Sunday, 09 August 2026
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Pubblicato il 09 August 2026 alle 09:00
Golfo Aranci. Con un brano dal forte impatto emotivo e dal messaggio profondo, la cantautrice e musicista Lisa Frassi si è aggiudicata il primo premio nella categoria Over dell’ultima edizione del concorso canoro “Voci nel Golfo”, tenutosi a Golfo Aranci come evoluzione del format "Andiamo a Sanremo". Il suo inedito, intitolato “La guerra è finita”, affonda le radici nei ricordi di famiglia e nei drammi del presente, offrendo uno sguardo poetico ma lucido sulla società contemporanea.
Abbiamo incontrato l'artista per farci raccontare la genesi di questa canzone e i suoi progetti futuri.
L’intervista
Lisa, partiamo dal titolo: “La guerra è finita”. Come nasce questo brano così potente?
«Le parole che pronunciamo sono importanti, così come le preghiere e le intenzioni che inviamo come energia all’universo: la mia prima speranza è davvero che le guerre possano finire e portarci nuovi insegnamenti per non ripetere gli stessi errori. Il brano suggerisce, attraverso immagini evocative, un parallelismo tra il concetto di libertà per un adolescente — come si esprime e cosa significa a quell'età — e la libertà vista con gli occhi di chi ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. È una storia vera: racconta di mio nonno, scappato da un campo di concentramento a piedi, nascosto nei camion della biancheria sporca. È la memoria che i miei nonni mi tramandavano quando andavo a pranzo da loro prima di rientrare a scuola.»
Avremo modo di ascoltarlo presto? Si tratta di un singolo isolato o farà parte di un progetto discografico?
«Il brano verrà arrangiato e inciso a breve. Inizialmente avrei quasi voluto tenerlo per un contesto ancora più grande, magari affidandolo alla voce di un interprete famoso e figurando solo come autrice, perché nella sua semplicità lo ritengo un brano bellissimo. Attualmente sono seguita dalla Solmigrante Music, una piccola etichetta di Bologna. A partire da settembre usciranno ogni tre settimane i singoli del mio precedente album — ripreso in mano dal producer Max Paparella per una nuova distribuzione — alternati ai brani del nuovo disco, tra cui rientrerà a pieno titolo anche “La guerra è finita”.»
Nel testo emerge un parallelismo continuo tra la geopolitica e l'interiorità. Si riferisce anche alle "guerre personali"?
«Assolutamente sì. Come cantava Michael Jackson, “se vuoi rendere il mondo un posto migliore, guarda dentro di te e fai un cambiamento”. Se ognuno di noi cercasse di migliorare ed evitare i conflitti all'interno della propria anima e della propria coscienza, probabilmente non ci sarebbero guerre nel mondo. Il brano prende spunto da vicende reali, ma la verità è che in "guerra" ci entriamo tutti dall'adolescenza in poi: l'infanzia la subiamo, ma è da grandi che possiamo imparare - e ne abbiamo tutto il diritto e la responsabilità! - a risolvere le nostre battaglie interiori.»
C'è un passaggio del brano legato a un'esperienza molto particolare che hai vissuto. Ce ne parli?
«Il ritornello si ispira all'esperienza del bunker che ho provato durante una simulazione a Peccioli, un borgo in Toscana. C'era un'installazione ipogea in cui era possibile sperimentare ciò che vivevano le persone durante i bombardamenti. La voce guida ci raccontò che spesso, per scacciare la paura e coprire i boati, le persone si mettevano a cantare; molte di loro vennero poi ritrovate senza vita ma con il sorriso sulle labbra. È un’esperienza forte, che lascia il segno, ma dimostra anche come di fronte a pericoli enormi l'essere umano riesca a tirare fuori una forza straordinaria.»
Pensi che l'arte e la musica abbiano ancora il potere di trasformare il mondo?
«Potrebbero essere risorse fondamentali, ma purtroppo oggi al grande pubblico vengono spesso proposti artisti banali, con parole vuote e violente che non hanno nulla a che vedere con la poesia e l'ispirazione autentica. Chi è cresciuto con la musica precedente agli anni 2000 ha avuto una fortuna immensa. Non ho grande fiducia nelle direzioni che la politica fa prendere alle masse, ma mi rimane la speranza che la bellezza torni a regnare: la bellezza d’animo, la cura delle parole e la magia di una musica che fa ancora sognare.»
Che cosa hai provato nel vincere questo premio?
«È stata una bellissima sorpresa. Sono stata davvero felice di aver partecipato a un concorso trasparente e non pilotato, e orgogliosa perché credo fermamente nel valore e nel messaggio di pace del mio pezzo. Ora il mio desiderio è portare questa musica dal vivo: spero di poter aprire il concerto di un grande artista e di esibirmi al pianoforte e alla chitarra per regalare emozioni al pubblico.»
Quali saranno i tuoi prossimi passi?
«Nelle mie nuove canzoni affronto temi attuali e complessi, come l'impatto dell'intelligenza artificiale, le contraddizioni della società moderna, il vivere in armonia con la natura e, ovviamente, l'amore. Vivendo qui in Sardegna, mi piacerebbe molto essere coinvolta in futuri eventi e manifestazioni culturali promosse dai Comuni locali: sento di avere ancora tanto da dare a questo territorio.»
Parole che mettono in luce l'autenticità di un'artista che non ha problemi a svelarsi nella sua verità al pubblico e che, per questo, risulta credibile e d'impatto come, del resto, lo è il suo inedito che ha vinto il premio: "La guerra è finita". Un modo di fare musica che va oltre il mero tentativo di diventare popolare, ma che veicola messaggi sociali importanti per riflettere sulle possibilità e sui doveri che abbiamo in qualità di esseri umani, verso noi stessi e il mondo che ci circonda. Un'artista capace di emozionare con il suo talento e la sua coerenza e un carattere e uno stile musicale che la rendono unica e destinata a fare grandi cose.
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