Friday, 09 January 2026
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Pubblicato il 09 January 2026 alle 07:00
Olbia. Esiste un filo invisibile che collega la terra antica della Gallura alle profondità inesplorate del cosmo. A tendere questo filo, con il rigore della scienziata e la visione della sognatrice, è Marilisa Pischedda. In un settore, quello dell’astrofisica spaziale, storicamente dominato da figure maschili, Pischedda non si è limitata a "imporsi": ha ridefinito le coordinate del possibile, diventando una delle studiose più affermate e autorevoli del comparto.
l profondo legame con le sue radici è stato recentemente celebrato a dicembre 2025, quando il Comune di Buddusò le ha conferito un premio ufficiale come riconoscimento per i suoi meriti scientifici e per il suo ruolo di eccellenza nel campo dell'astrofisica e dell'aerospazio a livello internazionale.
"Dapprima in ambito universitario, poi in quello lavorativo, la mia carriera è sempre stata caratterizzata da un contesto a forte predominanza maschile. Questo ha significato, in alcuni momenti, trovarmi in una posizione di svantaggio, mentre in altri in una posizione di apparente vantaggio.
Nel secondo caso, questa condizione può fungere da catalizzatore di attenzione; nel primo, invece, è necessario “sgomitare”, dimostrare prima ancora di parlare di essere lì per le proprie capacità e competenze e di essersi meritata quel posto. Sono dinamiche che spesso non riguardano allo stesso modo i colleghi uomini. Posso dire che, in entrambi i casi, non si tratta mai di una situazione scontata né facile".
"Sono una persona che ha fatto della propria passione il proprio lavoro e, per questo motivo, non è sempre semplice né immediato separare la dimensione professionale — spesso anche pubblica — da quella più intima e personale. Accade spesso, infatti, che anche nei momenti privati l’attenzione resti rivolta alla ricerca di novità e di informazioni in ambito aerospaziale.
Parallelamente porto avanti una famiglia con due figli e sono quotidianamente impegnata nel conciliare le esigenze domestiche e scolastiche con quelle lavorative. Un equilibrio che comporta fragilità, ma anche entusiasmo: quello di guidare una famiglia che cerca di fondarsi su valori alti, almeno per ciò che proviamo a trasmettere ai nostri figli. Per certi versi siamo un po' una “famiglia spaziale”, perché mio marito è un vero compagno di viaggio in questa passione, che condividiamo e che spesso cerchiamo di trasmettere anche ai nostri figli".
Va però ricordato che la nostra azione divulgativa — la missione di avvicinamento allo spazio che ho fondato e continuo a guidare — non si limita al territorio di Olbia, ma si estende all’intera Sardegna e, in realtà, a tutta l’Italia. Grazie a un’azione sinergica portata avanti con i nostri supporter scientifici, riusciamo infatti a raggiungere numerosi contesti e territori su scala nazionale".
In secondo luogo, la passione per le materie STEM, unita alla determinazione maturata in un contesto sociale caratterizzato da una forte predominanza maschile in ambito scientifico, è stata una motivazione decisiva nel mio percorso: il desiderio di diventare ingegnere è nato in un primo momento anche come forma di rivalsa personale e sociale. Infine, la passione per lo spazio ha naturalmente indirizzato questa scelta verso l’ingegneria aerospaziale".
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