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Olbia, niente 118 durante le feste: “turni scoperti per Natale e Capodanno”

Alla base sempre la carenza di personale

Olbia, niente 118 durante le feste: “turni scoperti per Natale e Capodanno”
Olbia, niente 118 durante le feste: “turni scoperti per Natale e Capodanno”
Camilla Pisani

Pubblicato il 20 December 2022 alle 06:00

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Olbia. Una situazione emergenziale gravissima, come denunciato dal consigliere regionale di minoranza Giuseppe Meloni: durante le festività il servizio del 118 non sarà infatti disponibile per carenza di personale medico. Un problema ormai cronico, che coinvolge tutti gli aspetti del sistema sanitario gallurese, come più volte segnalato da utenti, sindacati ed esponenti politici: “ho potuto visionare personalmente i turni previsti per i prossimi giorni e constatare che il servizio non sarà tenuto in piedi, perché ci saranno tre medici su sei, quindi è impossibile che si possano coprire tutti i turni. Molti di questi rimarranno sguarniti, a meno che non si stia intervenendo in queste ore a trovare una soluzione, che però non ho idea di quale possa essere, visto che il problema non è certo sorto oggi. Lo scenario che si prospetta per le feste è drammatico, visto che chiamando il 118 non si potrà contare sull’invio di ambulanze medicalizzate, dovendo ripiegare o sull’elisoccorso o direttamente sul Pronto Soccorso” spiega Meloni.

Un quadro potenzialmente esplosivo, visto che per Capodanno è previsto un afflusso di gente altissimo, grazie agli eventi organizzati: “sicuramente le singole organizzazioni avranno pensato a pagare medici che stiano a bordo palco, ma bisogna tener conto che non ci saranno persone solo ai concerti, ma anche in giro per la città, e sappiamo bene che un aumento del numero delle persone determina necessariamente un aumento nel fabbisogno sanitario emergenziale. Tutto questo, alla luce della recentissima presentazione dell’atto aziendale, risulta ancora più grave perché rivela la poca aderenza alle esigenze del territorio. La domanda che pongo è, visto che i livelli essenziali di assistenza devono essere raggiunti in maniera omogenea, nella distribuzione dei medici c’è questa omogeneità? Perché a me sembra che in alcuni territori ci siano medici in quantità non abbondante ma sufficiente ed in altri invece si rimane sguarniti totalmente. Chiedo, è possibile riequilibrare? Credo non sarebbe impossibile, se ogni territorio fa qualche sacrificio in modo che la Regione possa contare su un numero equo di risorse” conclude Meloni.

D’accordo anche il sindacato Fsi-Usae, che commenta: “ci troviamo perfettamente in sintonia con il consigliere Meloni. Per quanto riguarda l'atto aziendale è evidente che chi lo ha scritto è fuori dalla realtà, e non si rende conto che siamo fuori da ogni standard di assistenza, siamo arrivati ormai ad un punto in cui non c’è un servizio che funziona. Si tratta di un documento che sulla carta delinea una prospettiva anche molto bella, ma del tutto scollata da quelli che sono i problemi seri ed urgenti che il territorio ha fretta di risolvere” queste le parole del segretario territoriale Vito Langiu.