Monday, 10 August 2026
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Pubblicato il 10 August 2026 alle 13:40
Olbia. Anche a San Pantaleo, sospesi i lavori edili e rumorosi fino al 20 agosto. Il Comune di Olbia integra l’ordinanza sindacale n. 45 del 13 luglio 2026 e dispone la sospensione dei lavori in tutti i cantieri di edilizia privata nella frazione di San Pantaleo fino al 20 agosto 2026.
Il provvedimento, firmato dal sindaco Settimo Nizzi, nasce dalla necessità di garantire, durante il periodo di maggiore afflusso turistico, la tranquillità, il riposo e la vivibilità della località, particolarmente frequentata nel mese di agosto.
Fino al 20 agosto sono pertanto sospesi i lavori nei cantieri di edilizia privata di San Pantaleo. Le aree di suolo pubblico eventualmente interessate da attività edilizie dovranno inoltre essere liberate da materiali di risulta e restituite all’uso pubblico in condizioni decorose.
Sono escluse dalla sospensione le attività di cura del verde e i cantieri relativi a opere pubbliche, considerato il loro carattere di pubblica utilità. Eventuali deroghe potranno essere concesse dal sindaco esclusivamente per esigenze reali e improcrastinabili, previa richiesta motivata.
La nuova ordinanza, la n. 54 del 10 agosto 2026, estende così anche a San Pantaleo le misure già previste per il centro storico abitato di Olbia e per Porto Rotondo, con l’obiettivo di tutelare la quiete di residenti e turisti nel periodo estivo.
«Abbiamo esteso anche a San Pantaleo le prescrizioni volte a tutelare la tranquillità dei nostri concittadini e delle persone che hanno scelto il nostro territorio come meta delle loro vacanze» così si esprime il sindaco Settimo Nizzi in merito ai provvedimenti che prevedono la sospensione dei lavori in tutti i cantieri di edilizia privata fino al 20 agosto nel centro storico di Olbia, nella frazione di Porto Rotondo e adesso anche a San Pantaleo.
Le ordinanze prevedono inoltre di lasciare libere da eventuali materiali di risulta le porzioni di suolo pubblico, come i marciapiedi, eventualmente occupate e di restituirle all’uso pubblico in uno stato decoroso. Per le violazioni è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa di settore.
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