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Arzachena, il Festival del Dialogo Filosofico accende il confronto sulla parita' di genere

Alunni e insegnanti protagonisti di una riflessione ispirata ai valori dell'Agenda 2030

Arzachena, il Festival del Dialogo Filosofico accende il confronto sulla parita' di genere
Arzachena, il Festival del Dialogo Filosofico accende il confronto sulla parita' di genere
Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 31 May 2026 alle 14:00

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Arzachena. Si è svolta il 29 maggio, negli spazi di Nexus nel cuore del centro storico di Arzachena, la quarta edizione gallurese del Festival del Dialogo Filosofico, appuntamento ormai consolidato che quest’anno ha raggiunto l’ottava edizione a livello regionale.

Ideato dal professor Fabio Mulas, vicepresidente del Centro di Ricerca per l’Indagine Filosofica (CRIF) e docente di Filosofia e Storia al Liceo Brotzu di Quartu Sant’Elena, il Festival nasce come progetto di formazione rivolto inizialmente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Nel tempo, l’iniziativa si è estesa anche alle scuole del primo ciclo e persino ad alcune scuole dell’infanzia, attraverso laboratori di Philosophy for Children (P4C), con l’obiettivo di sviluppare il pensiero critico fin dalla più giovane età.

Al centro della giornata, la tavola rotonda pomeridiana che ha visto la partecipazione del professor Mulas e delle docenti coinvolte nelle attività svolte durante la mattinata. L’incontro ha rappresentato il momento conclusivo del “Campionato dei Valori”, progetto che mette in rete diverse scuole primarie del Mezzogiorno e che in Sardegna coinvolge l’Istituto Comprensivo n. 2 di Arzachena, con il plesso di Abbiadori rappresentato da Antonella Boi, l’Istituto Comprensivo di Tempio con Maria Rosaria Bonsorte e il supporto della dottoressa Giulia Ferrari, oltre al Quarto Circolo Didattico di Olbia rappresentato da Maria Letizia Molla e Cristiana Casu. A queste realtà si affianca il Liceo Mossa di Olbia, rappresentato dalla professoressa Barbara Spano, nell’ambito di un significativo progetto di formazione scuola-lavoro.

Per venti ore, bambine e bambini si sono confrontati attraverso il dialogo filosofico, scegliendo di approfondire uno dei temi più attuali tra quelli proposti dall’Agenda 2030: la parità di genere. Un argomento complesso e sfidante che ha portato i giovani partecipanti a riflettere sugli stereotipi ancora presenti nella società e nei contesti educativi, dove troppo spesso giochi, colori, sport, abbigliamento e attività vengono distinti tra “da maschi” e “da femmine”.

La discussione, moderata dalla dottoressa Maria Filomena Cinus, Teacher Educator in P4C e dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Arzachena 2, scuola promotrice dell’evento con il sostegno dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alla Pubblica Istruzione Michele Occhioni, ha permesso di condividere riflessioni, dubbi ed emozioni emersi durante il percorso.

Attraverso i cosiddetti “cerchi di pensiero condiviso”, i piccoli partecipanti hanno sperimentato l’importanza dell’ascolto reciproco e della libertà di scelta, maturando la consapevolezza che ogni persona dovrebbe poter esprimere pienamente la propria identità e le proprie potenzialità, al di là delle categorie e delle aspettative legate al genere. Un’esperienza che ha insegnato come la crescita personale passi soprattutto attraverso la capacità di formulare domande aperte, piuttosto che accettare risposte preconfezionate che limitano il pensiero.

Particolarmente significativa la conclusione dei lavori, durante la quale è stato ripreso il termine “pensativi”, coniato da una giovane alunna per descrivere gli spazi di riflessione creati durante il progetto. Luoghi simbolici in cui il pensiero ha trovato piena cittadinanza nelle sue dimensioni critica, creativa e relazionale.

Un richiamo che riecheggia il pensiero del filosofo Edgar Morin, recentemente scomparso all’età di 104 anni, sostenitore di un’educazione capace di formare “teste ben fatte” più che semplicemente “teste ben piene”. Un messaggio che il Festival del Dialogo Filosofico continua a diffondere, promuovendo nelle nuove generazioni il valore del confronto, della complessità e del pensiero libero.