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San Pantaleo: incontro con Antonella Pileri "La cultura è la nostra priorità"

La Presidente del Consorzio parla del rilancio del borgo tra la memoria di "Jenti di Gaddura" e i prossimi festival estivi

San Pantaleo: incontro con Antonella Pileri
San Pantaleo: incontro con Antonella Pileri
Laura Scarpellini

Pubblicato il 03 June 2026 alle 14:20

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Olbia. Una comunità che si unisce per salvaguardare la propria memoria demaniale, valorizzare il patrimonio immateriale e consegnare le tradizioni locali alle nuove generazioni. È questo lo spirito che ha animato la recente edizione di “Jenti di Gaddura” (svoltasi il 23 e 24 maggio), l'evento che ha trasformato il suggestivo borgo di San Pantaleo in un laboratorio a cielo aperto di folklore, enogastronomia e arte.

Dietro la complessa macchina organizzativa c'è il lavoro sinergico del tessuto associativo locale, guidato dal Consorzio Turistico San Pantaleo. Abbiamo fatto il punto sui progetti presenti e sulle prossime aperture estive con la Presidente del Consorzio, Antonella Pileri.

Presidente Pileri, San Pantaleo è ormai celebre in tutta la Gallura per la sua impronta unica, caratterizzata da botteghe artigiane, residenze d'artisti e il famoso mercatino. In questo contesto così vivo, qual è la missione specifica del Consorzio Turistico e quali priorità vi siete dati per lo sviluppo del borgo?

"Cominciamo col dire che a San Pantaleo ci sono diverse associazioni e il Consorzio è una di queste, tutto quello che ha menzionato è opera di ciascuna associazione in base allo scopo che ognuno si è dato. Lo scopo del Consorzio Turistico è quello di favorire lo sviluppo del turismo e dei servizi connessi e la valorizzazione del territorio. Il Consorzio vuole che San Pantaleo cresca dal punto di vista culturale, direi che è la nostra priorità. Recuperare la memoria storica e fotografica del borgo, avviare la creazione di un archivio storico permanente, salvaguardare e promuovere tradizioni locali e folklore, comprese le nostre specialità culinarie. L'idea di JENTI DI GADDURA è nata dalla voglia di riscoprire le nostre radici e di farle conoscere alle nuove generazioni perché si corre il rischio di non sapere da dove veniamo, e anche dalla necessità di creare comunità, comunità che ha partecipato con grande entusiasmo alla raccolta delle foto storiche. Quest'anno ci siamo affidati al talento di Elmer De Haas ed è stato un onore immenso. Elmer è diventato uno di noi e ha fatto un lavoro eccellente. Speriamo e crediamo si senta veramente parte della comunità".

Lo spirito di coesione sociale emerge chiaramente anche dalle collaborazioni nate all'interno di "Jenti di Gaddura", come la nascita del gruppo "Onde Sonore" o il piccolo museo allestito grazie allo storico barbiere. Come si tradurrà questa sinergia nei prossimi eventi estivi e autunnali del borgo?

"Comunità che si è unita. Quest'anno infatti JENTI DI GADDURA si avvale della collaborazione di PASSI E PAROLE, associazione che si occuperà di far degustare ''La zuppa gallurese'' e del Comitato Festeggiamenti del Santo Patrono che farà degustare invece ''Panini con Pulpedda''. Sempre lo spirito di comunità da noi promosso ha dato vita a un gruppo musicale e non solo, cui abbiamo dato il nome di ''ONDE SONORE'' che è all'interno del progetto '' SAN PANTA MUSIC'', un gruppo di bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni che suonano, cantano, ballano, presentano e lavorano dietro le quinte. ONDE SONORE si esibirà all'interno dell'evento JENTI DI GADDURA. I nostri prossimi eventi saranno il 12-13 e 14 giugno con il III Festival SOUND STONE E SOUL che mette in evidenza musicisti e artisti sardi e l'11 ottobre quando si svolgerà un raduno d'auto d'epoca. Un personaggio che ha molto da raccontare è senz'altro ELIAN ARTS una famosa artista oggi novantenne, famosa artista belga tra i primi artisti arrivati a San Pantaleo negli anni 60, il nostro fabbro storico Davide Solina la cui bottega ha quasi cento anni di storia, Tonino Dettori artista poliedrico, falegname, scultore e pittore, la nostra ceramica in gres di Giovanni Pileri e il nostro storico barbiere Paolino Casalloni, che ci ha donato lo spazio per allestire un piccolo museo di oggetti antichi".

 

Immagine di copertina rigenerata con AI