Friday, 09 January 2026

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Olbia, Nadia Mazzei e le sue cartoline contro l’assedio: l'intervista

"Bloody Money 4 Money 4 Food": dove ogni opera diventa un gesto concreto di supporto per Gaza

Olbia, Nadia Mazzei e le sue cartoline contro l’assedio: l'intervista
Olbia, Nadia Mazzei e le sue cartoline contro l’assedio: l'intervista
Laura Scarpellini

Pubblicato il 08 January 2026 alle 10:00

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Olbia. Di recente si sta parlando molto di questo nuovo fermento artistico che sta animando il cuore di Olbia. Ne è la testimonianza le Ex Casermette di via Mameli, Olbia che diventa in questi giorni un nodo sensibile di una rete che unisce arte, partecipazione e solidarietà.

Qui approda “Bloody Money for Money for Food – Cartoline da Gaza per Gaza”, progetto itinerante che dopo Sassari, Alghero, Nuoro e Cagliari continua il suo viaggio nei principali centri dell’isola, trasformando lo spazio espositivo in un dispositivo etico oltre che estetico.

Non una semplice mostra, ma una installazione collettiva e partecipativa, dove le opere non chiedono di essere soltanto guardate: chiedono di essere toccate, prese, portate via, in cambio di un atto concreto. Le pareti si popolano di cartoline fotografiche — immagini di Gaza fornite agli artisti — su cui ognuno è intervenuto esclusivamente con il colore rosso, segno di ferita, di sangue, ma anche di urgenza. Ogni cartolina è sospesa a una molletta: fragile, provvisoria, come le vite a cui fa riferimento.

Foto @nadiamazzei esposizione Alghero, Galleria Bonaire

Il pubblico completa l’opera. Chi visita può staccare una cartolina e sostituirla con una banconota, scegliendo liberamente l’importo della donazione. In questo gesto semplice si condensa il senso profondo del progetto: l’arte diventa moneta simbolica, la moneta si trasforma in cibo, medicine, aiuti reali per la popolazione palestinese sotto assedio. Il ricavato viene devoluto tramite Ponti non Muri a Pali Hope, associazione no profit italiana formata da un team gazawi attivo direttamente nella Striscia di Gaza. A sostenere l’iniziativa, una rete di realtà impegnate: dal Gruppo Emergency Sassari all’Associazione Giovani Palestinesi Sardegna, dall’Assemblea studentesca per la Palestina all’Association Pali Hope Odv-ets. Olbia, per qualche giorno, non è periferia ma centro pulsante di una geografia della coscienza.

 Questa iniziativa quando è nata aveva lo scopo di fungere da esempio, affinché chiunque potesse copiarla e metterla in opera con chi e dove volesse, fermo restando che le finalità fossero sempre gli aiuti umanitari ai Gazawi, tramite Pali Hope, e che seguisse la medesima linea, soprattutto morale. Quindi Bloody Money 4 Money 4 Food (che prende il nome dall'edizione che si basava sul supporto della banconota da 1dollaro) è un logo che appartiene a chiunque decida di seguire quelle linee e sotto quel nome. La prima che venne organizzata nel maggio del 2023 (MANISENZADITtA) era un format diverso, ma aveva le stesse finalità. Anche se in quel caso le donazioni andavano direttamente, tramite internet, all'UNRWA, ma era una situazione decisamente diversa da quella attuale.

Foto: @NadiaMazzei

Tra gli artisti presenti c’è Nadia Mazzei, che da tempo lavora sui confini tra immagine, memoria e responsabilità civile. Le sue cartoline, come piccole icone laiche, non cercano l’estetica del dolore, ma lo interrogano. In merito al suo coinvolgimento insieme ad una lunga lista di artisti nell'evento pro Gaza,Nadia Mazzei così ci accoglie al nostro incontro:" Io credo che l'artista abbia un ruolo fondamentale come veicolo di importanti valori nella società. in particolare  l'artista visivo che grazie al potere delle immagini può arrivare a tutti.L'arte è una potente voce in una società che sceglie il silenzio e la polvere sotto il tappeto. essere artista è anche mettere a disposizione il proprio "dono" di illustrare, al servizio delle iniziative per l'umanità facendo rete e sensibilizzando su certi argomenti. Arte come bene condiviso e catalizzatore di eventi come questo. personalmente ho sempre messo a disposizione la mia professionalità come tutti gli artisti che partecipano a questa iniziativa per il "bene" comune, contro i soprusi e le ingiustizie e per un "aiuto" che è necessario, indispensabile. Sono stata coinvolta dall'artista Danilo Sini che insieme a un gruppo molto ben organizzato da anni segue la causa palestinese con aiuti "diretti", attraverso le onlus presenti in locandina".

Nadia, che cosa significa per lei partecipare a “Cartoline da Gaza per Gaza”?
"Significa gridare, anziché accettare che l'arte non sia neutra, perche l’arte non può restare neutra. In questo progetto l’immagine non è decorazione, è testimonianza. Intervenire su una fotografia di Gaza solo con il rosso è come apporre una ferita visibile: non puoi più ignorarla, ti guarda".

Le cartoline sono pensate per essere prese, portate via. Come vive questo aspetto?
"È la parte più potente. L’opera non è sacra, non è intoccabile. Deve circolare, deve muoversi come si muovono le persone, come dovrebbero potersi muovere i diritti. Se qualcuno la spedisce, la cartolina continua il suo viaggio: da Olbia a un’altra città, da una mano a un’altra coscienza".

Che ruolo può avere oggi l’arte visiva davanti a una tragedia come quella palestinese?
"Può fare una cosa fondamentale: rompere l’abitudine. Siamo sommersi di immagini di guerra, ma poche riescono a toccarci davvero. L’arte può rallentare lo sguardo, obbligarti a fermarti. E in quello spazio, forse, può nascere una scelta".

Alle Ex Casermette, le pareti si svuotano man mano che le cartoline vengono sostituite da banconote: un’installazione che muta, si trasforma, misura in tempo reale il grado di coinvolgimento di chi entra. È una contabilità poetica e politica, dove il vuoto lasciato dall’opera diventa pieno di significato.

In un tempo in cui la parola “solidarietà” rischia di consumarsi, Olbia risponde con un gesto concreto: trasformare l’arte in pane, l’immagine in aiuto, la bellezza in resistenza. E grazie a voci come quella di Nadia Mazzei, questo progetto dimostra che l’arte visiva, quando prende posizione, può ancora essere uno strumento potente per immaginare, e costruire, un mondo più giusto.

 Inaugurazione della mostra oggi, 8 gennaio, alle ore 17.00