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Porto turistico a Olbia: l'Autorità portuale va avanti senza il Comune

Nessun rappresentante olbiese nel Comitato Portuale

Porto turistico a Olbia: l'Autorità portuale va avanti senza il Comune
Porto turistico a Olbia: l'Autorità portuale va avanti senza il Comune
Angela Galiberti

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Un porto turistico nel centro della città, davanti al Municipio: il porto vecchio, con i suoi spazi, trasformato in una marina in piena regola dove potrebbero ormeggiare yacht e maxi yacht. Sogno o realtà? Diciamo una prospettiva, perché al momento non ci sono progetti: questi verranno dopo, quando l'Autorità Portuale Mare di Sardegna, coordinata dal presidente Massimo Deiana, completerà il percorso.

Questa è una storia di programmazione, di un'idea di sviluppo, ma anche di miopia politica: sì, perché nel Comitato Portuale manca il rappresentante del Comune di Olbia che dà voce a tutto il Nord Sardegna. Il sindaco Settimo Nizzi, negli anni scorsi, ha imbastito una guerra di carte bollate e ricorsi perché la legge non gli consente di far parte del Comitato. Dovrebbe nominare un suo delegato - con competenze in materia, ma ciò non è mai stato fatto. Il risultato? Nessun rappresentante del Comune di Olbia è dentro l'organo decisionale dell'Autorità portuale e dunque ecco che la programmazione nel cuore della città avviene senza gli olbiesi possano dire la loro.

Fortunatamente, la programmazione dell'Adsp Mare di Sardegna non è così "matrigna" nei confronti di Olbia (ma anche di Golfo Aranci). L'Autorità ha adottato un provvedimento che, semplificando, rappresenta una sorta di "variante" per il porto vecchio di Olbia che da "commerciale" passa a "turistico". Questo consentirà, in un futuro non troppo lontano, la presentazione di domande di concessione e di relativi progetti (che oggi non ci sono - almeno non ufficialmente) per il porto turistico nel cuore cittadino. Tale "variante d'uso" - ci si consenta tale semplificazione - è stata inoltrata al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che dovrà dare una risposta entro 45 giorni. 

L'ente guidato da Massimo Deiana ha inoltre approvato il POT: Piano Operativo Triennale che disegna e riordina il futuro dei porti della Sardegna. 

Per Olbia ci sono molte novità interessanti, anche perché il tutto è stato studiato nei minimi dettagli anche dal punto di vista ambientale grazie a un protocollo d'intesa con l'Ispra che ha fatto una serie di lunghe analisi scientifiche sul Golfo interno di Olbia.

L'Autorità portuale vede nel golfo di Olbia una spiccata vocazione alla nautica in tutte le sue forme: dalla cantieristica alla diportistica, passando per la difesa del golfo e delle sue peculiarità (ecco perché è importante il coinvolgimento dell'Ispra). 

Si sta studiando un ingresso "doppio" per consentire una migliore circolazione in ingresso e uscita, si pensa allo sviluppo della cantieristica, il completamento del molo Cocciani, si studia tutta la nuova viabilità a servizio del porto che verrà roluzionata con l'abbattimento delle sopraelevate previsto dal Puc; nel Pot si parla di tutta la linea di costa e delle concessioni (da razionalizzare) nelle anse Sud e Nord; non manca il porto turistico al Molo Brin e il polo cantieristico nell'area ex Palmera.

Il tutto, però, senza che un rappresentante del Comune sieda nell'organismo decisionale dell'ente portuale.