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Letteratura del gioco: ecco i tre migliori libri, tra segreti e curiosità

Tre migliori libri sul gioco di carte

Letteratura del gioco: ecco i tre migliori libri, tra segreti e curiosità
Letteratura del gioco: ecco i tre migliori libri, tra segreti e curiosità
Olbia.it

Pubblicato il 27 ottobre 2022 alle 19:28

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Poker e letteratura - i 3 migliori libri sulla variante Omaha del più celebre gioco di carte del mondo

 

Indipendentemente dalla variante che si preferisce, il poker è attualmente il gioco di carte più popolare a livello internazionale. Negli ultimi anni, questo è stato anche reso possibile grazie agli straordinari passi da gigante in ambito tecnologico, che oggi permettono annualmente a circa 100 milioni di persone di concedersi una partita in modalità online.

Indipendentemente dalla sua esperienza, ogni giocatore che si rispetti ha l’ambizione di migliorarsi giorno dopo giorno per poter ambire a titoli e montepremi da sogno e così entrare nella lista dei più grandi vincitori nella storia del casinò. C’è chi lo fa riguardando le imprese dei suoi campioni preferiti in formato video, chi ascolta podcast e chi, invece, opta per affidarsi ai più classici libri.

Qui di seguito, ci si concentrerà proprio su quest’ultima opzione e, in particolare, si presenteranno i migliori tre libri attualmente in commercio sulla variante Omaha.

Breve storia del poker

Gli storici non sono ancora arrivati a un accordo circa il luogo e il momento esatto in cui il poker ha avuto origine. C’è chi pensa, infatti, che il suo primo antenato derivi da un tipo di domino diffuso in Cina nel secolo X d.C. e chi, invece, ritiene che per la sua nascita si sia dovuto aspettare fino a circa 700 anni più tardi, quando si hanno le prime notizie dell’As-nas persiano.

Per assistere alla comparsa del poker in versione moderna si deve fare un enorme salto in avanti nel tempo fino alla prima metà del secolo XIX. Come riporta l’attore Joseph Cowell, nel 1829 a New Orleans era infatti popolare un gioco con regole che prevedevano la partecipazione di quattro persone e l’uso di un mazzo composto da 20 carte.

Inoltre, il diario di Jonathan H. Green è il primo documento in cui viene nominato il poker – per l’esattezza, su una pagina risalente al 1834. Si dovette poi attendere fino al 1858 per la pubblicazione del suo regolamento ufficiale, dopo che si era già passati all’adozione del mazzo francese da 52 carte.

Poco dopo, lo scoppio della Guerra di Secessione  (1861-65) contribuì a un’ulteriore espansione del poker per merito dei soldati al fronte, che lo praticavano costantemente nei momenti di pausa. Anche se il 5 Card Draw era la sua variante più diffusa, in quel periodo ne sorsero anche numerose altre su tutto il territorio statunitense.

Nella seconda metà del secolo XX , iniziò poi a prendere piede il Texas Hold’em, la varietà tutt’oggi più giocata in assoluto, essendo anche particolarmente adatta per gli appassionati dei tornei online. Gran parte del merito del successo del poker va attribuito all’impresario di casinò Benny Binion e al suo desiderio di dare il via alle World Series of Poker nel 1970 e, soprattutto, di scegliere il Texas Hold’em come protagonista del suo Main Event.

Omaha - origini e regole principali

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, l’Omaha (detto anche Omaha Hi) non deriva il suo nome dall’omonima città del Nebraska. Le sue origini, infatti, sarebbero da attribuire allo Stato del Michigan e, per essere esatti, alla città di Detroit.

La sua diffusione giunse tramite la leggenda del poker Robert Turner, che con l’aiuto del collega Bill Boyd riuscì a introdurlo nel casinò Golden Nugget di Las Vegas nel 1982. Anch’esso appartiene alla categoria community card di cui fa parte anche il Texas Hold’em, del quale viene considerato da molti una versione migliorata.

Anche in Italia si è iniziato a parlare di tale gioco e a disposizione vengono messe informazioni relative alle regole delle diverse varianti esistenti. Nel sito è presente anche il famoso torneo di Omaha poker.

