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Cala Finanza, Cristina Usai: "Prima aprono la porta, poi fanno finta di difendere il territorio"

"La sinistra non scarichi su Roma le responsabilità nate a Loiri".

Cala Finanza, Cristina Usai:
Cala Finanza, Cristina Usai:
Olbia.it

Pubblicato il 02 July 2026 alle 16:49

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Loiri Porto San Paolo. La polemica politica sul progetto di Cala Finanza si arricchisce di un nuovo capitolo. A intervenire è la consigliera regionale di Fratelli d'Italia Cristina Usai, che accusa il centrosinistra regionale e l'amministrazione comunale di Loiri Porto San Paolo di voler riscrivere la vicenda dopo le proteste dei cittadini e la revoca della delibera comunale che aveva modificato il quadro urbanistico dell'area.  "Cala Finanza: Prima aprono la porta, poi fanno finta di difendere il territorio" esordisce così l'esponente di Fratelli d'Italia in una nota diffusa alla stampa che di seguito pubblichiamo. 

"Il Campo Largo prova a riscrivere la realtà su Cala Finanza. Prima approvano atti politici che cambiano il quadro urbanistico, poi, quando i cittadini si ribellano e il caso esplode, si prova a scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale”. A dichiararlo la consigliera regionale di fratelli d’Italia Cristina Usai. "Il punto politico è chiarissimo: le delibere n. 50 e n. 58 del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, pur riguardando ambiti diversi, raccontano lo stesso orientamento amministrativo. La delibera n. 50 ha inciso direttamente sulla vicenda Cala Finanza, con il passaggio dell'area da zona H a zona F2 nell'ambito della procedura ZES. La delibera n. 58, successiva, riguarda un'altra area, ma conferma una linea politica: trasformare parti del territorio verso funzioni turistico-ricettive, anche con aumenti di volumetria” dichiara Usai. Il sindaco Lai oggi sostiene che con la delibera n. 50 il Comune avrebbe fermato il cemento, ma portare Cala Finanza da zona H a F2 non ha protetto l'area: ha cambiato il quadro.  Le dimissioni dell'assessore Biancu non sono un dettaglio laterale, ma un fatto politico che si aggiunge a una vicenda già carica di opacità.  La domanda nasce spontanea: come mai quando arriva un'operazione immobiliare riconducibile a capitali internazionali, si aprono riclassificazioni, corsie accelerate e interpretazioni favorevoli. Perchè? È una domanda legittima, alla quale la maggioranza ha il dovere di rispondere.

“E’ lecito pensare che l'attuale maggioranza del Comune e chi, in Regione, oggi prova a scaricare tutto sul Governo nazionale non fossero consapevoli delle conseguenze politiche della delibera n. 50?.  Cala Finanza è una ferita politica prima ancora che amministrativa. Un'area di enorme pregio ambientale e paesaggistico, davanti a Tavolara, è diventata terreno di scontro perché qualcuno ha pensato di poter giocare con procedure, varianti e scorciatoie, immaginando forse che nessuno se ne sarebbe accorto. Ma il caso è venuto alla luce, e oggi chi ha avuto un ruolo in questa vicenda non può presentarsi come difensore del territorio soltanto perché l'operazione non è andata come sperava” continua Usai.  “La presidente Todde e la sua maggioranza la smettano di recitare la parte delle vittime e spieghino ai sardi quali atti sono stati compiuti, da chi, con quali valutazioni e con quali responsabilità politiche.   La Sardegna si difende con trasparenza, coerenza e responsabilità. Non con la propaganda” conclude Usai.