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Olbia, allerta rossa: la città ha paura e ricorda cosa NON è stato fatto

Olbia, allerta rossa: la città ha paura e ricorda cosa NON è stato fatto
Olbia, allerta rossa: la città ha paura e ricorda cosa NON è stato fatto
Angela Galiberti

Pubblicato il 27 novembre 2020 alle 19:19

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Olbia, 27 novembre 2020 - Gli esperti del centro funzionale decentrato della Protezione Civile della Sardegna osservano dati e cielo con preoccupazione: una perturbazione, secondo i modelli matematici, sta per passare sopra la parte orientale dell'Isola. Non è ancora chiaro dove scaricherà la sua potenza: i vari modelli prevedono pioggia intensa a partire dalle 18 di oggi e per le successive 30 ore, tanto da far scattare l'allerta rossa per rischio idrogeologico su tutto il versante orientale. Nelle prossime ore, tramite i dati raccolti dalle stazioni meteorologiche sparse per il territorio, si capirà come la perturbazione passerà sulla Sardegna. La speranza è che scarichi la sua forza in mare aperto, ma solo l'evoluzione del vento, dell'umidità, della pressione atmosferica ci dirà come camminerà questo mini ciclone.

Intanto, in Gallura - allarme rosso per rischio idrogeologico, allarme giallo per rischio idraulico - tutti i Comuni coinvolti hanno attivato il COC: il centro operativo comunale. A Olbia, come a ogni allerta rossa, scatta la paura: nessun olbiese ha dimenticato l'alluvione del 2013 e l'alluvione del 2015. La prima colse tutti totalmente impreparati, la seconda trovò la città "pronta" almeno sul Piano di protezione civile, che funzionò in modo egregio.

Il problema è che, in 7 anni, non è stato fatto nulla per mitigare il rischio idrogeologico e ancora oggi, dopo 7 lunghi anni, le uniche difese che le famiglie olbiesi hanno contro un'eventuale onda di piena sono le paratie (sperando che l'eventuale inondazione non sia alta), dormire nei piani alti, cambiare casa per un paio di giorni e (per chi crede) pregare incessantemente che il "ciclone" scarichi tutta la sua potenza in mare aperto.

Dall'altro lato, quello istituzionale (Comunale, Regionale), nulla si è mosso: né il Piano Mancini (pronto per partire) né il Piano Nizzi-Technital (preferito dall'amministrazione, ma ancora lontano dal poter divenire presto cantiere) hanno prodotto effetti positivi concreti sulla città contro le alluvioni. Per ora, l'unica produzione è un fiume di parole che non può fermare un'eventuale onda di piena.

Alla fine dei conti, l'allerta rossa ci ricorda cosa non è stato fatto, la paura ci ricorda che la città non è sicura e lo ricordiamo guardando con ansia le previsioni, i canali e il cielo scuro che ci sovrasta.

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