I 3 libri migliori sull’Omaha disponibili in Italia

 

Pot-Limit Omaha Poker: La Strategia del Big Play (Jeff Hwang, 2008)

Pubblicato in italiano con due anni di ritardo rispetto alla sua versione originale, questo libro edito da DGS3 non può proprio fare a meno di far parte della collezione di qualsiasi amante del poker. Particolarmente adatto ai giocatori alle prime armi, si rivela anche una gemma preziosa per coloro che, ogni tanto, sentissero la necessità di consolidare le proprie conoscenze sull’Omaha in versione Pot-Limit.

Le sue 278 pagine sono dense di contenuto e, oltre a concentrarsi sulle strategie consigliate sia per chi preferisce concedersi una partita in un casinò fisico che chi opta per la modalità online, si soffermano anche su numerosi altri temi. Questi includono per esempio l’importanza della posizione che si occupa al tavolo, gli obiettivi del big play, il comportamento da tenere durante il pre-flop e le differenze principali tra il Limit Omaha HI/Lo tradizionale e la sua versione Pot-Limit.

Come se questo non fosse sufficiente, nella parte conclusiva vengono anche presentate situazioni pratiche e mani d’esercitazione, che contribuiscono alla grande completezza di questo testo. L’unica critica che può essere fatta riguarda l’assenza di una ricerca approfondita sul gioco in modalità torneo; per questa ragione, non si può evitare di fare anche riferimento a altre risorse sull’argomento.

Secrets of Professional Pot-Limit Omaha Short Handed (Rolf Slotboom, 2009)

La prima edizione di questo libro è stata immessa sul mercato inglese nel 2009 da parte di D&B Publishing. Per poterlo leggere, i giocatori italiani dovettero attendere solo un anno; nello specifico, la sua versione tradotta è stata resa disponibile all’inizio del 2010 da Boogaloo Publishing.

Come si apprende direttamente dalle parole dell’autore, quest’opera non è da intendersi come una manuale che fornisce istruzioni su come giocare, quanto piuttosto come una raccolta delle sue opinioni, giocate più famose e strategie preferite. Riguardo a queste ultime, Slotboom aggiunge che molte includono la discussione dei comportamenti e dei punti deboli degli opponenti che si è trovato a affrontare nei tornei a cui ha preso parte durante la sua carriera.

A suo giudizio, le parti più importanti del volume riguardano la presentazione di alcune mani d’esempio e della loro analisi dettagliata. Consultando l’indice dei contenuti non si può poi fare a meno di notare che il capitolo 5 è dedicato alla trattazione di trucchi, mosse e giocate avanzate che lo rendono adatto anche per coloro che hanno già una certa esperienza alle spalle.

Omaha Championship (Tom McEvoy e T.J. Cloutier, 2006)

Originariamente pubblicato nel 2006 dalla casa editrice di Los Angeles Cardoza Publishing, l’ultimo libro di questa rassegna è disponibile per il pubblico italiano dal 2008 grazie al lavoro svolto dalla già citata casa editrice Boogaloo Publishing.

Tom McEvoy è noto per essersi aggiudicato il Main Event delle World Series of Poker nel 1983 ed essere entrato a far parte della Poker Hall of Fame trent’anni più tardi. Anche T.J. Cloutier non è da meno, essendo l’unico giocatore a aver mai vinto eventi in tre tipi di Omaha diversi alle WSOP – Pot High-Limit, High-Low Split e Limit High – che hanno contribuito a fargli collezionare sei braccialetti totali nel torneo.

All’interno delle sue 285 pagine, i lettori avranno la possibilità di migliorare in questa variante del poker nel più rilassante dei modi grazie al tono conversazionale scelto per esporre i contenuti. Gli argomenti trattati sono di varia natura, spaziando dall’importanza di aver un atteggiamento adeguato durante i tornei, saper bluffare e giocare aggressivamente, fino alla spiegazione di cosa si intende per slow play.

Leggere per acquisire maggiori informazioni sul poker Omaha

Come si è visto, tra i tanti libri attualmente in commercio relativi alla variante Omaha del poker, spiccano per qualità quelli di Jeff Hwang, Rolf Slotboom e Tom McEvoy e T.J. Cloutier. Tutti molto interessanti e incentrati sul tema.