Wednesday, 12 August 2026
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Pubblicato il 12 August 2026 alle 07:00
Olbia. A quanto pare basta allontanarsi pochi metri dai riflettori del centro storico, tirato a lucido che accoglie il flusso dei visitatori estivi, per toccare con mano la complessa realtà che vivono i residenti dei quartieri olbiesi. L’ondata dell’overtourism se da un lato anima l’economia della Gallura, dall’altro fa impennare la pressione sulle infrastrutture urbane. Tra mastelli dimenticati nei vicoli, una gestione del porta a porta in sofferenza e l'insorgere di micro-discariche a cielo aperto, il malcontento degli abitanti ha superato il livello di guardia, trasformando il disagio legato alla raccolta dei rifiuti in una vera e propria emergenza quotidiana.Per fare luce sulle reali criticità percepite nei quartieri, abbiamo raccolto la voce e lo sfogo accorato di una residente, esasperata da una situazione che mina l'igiene e la vivibilità della propria casa:"Qualcuno vuole iniziare a prendere provvedimenti, invece di occuparsi solamente del Jova Summer Party? La mia indignazione hoa raggiunto il culmine. In via Alessandro Volta ormai da settimane non riesco a salire a bordo della mia auto senza dover chiedere il permesso ai piccioni. La scena si ripete tutto l'anno, non si può dare la colpa solo ai turisti dell'estate. Ormai tutti i quartieri olbiesi, tranne poche vie, sembrano essere divenute delle discariche stanziali e cinghiali, topi in grandi numeri, ci sguazzano".
Foto via Alessandro Volta
Qual è la prima criticità con cui vi scontrate ogni giorno nei quartieri fuori dalla vetrina turistica?
"Paghiamo una TARI che vediamo incrementarsi anno dopo anno, a fronte di un servizio che precipita. Viviamo in uno stato di costante emergenza tra mastelli danneggiati che non vengono mai sostituiti e ritiri saltati. Per chi vive in appartamenti piccoli, senza un cortile o un poggiolo adeguato, non c'è possibilità di stoccare i rifiuti in sicurezza e in igiene in attesa del turno successivo. In estate la situazione diventa invivibile per il calore e gli odori. È un'offesa al decoro di chi abita qui e lavora qui dodici mesi all'anno, trattato come un cittadino di serie B a casa sua".
L'aumento vertiginoso degli affitti brevi e delle case vacanza sta incidendo sui quartieri residenziali?
"Ci chiediamo tutti come facciano le numerosissime e sempre più crescenti case vacanze in città con lo smaltimento dei rifiuti. I turisti spesso non sono a conoscenza degli orari del porta a porta o lasciano gli appartamenti prima del giorno stabilito per l'umido o la plastica. Pertanto dove vanno a conferire la differenziata quando non possono attendere il ritiro dedicato? È evidente che il sistema attuale non regge la pressione estiva. Perché non ripristinare quindi i vecchi cassonetti o installare isole ecologiche informatizzate dove conferire in libertà, evitando così che ogni angolo di strada diventi una discarica?".
Quali risposte avete ottenuto finora dalle istituzioni locali e dai comitati?
"Zero risposte, solo silenzio. Io personalmente mi sono rivolta ufficialmente al comitato di quartiere tramite e-mail per segnalare il degrado della nostra zona, ma non ho ricevuto alcun riscontro. Quando il disservizio smette di essere un'eccezione e diventa la quotidianità di ogni estate, non ci si può più girare dall'altra parte. Credo che sia arrivato il momento di indire un'assemblea pubblica straordinaria per mettere attorno allo stesso tavolo l'amministrazione comunale, i responsabili del servizio di raccolta e i comitati di quartiere. Servono interventi concreti, non solo belle parole di facciata".
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