Friday, 09 January 2026
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Pubblicato il 08 January 2026 alle 17:37
Olbia. A Olbia torna uno degli appuntamenti più sentiti dell’inizio dell’anno: la festa di Sant’Antonio Abate, rito antico che intreccia fede, tradizione popolare e vita di comunità, soprattutto nel quartiere di Isticcadeddu, da sempre cuore pulsante dei festeggiamenti.
La grande festa in onore del Santo è cresciuta anno dopo anno fino a coinvolgere l’intera città, riportando al centro una tradizione dal forte valore simbolico: i fuochi di Sant’Antonio. Un rito che per lungo tempo sembrava appartenere esclusivamente alle tradizioni votive delle zone interne della Sardegna e che oggi, grazie a un percorso paziente e condiviso, è tornato a essere patrimonio anche della città.
Alla base di questo cammino c’è un lavoro costante di valorizzazione e promozione, portato avanti con dedizione dal parroco don Theron Casula, in stretta collaborazione con il Comitato per i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate e con il contributo fondamentale dei volontari.
Come sottolinea il parroco, la festa rappresenta "un’occasione preziosa per rinsaldare il legame tra fede, memoria e comunità, riscoprendo una devozione che appartiene alla storia di Olbia e che oggi torna a vivere grazie alla partecipazione delle famiglie e dei giovani".
La festa di Sant’Antonio Abate è stata istituita in città nel gennaio 2011 su iniziativa della Comunità parrocchiale di San Michele Arcangelo, in collaborazione con il Comitato di Quartiere di Isticcadeddu, con l’obiettivo di rigenerare una devozione storicamente presente a Olbia ma progressivamente smarrita. Nel centro cittadino, infatti, sul corso all’altezza del Municipio, sorgeva un’antica chiesa medievale dedicata a Sant’Antonio Abate, scomparsa nel corso dell’Ottocento, con la conseguente perdita della memoria del culto del Santo. Dal 2017, i devoti hanno un nuovo luogo di preghiera nella chiesa di San Michele Arcangelo, dove alla figura del Santo è dedicata la maggiore delle cappelle laterali.
Il Comitato organizzatore, nato nel 2011 e composto oggi da circa 40 soci, è guidato dal presidente Fabrizio Tola, affiancato dal vicepresidente Daniele Derosas. La figura del Priore, rinnovata annualmente per richiamare il legame con i centri dell’isola da cui proviene una parte significativa della popolazione olbiese, quest’anno è affidata a Piero Ruiu, che subentra al priore uscente Roberto Santoni. Un richiamo simbolico a quelle comunità della Sardegna in cui la devozione per “Sant’Antoni de su fogu” è ancora oggi fortemente sentita e partecipata.
Dal punto di vista religioso, la comunità si prepara alla festa con la solenne Novena, iniziata l’8 gennaio e in programma fino al 16 gennaio, vigilia della celebrazione liturgica del Santo. L’avvio ufficiale dei festeggiamenti è fissato per venerdì 9 gennaio, con il raduno delle bandiere votive, la benedizione delle medaglie e il rito di investitura del nuovo Priore, attraverso il passaggio della bandiera patronale.
Il programma si arricchisce anche di appuntamenti sportivi e culturali. Sabato 10 gennaio spazio all’8° Torneo di calcetto Sant’Antonio Abate, mentre sabato 17 gennaio, dopo la Messa del vespro alle 18.30, si terrà la seconda edizione della rassegna corale “Cantos pro Sant’Antoni ’e su fogu”, curata dal maestro Peppino Orrù. Alla serata parteciperanno il Coro di Loiri, l’Olbia Folk Ensemble e il coro Sos Astores di Golfo Aranci, con la cantante Anna Maria Puggioni come ospite d’onore e madrina dell’evento.
Il momento centrale dei festeggiamenti sarà domenica 18 gennaio. Al mattino, nella chiesa di San Michele Arcangelo, si terrà la Santa Messa solenne in onore del Santo, animata dal coro Sos Astores di Golfo Aranci, con la tradizionale benedizione e distribuzione del pane ai fedeli. A seguire, nel sagrato della chiesa, in collaborazione con Coldiretti Nord Sardegna e Gallura, si svolgerà il rito di benedizione degli animali domestici e da lavoro e dei lavoratori della campagna, di cui Sant’Antonio Abate è protettore.
Un ruolo particolarmente significativo è quello del Santo anche a livello diocesano: Sant’Antonio Abate è infatti, insieme a San Simplicio, Patrono della Diocesi di Tempio-Ampurias, nata dall’unione delle diocesi di Tempio e Ampurias nel 1986.
Nel pomeriggio, alle ore 16, dall’area sportiva di Isticcadeddu partirà la processione con il Santo trasportato sul tradizionale carro a buoi, accompagnata dal Gruppo Folk di Olbia. L’arrivo al sagrato della chiesa segnerà uno dei momenti più attesi: la benedizione e l’accensione del grande falò di Sant’Antonio Abate, simbolo di purificazione, luce e rinnovamento.
Dopo il fuoco, spazio alla convivialità con la tradizionale bicchierata, i dolci tipici e il panino alla “pulpuzza”, quindi la musica in piazza con il concerto della “Festivalbar Band”, che chiuderà i festeggiamenti in un clima di festa e condivisione.
Il fogarone è pronto, la comunità anche. A Olbia, Sant’Antonio Abate non è solo una festa: è un rito religioso collettivo che ogni anno torna ad accendere l’anima della città.
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