e usiamo pure i social come strumenti di comunicazione, ma poi cerchiamo di capire la differenza abissale che passa tra un reel accattivante e un approfondimento scritto di 10.000 parole.