Thursday, 13 August 2026
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Pubblicato il 13 August 2026 alle 07:00
Olbia. L’estate in una destinazione ad alta caratura turistica come Olbia non perdona. Il flusso costante di visitatori, unito alla mobilità residente, congestiona le arterie cittadine, trasformando il traffico in un nodo critico per la qualità della vita. Eppure, la risposta ai problemi di viabilità, al desiderio di una vita sana e al godimento dell’incontaminato contesto naturalistico gallurese esiste già. Non risiede in nuove colate di cemento, ma in una diversa percezione dello spazio urbano. In una città pianeggiante, dal clima benevolo e già pioniera in Italia come "Città 30", la bicicletta rappresenta l'alternativa naturale all'automobile. La sfida perenne delle infrastrutture ciclabili in Italia riguarda l'organicità: spesso isolate o frammentate, le piste faticano a essere percepite come una vera rete di trasporto.
Il progetto della Ciclopolitana di Olbia, ideato da Claudio Mancini e promosso con l’APS hub.MAT, ribalta questo paradigma. Senza attendere lunghi cantieri, l'iniziativa organizza l'esistente e il programmato in sette linee urbane, due assi cicloturistiche, 120 chilometri complessivi e 82 fermate strategiche. Applicando la logica cognitiva di una metropolitana, con colori, tempi di percorrenza e fermate dove serve davvero, la bicicletta diventa finalmente un mezzo di trasporto efficiente, sostenibile e rispettoso dell'ambiente. Si tratta di un intervento a basso costo per l'amministrazione, ma dal valore inestimabile per la salute pubblica, la viabilità estiva e la vivibilità di Olbia; un'idea matura, portata al Comune come contributo civico, che attende solo di essere tradotta in realtà.
Abbiamo incontrato Claudio Mancini, ideatore del progetto Ciclopolitana e Roberta Calcina da tempo attiva in hub.MAT - Laboratorio per la mobilità, l'ambiente ed il territorio ad Olbia
Architetto Mancini, la Ciclopolitana non richiede cantieri ma un cambio di percezione: in che modo trasformare semplici tratti ciclabili in una "mappa metropolitana" modifica l'approccio psicologico dei cittadini verso la mobilità su due ruote?
"Nella vita faccio altro, sono insegnante di scuola pubblica, ma faccio attivismo e associazionismo da anni nel campo della mobilità sostenibile e ho accumulato una serie di competenze ed esperienze in merito, soprattutto grazie al lavoro che facciamo con l’APS Salvaiciclisti Roma e al costante dialogo con le Istituzioni capitoline. La Ciclopolitana è innanzitutto un sistema di identità visiva: si comunica in maniera chiara e intuitiva una rete ciclabile urbana, continua ed efficiente, che serve tutti i quadranti e gli attrattori urbani; ha varie funzioni: quella di mettere a sistema le piste ciclabili che esistono; quella di evidenziare le priorità dei prossimi interventi, andando a chiudere le linee là dove manca (e quindi dove serve); rimarca il diritto già esistente di una bici di andare su strada, e non solo su ciclabile; offre subito una panoramica dell’impianto urbano della città, dà un orientamento anche a chi si sposta a piedi, evidenzia i punti di interesse; comunica gli spostamenti in bici come competitivi, attraenti ed efficienti, evidenziandone i tempi di percorrenza a chi magari non se ne rende conto perché non l’ha mai fatto (ma davvero da qui a qui ci vuole così poco? e perché perdo tempo nel traffico o a cercare parcheggio?)".
Olbia vive un'evidente pressione viaria nei mesi estivi a causa dei flussi turistici: quali benefici immediati porterebbe l'attivazione della Ciclopolitana sia ai residenti sia ai visitatori che vogliono vivere il territorio in modo sano?
"La doppia vocazione della città, sia come tessuto urbano vissuto dai residenti tutto l’anno che meta turistica, si sposa in maniera armoniosa con la scelta di una mobilità leggera: alleggerisce i flussi di traffico nella mobilità quotidiana, e offre al contempo un’infrastruttura turistica a chi arriva alla scoperta della città e dell’isola - che per il cicloturismo è sempre più ambita. Ricorda che la bici è un mezzo di trasporto".
La città vanta già il primato di "Città 30" dal 2021, una condizione ideale per la promiscuità guidata tra auto e bici. Perché, a suo avviso, manca ancora il passaggio decisivo per ridurre l'80% degli spostamenti in auto?
"Come in molte città italiane, la logica di realizzazione di una rete ciclabile è subordinata allo status quo autocentrico: in altre parole, quando si fanno piste ciclabili si cerca di farle senza toccare il numero dei parcheggi o della larghezza delle carreggiate - ovvero senza dar fastidio al traffico automobilistico. Il problema è proprio questo: se non redistribuiamo gli spazi e cominciamo a fare ciclabili dove serve invece che dove si può, il rischio è che avremo spezzoni poco utilizzati e poco utilizzabili perché discontinui, o fatti in luoghi c’è poca necessità. È come se pretendessimo di mandare automobili su strade che si interrompono in aperta campagna, davanti a un fiume, e ricominciano un chilometro più in là: chi le userebbe?".
Roberta Calcina, come guida dell'APS hub.MAT e promotrice dell'iniziativa dal basso, quale ruolo strategico gioca la partecipazione della cittadinanza e dell'associazionismo nel trasformare questa rete su carta in una vera abitudine quotidiana per la comunità?
"Sono romano che per motivi familiari passa due mesi l’anno a Olbia, e ho pensato che da se la proposta fosse venuta da un'associazione del territorio anziché a nome mio avrebbe avuto più autorevolezza. Cercando qua e là mi sono imbattuto nei post di hub.MAT e ho avuto modo di conoscere le attività della ciclofficina Margherita Hack, oggi chiusa, e per me è stato un immediato riferimento per la mobilità sostenibile qui. Roberta aveva senz’altro maggiori competenze e conoscenza del contesto olbiese, e ha dato un contributo fondamentale a impostare il progetto, così abbiamo deciso di presentarlo insieme".
Nonostante le PEC inviate da hub.MAT, dal settembre 2025 il Comune non ha ancora dato riscontri ufficiali. Cosa serve oggi alla giunta per cogliere questa opportunità a costo quasi zero prima della prossima stagione?
"Siamo disponibili e saremmo felici di presentare il progetto e lavorare assieme alle Istituzioni. Un progetto in sola segnaletica è molto economico, e potrebbe ricoprire un ruolo strategico anche nella politica della mobilità sostenibile di chi amministrerà Olbia nei prossimi mandati: comunicare una rete ciclabile prima ancora del suo completamento, oltre che un’opera utile e spendibile da subito perché offre informazioni segnaletiche, è una dichiarazione di intenti, un programma politico. Ti sto dicendo in un colpo solo che la bici è un mezzo competitivo, che puoi usarla seguendo queste linee, che ci metterei questi tempi; ma anche e soprattutto che creata l’utenza creerò anche delle infrastrutture là dove mancano, in modo da non prestare il fianco alle solite critiche delle ciclabili che finiscono nel nulla o non sono usate".
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