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Olbia, cani vaganti uccidono una quindicina di pecore: allevatori esasperati

La scoperta all'alba di queta mattina

Olbia, cani vaganti uccidono una quindicina di pecore: allevatori esasperati
Olbia, cani vaganti uccidono una quindicina di pecore: allevatori esasperati
Patrizia Anziani

Pubblicato il 04 June 2026 alle 10:30

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Olbia. Una quindicina di pecore morte, altre ferite e un intero gregge sotto shock. È il bilancio dell'ennesimo attacco attribuito a cani vaganti avvenuto nelle campagne olbiesi, questa volta in un'azienda agricola situata nella zona della vecchia palude di Sa Paulazza, a poca distanza dal castello di Pedres. La scoperta è stata fatta nelle prime ore del mattino. Sul posto gli allevatori si sono trovati davanti a una drammatica scena che, purtroppo, conoscono bene. Nonostante le recinzioni realizzate di recente e gli interventi di miglioramento aziendale finanziati attraverso il Programma di sviluppo rurale, i cani sono riusciti a raggiungere il gregge. Secondo la ricostruzione dell'accaduto, due cani, un meticcio bianco e uno nero, avrebbero accerchiato una parte delle pecore presenti in un erbaio recintato. Nel tentativo di sfuggire alla minaccia, gli animali si sarebbero ammassati in un angolo della recinzione. Molte pecore sarebbero morte soffocate e schiacciate dalla pressione del gregge in fuga, mentre altre presentavano segni di morsicature. 

Purtroppo per gli operatori del comparto non si tratta di un episodio isolato. "Nelle campagne che circondano Olbia il fenomeno dei cani abbandonati o inselvatichiti continua a manifestarsi con una frequenza che preoccupa tutti gli allevatori. Gli animali cambiano di volta in volta, ma il risultato resta sempre lo stesso: greggi decimate e aziende costrette a fare i conti con danni spesso difficili da quantificare" così commenta l'ennesima drammatica strage di pecore un allevatore dell''agro olbiese preoccupato per le sue greggi. "Le conseguenze, infatti, vanno ben oltre la perdita immediata dei capi. In questo periodo dell'anno lo stress provocato dagli attacchi può compromettere la produzione di latte e il benessere dell'intero gregge. Le pecore sopravvissute rimangono per giorni in uno stato di forte agitazione, con ripercussioni che si riflettono direttamente sull'attività aziendale".  C'è poi un aspetto meno visibile ma altrettanto importante: quello umano. "Per chi lavora quotidianamente con gli animali, ogni perdita rappresenta anche un duro colpo sul piano personale. Noi pastori e allevatori seguiamo il gregge ogni giorno dell'anno e viviamo questi episodi con particolare sofferenza. Non è possibile che nel 2026 si debba vivere nel terrore di perdere un gregge a causa di cani vaganti" conclude l'allevatore.  ll fenomeno del randagismo nel territorio olbiese è una problematica nota da anni. Il Comune di Olbia sostiene stabilmente progetti dedicati al contrasto del fenomeno, tra cui "Gabbie vuote in canile" e "Randagismo nelle zone rurali e periferiche di Olbia", finanziando le attività svolte dalle associazioni animaliste impegnate sul territorio. In particolare, le associazioni operano attraverso campagne di sterilizzazione, censimenti, recupero degli animali vaganti, promozione delle adozioni e monitoraggio delle aree rurali e periferiche maggiormente interessate dagli abbandoni.

Tuttavia, l'estensione del territorio da controllare e il numero di segnalazioni rendono il lavoro particolarmente complesso. Gli stessi allevatori riconoscono l'impegno quotidiano dei volontari, ma ritengono che le risorse attualmente disponibili non siano evidentemente sufficienti a garantire una copertura capillare di tutte le campagne del territorio. Per questo chiedono un ulteriore rafforzamento dei fondi destinati alle attività di prevenzione, controllo e sterilizzazione, più controlli sul territorio e una maggiore attenzione verso le periferie rurali, dove il fenomeno del randagismo continua a rappresentare una minaccia concreta per un settore che costituisce ancora oggi una delle risorse economiche più importanti del territorio.