Oschiri. Monumenti Aperti racconta il territorio, a creare un ponte tra passato e presente gli studenti degli Istituti locali che con grande entusiasmo hanno saputo coinvolgere tutti i presenti.
Soddisfatta per il riscontro e il coinvolgimento l'amministrazione comunale che ha ricondiviso un pensiero, una riflessione anche sulla pagina Fb. Questo il testo condiviso:
"ci sono comunità che non solo custodiscono il proprio patrimonio, ma che scelgono di raccontarlo, aprirlo e condividerlo, Oschiri ha fatto questo attraverso Monumenti Aperti. Desideriamo ringraziare la coordinatrice incaricata dall’Amministrazione Comunale, dott.ssa Pasqualina Carta, il dirigente prof. Giuseppe De Carlo e gli alunni dell’Istituto Comprensivo, le insegnanti Adriana Pes, Lucia Solinas e Maria Grazia Batzu e la professoressa Luisa Nieddu sempre dell’Istituto Comprensivo, l’Istituto Chircas con Cicciu Pitta, Mario Bua, Maria Paola Masia, Rita Batzu, Alessandra Fogu, Loredana Fogu, Piera Coccu, i volontari Paolo Spanu, Erica Taras, Simona Carta e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa".
"Con preparazione, passione e orgoglio i nostri bambini e le nostre guide hanno accompagnato i visitatori alla scoperta dell'Altare Rupestre di Santo Stefano, del Santuario di Nostra Signora di Castro, della Chiesa della Beata Vergine in Piazza Regina Elena. Vedere ragazze e ragazzi raccontare la storia del proprio paese è probabilmente il risultato più bello di queste giornate. Perché il patrimonio culturale non è soltanto ciò che ereditiamo dal passato: è ciò che impariamo a conoscere, a rispettare e a trasmettere".
"Oschiri sta vivendo una stagione di particolare interesse turistico e culturale. Un risultato che non nasce per caso, ma da un lavoro costante di valorizzazione del territorio, delle sue emergenze archeologiche, monumentali, ambientali ed enogastronomiche. La presenza di Oschiri sulle pagine di Traveller - National Geographic, della Guida di Repubblica dedicata alla Sardegna, dell'inserto Gusto di Repubblica, su La Nuova Sardegna, Videolina e altri importanti strumenti di comunicazione rappresenta il frutto di una strategia che punta a far conoscere il nostro paese ben oltre i confini locali".
"Ogni persona che arriva per visitare un monumento, partecipare a un evento, scoprire un sentiero o conoscere una tradizione porta con sé uno sguardo nuovo sul nostro territorio. Ed è nostro compito fare in modo che quel viaggio si trasformi in un'esperienza autentica e memorabile. Iniziative come Monumenti Aperti ci ricordano che la cultura non è un elemento accessorio della vita delle comunità. È uno strumento di crescita, di consapevolezza e di sviluppo. È un modo per creare ulteriori opportunità, costruire relazioni e generare economia nel rispetto dell'identità dei luoghi. Per questo continueremo a investire nella cultura, nella scuola, nell'accoglienza e nella valorizzazione della nostra identità e del nostro territorio. Perché i paesi non sono periferie della storia. Sono luoghi in cui la storia continua a vivere, ogni giorno".