Friday, 09 January 2026
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Pubblicato il 09 January 2026 alle 07:00
Olbia. Il nostro viaggio tra i cantieri del PNRR, iniziato a dicembre, continua: dopo aver esaminato alcune criticità (qui il primo articolo), parliamo delle note positive - perché ci sono. Magari non fanno notizia come certe opere "mastodontiche" strombazzate in lungo e in largo, ma esistono.
Stiamo parlando di due nuovi asili che presto saranno a disposizione della comunità olbiese. I due cantieri sono decisamente a buon punto: il primo, l'asilo di via Catanzaro, a giudicare dallo status del cantiere risulta in dirittura d'arrivo; il secondo, la struttura di Tannaule, è decisamente finito.
Partiamo dal primo, cioè la struttura di via Catanzaro: il progetto è finanziato con i fondi del PNRR e la gara si è svolta nel 2023. Hanno partecipato Una RTI composta da Campesi Impianti, A1 Engineering e Mythos Consorzio Stabile, più due aziende singole: la Pegaso Costruzioni e la AT & T Srl. La gara, del valore di circa un milione e mezzo di euro, è stata vinta dalla RTI.
Il fine lavori era previsto per novembre 2025, ma bisogna constatare che allo stato attuale la struttura è quasi del tutto completata. Da quello che si può osservare dall'esterno, vi è un ampia zona (speriamo un po' verde) adeguatamente recintata in cui i bambini potranno uscire, mentre a giudicare dall'ampia vetratura sembra un edificio abbastanza luminoso. Via Catanzaro si trova in zona Bandinu e non è lontano dal complesso stolastico di via Vicenza.
Passiamo alla struttura di Tannaule: anche in questo caso, la gara d'appalto - per un valore di poco meno di un milione e mezzo di euro - si è svolta nel 2023. Hanno partecipato tre aziende: AT&T Srl, Pegaso Costruzioni e Campesi Impianti. La gara è stata vinta dalla prima azienda. La struttura, a oggi, è fondamentalmente completata: si trova in via dell'Acqua Marina ed è stata costruita su un terreno comunale che si trova in una posizione decisamente rialzata rispetto al rio Seligheddu. Il quartiere di Tannaule è stato pesantemente colpito dall'alluvione del 2013, ma il lotto specifico in cui è stato tirato su l'asilo non ha preso un goccio d'acqua. Lo stesso non si può dire delle villette a schiera che si trovano accanto e più in basso. Altro particolare degno di nota: l'asilo è stato dotato di un parcheggio esattamente di fronte al suo ingresso.
Anche in questo caso si nota l'ampia zona esterna nella quale i bambini potranno giocare in tutta sicurezza (sperando che, anche in questo caso, si provveda a dotare il cortile di un po' di alberi, oltre alle attrezzature a norma di legge e al prato già presente).
In conclusione, non tutti i cantieri del PNRR sono andati a rilento. In questa buona notizia, però, vi è una pecca da sottolineare. Le due strutture di via Catanzaro e via dell'Acqua Marina non si aggiungono al sistema già esistente, ma andranno a sostituire altre due strutture, una delle quali costruita in zona a massimo rischio idraulico (l'asilo di via Lupacciolu). Rispetto ai vecchi edifici, quelli nuovi hanno dei posti in più: 29 in più sia a Tannaule e che in via Catanzaro. Bene, ma non abbastanza. Le famiglie olbiesi hanno una grande "fame" di strutture pubbliche e servizi per l'infanzia (e non solo), ma ancora una volta la politica si muove a tentoni. Gli asili e le scuole forse portano meno voti e visibilità di altre opere (che costano 10 o 20 volte di più), ma hanno un impatto decisamente maggiore sulla vita delle persone.
Le strutture dismesse potranno essere ancora utilizzate in un futuro? Speriamo di sì, nel frattempo con il PNRR avremmo potuto fare qualcosina in più vista la composizione anagrafica dei residenti. Secondo l'Istat, gli olbiesi di età compresa tra gli 0 e i 19 anni sono 10.613: un sesto della popolazione cittadina è in età scolare. I bambini e le bambine da 0 a 5 anni sono oltre 2.304, mentre fino ai 2 anni sono 1.026. Secondo Openpolis (studio del 2024 su dati Istat del 2022), i posti in asili nido e servizi di prima infanzia a Olbia sono 31,8 ogni 100 bambini. La media sarda è di 35. A Cagliari si arrica a 42,1, Quartu ne offre 44,5 e Sassari 66,5. A Nuoro si arriva a 82 posti. Olbia, tra le grandi città, è quella con i numeri peggiori. I dati, come specificato, si riferiscono al 2022: con l'aggiunta dei nuovi posti, i dati dovrebbero migliorare, ma la nota dolente non cambia. Una città che si vanta di essere una locomotiva, non può pensare solo ai turisti. Le istituzioni dovrebbero fare di più, possono fare di più.
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