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Olbia: torna la Fiera del Dolce

Olbia: torna la Fiera del Dolce
Olbia: torna la Fiera del Dolce
Olbia.it

Pubblicato il 16 marzo 2017 alle 13:51

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Olbia, 16 Marzo 2017 - Una novità che ha il dolce sapore della tradizione: torna, a Olbia, la Fiera del Dolce targata Labint. A darne notizia è Tonino Cau, storico fondatore dell'associazione olbiese che tanto ha fatto per l'integrazione degli stranieri in città. "Dopo 10 anni, il Labint torna in alcune piazze delle chiese e degli esercizi commerciali olbiesi per unaFiera del Dolce, invitando i cittadini a darci una mano per portare avanti i nostri progetti sull’integrazione", scrive Tonino Cau.

L’associazione lavora da 21 anni in 2 direzioni: l’alfabetizzazione degli immigrati attraverso una scuola dilingua italiana, bene primario indispensabile per cominciare il cammino di una difficile ma possibileintegrazione.In secondo luogo, lavora per la realizzazione di progetti in funzione di un dialogo costruttivo con i concittadini.

"Queste 2 realtà hanno aiutato le 2 comunità a rispettarsi e adialogare con profitto. Le difficoltà, certo, non sono poche, e l’attuale crisi economica e di valori (razzismi,disprezzo, rifiuto, egoismi, violenze, ecc.) non aiuta il dialogo - continua Tonino Cau -. La crisi, infatti, rende instabili le certezzeacquisite, genera paura per l’avvenire, aumenta la precarietà del lavoro e, quindi, della famiglia.Il Labint, tuttavia, sin dal lontano 1996 ha trovato un ambiente predisposto all’integrazione perché lanostra città ha prosperato grazie al costante afflusso migratorio interno (basti pensare, fra le tante, alle comunità dei buddusoini, dei bittesi e dei galluresi), accettato e amalgamatosi nel tessuto cittadinopreesistente. Oggi il Labint si appella a questa capacità non solo di tolleranza, ma anche di bella accoglienza del nostropopolo nei confronti dei fratelli immigrati in un momento in cui gruppi organizzati a livello nazionalepresenti anche nel nostro territorio invocano le ruspe e i calci in c. con gli ultimi della terra".

Tonino Cau scrive col cuore in mano, appellandosi alla proverbiale apertura degli olbiesi: "Chi arriva daiconfini vicini o lontani della terra sopraffatti dalle guerre, dai terrorismi, dalle persecuzioni politiche e religiose, devastati dalla fame endemica,da malattie e da analfabetismo, queste persone –dice papaFrancesco-, sono nostri fratelli e sorelle che attendono che noi porgiamo loro una mano di salvezza.Care amiche, cari amici, dalla nostra esperienza quotidiana sappiamo che le divisioni, i contrasti, ipregiudizi, le violenze uccidono l’unità della famiglia; il dialogo, invece, nonostante le difficoltà, è l’UNICASPERANZA per salvarla, e costituisce la vera ricchezza della famiglia.La stessa cosa succede con gli immigrati: le nostre reciproche diversità sono una grande ricchezza e ildialogo e l’unica speranza per iniziare insieme un cammino di inclusione. Lo sperimentiamo con i nostri figliche a scuola, nello sport, ecc. convivono gomito a gomito con i bambini e i ragazzi immigrati. Giocanoinsieme, si bisticciano e fanno pace, si chiamano per nome e non “quel negretto”, concorrono insieme peressere anche i più bravi della classe, vanno insieme alle gite egiocano nella stessa squadra di calcio e dipallavolo".

Tonino Cau rammenta che l'integrazione, che è un processo complesso per tutte le parti in causa, è facilitata se bambini e ragazzi vengono sostenuti dall'esempio positivo dei genitori e dei parenti. "Sappiamo che questo esempio, purtroppo, non sempre è tenuto nel debito conto danoi adulti nei confronti dei nostri ragazzi. Noi vi invitiamo caldamente ad abbandonare il pregiudizio e lapaura generatori di violenza, a prendere per sempre la difficile ma benefica via del dialogo. Lavoriamo insieme per la nostra città che, nonostante i tanti e gravi problemi, ha conservato sino ad oggi unatteggiamento di tolleranza, di rispetto, di aiuto nei confronti dei nostri immigrati, la cui integrazione saràla ricchezza più preziosa del nostro secolo, a tutti i livelli, economico compreso", conclude il fondatore del Labint.

Per contribuire a sostenere il Labint e le sue attività, è sufficiente comprare i dolci preparati per la fiera che si svolgerà questa domenica, 19 Marzo, dalle 09:00 alle 13:00 nelle seguenti postazioni:

  • Chiesa di San Paolo (centro storico);
  • Basilica di San Simplicio (via Fausto Noce);
  • Chiesa della Sacra famiglia (via Roma);
  • Centro Commerciale Terranova (zona Basa).

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